Amministratori di condominio vs Antitrust in difesa del tariffario minimo

L’amministratore di condominio è sempre più una figura manageriale. Per questo il tariffario minimo “non riduce la concorrenza ma aumenta la professionalità”. Questo quanto afferma CONFIAC – Confederazione Italiana delle associazioni condominiali, in risposta all’apertura di un’istruttoria da parte dell’Autorità Antitrust per la quale il varo di un tariffario analitico potrebbe integrare gli estremi della fissazione orizzontale dei prezzi e quindi determinare una restrizione sensibile della concorrenza.

La fissazione di un tariffario minimo per gli amministratori di condominio può restringere la concorrenza del servizio? È quanto si è chiesta Antitrust che nei giorni scorsi ha aperto un’istruttoria nei confronti di CONFIAC per “verificare se le norme di un codice etico e deontologico e di un tariffario minimo per amministratori professionisti di condominio possano restringere in maniera consistente la concorrenza nel settore dei servizi inerenti l’amministrazione di immobili condominiali”.

E oggi arriva la risposta della Confederazione. “Cosa succederebbe se i medici non avessero bisogno della laurea per operare o chi conduce gli autobus della patente per portare in giro le scolaresche?”, si domanda Paolo Caprasecca, presidente di CONFIAC. “E’ a un quesito molto simile – prosegue – che l’Antitrust dovrà presto dare un risposta, segnando un punto di svolta per l’intera categoria, ovvero: verificare se un tariffario di riferimento per gli amministratori di condominio limita la concorrenza o è la condizione per il configurarsi di una categoria professionale riconosciuta con regole certe e standard di qualità che garantiscano la competenza e legalità nonché fiscale dell’attività amministrativa favorendo il consumatore”.

“Di fatto – prosegue il presidente di CONFIAC – l’amministratore di condominio è un mestiere che sempre più si avvicina a quello del manager. Sono necessarie competenze legali, amministrative e tecniche. Bisogna sapersi destreggiare tra contratti d’affitto, manutenzione, allacciamenti alle forniture, dividere equamente i costi e gestire complessivamente budget che, in molti casi, possono assumere dimensioni significative. Chi affida la propria casa nelle mani di un professionista, dandogli mandato di curare gli aspetti fiscali, normativi e la corretta manutenzione della sua proprietà, deve avere la certezza che quel professionista sia effettivamente tale. Il tariffario di orientamento è un passo essenziale nel costruire una categoria responsabile, legalmente e lavorativamente riconosciuta peraltro come da contratti di lavoro degli studi professionali, il cui fine principale sia la tutela consumatori e la corretta amministrazione di uno dei beni più preziosi degli italiani: la propria casa”.

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