TURISMO. MIA: nei ristoranti e alberghi italiani si diffonde il bio

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Il cibo italiano resta una delle maggiori attrazioni turistiche del nostro Paese, anche in tempo di crisi. E negli alberghi e nei ristoranti italiani si stanno diffondendo sempre più il cibo biologico e le specialità tipiche. E’ quanto è emerso dall’incontro promosso dal Consorzio di Certificazione dei Prodotti Biologici (CCPB) e da Legambiente Turismo, nell’ambito della rassegna "Sapori" della Mostra Internazionale dell’Alimentazione, che è in corso a Rimini.

Dunque a fronte di un calo che si è registrato nel 2009 in tutti i settori, quello del turismo e di tutto ciò che gli ruota intorno, regge meglio. Il calo entrate del flusso turistico verso l’Italia è stato, infatti del 7,9%, mentre quello degli altri settori si è attestato intorno al 23%. Per alcune regioni il contrasto è ancora più forte. Per il Veneto ad esempio l’entrata dal turismo internazionale è diminuita del 5% a fronte di un 20% delle entrate valutarie da export totale.

"Tutti i dati ufficiali confermano – ha detto nel suo intervento Luigi Rambelli, Presidente Nazionale di Legambiente Turismo – che insieme ad accoglienza e alla simpatia, alle città e opere d’arte, al paesaggio e all’ambiente naturale – la cucina e i pasti (e quindi il settore agroalimentare e la gastronomia) sono tra i maggiori attrattori turistici del nostro paese. Se le risorse naturali, culturali e gastronomiche sono indicatori dell’attrattività di una destinazione – ha aggiunto Rambelli – questi beni capitali del turismo devono essere preservati e resi disponibili evitando i danni irreversibili arrecati da degrado e cementificazione e preservando quelle tradizioni agricole che hanno contribuito a modellare il paesaggio del nostro Paese e che oggi sono l’unica carta dell’attività agricola per assicurarsi un futuro economicamente valido".

 

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