Oggi si celebra il 43° Earth Day

Si celebra oggi il 43° giorno della Terra. E’ dal 22 aprile 1970, infatti, che le Nazioni Unite dedicano questo giorno alla Terra con l’obiettivo di favorire la conservazione delle risorse naturali: da allora il numero di Paesi aderenti all’iniziativa è cresciuto di anno in anno fino a raggiungere il numero di 175 nell’edizione del 2013. La Giornata si festeggia anche nel nostro Paese dove, quando si parla di ambiente, non mancano le emergenze.

Anche quest’anno l’associazione Marevivo lancia il Concorso di idee Internazionale “Sole vento e mare per le isole minori e le aree marine protette italiane – Energie rinnovabili e paesaggio”con GSE (Gestore dei Servizi Energetici), ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), CITERA (Centro di Ricerca Interdisciplinare Territorio Edilizia Restauro Ambiente) dell’Università di Roma La Sapienza, Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee –, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Segretariato Generale. Il Concorso, aperto ad architetti e ingegneri d’Italia e Europa, premierà quelle idee e proposte progettuali – contraddistinte da forte innovazione e mirate all’efficienza, al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili – che si possono attuare nel rispetto delle peculiari caratteristiche del paesaggio mediterraneo.

Singolare l’inziativa di Greenpeace che con l’aiuto di 10 mila di volontari ha formato uno striscione umano con scritto “I ♥ Arctic” in circa 280 città del mondo. Da Buenos Aires a Bangkok, da Copenhagen a Johannesburg, le persone chiedono ai leader politici di proteggere il fragile ecosistema Artico. Sabato a Roma un grande cuore è stato formato da attivisti e simpatizzanti di Greenpeace al Circo Massimo. «Milioni di persone chiedono che gli incontaminati ghiacci artici vengano protetti da un divieto totale di trivellazione petrolifera nell’Oceano Artico. La nostra dipendenza dai combustibili fossili è erroneamente associata con il progresso e la prosperità, invece porta con sé la distruzione dell’ambiente e dell’economia. Un’altra strada è possibile e i nostri leader politici devono intraprenderla ora» ha affermato Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International.

“L’Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono che ha tagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo” commenta la Coldiretti aggiungendo che “ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) con il risultato che in oltre 5 milioni di cittadini si trovano  in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 per cento dell’intero territorio nazionale”.

Secondo la Cia, invece, dall’agricoltura può arrivare uno slancio all’economia, a partire dal capitolo “energia”: “se verranno rispettati gli obiettivi europei, infatti, entro il 2020 il 45 per cento delle rinnovabili verrà dalle campagne, cioè dalla rivalutazione energetica degli scarti di campi e stalle. E oggi in Italia sono soprattutto i giovani a optare per la produzione di biomasse e biogas, una scelta ecologica in grado di diminuire l’impatto ambientale dell’impresa, ma anche una grande chance per dribblare la crisi”.

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