Telefono Azzurro: “Non stiamo zitti”, la violenza sui minori non va taciuta

Una nuova campagna di Telefono Azzurro per sensibilizzare l’opinione pubblica sul mondo dell’infanzia. Lo slogan è chiaro e lascia poco spazio all’interpretazione. “Non stiamo zitti”. Né omertà né vergogna di fronte a numeri da capogiro che testimoniano un fenomeno come la violenza sui minori.

Sono 18 milioni i bambini che in Europa sono vittime di violenza sessuale, 55 milioni quelli che sono vessati psicologicamente e 44 milioni i minori sottoposti a maltrattamenti fisici. Complessivamente nel mondo, 852 bambini al di sotto dei 15 anni perdono la vita a causa delle violenze subite. I dati in possesso dell’Associazione mostrano poi un’altra nuova tendenza: l’aumento dei casi di violenze tra i minori stranieri. La maggiore consapevolezza e informazione pian piano acquisita ha portato a far emergere un trend che fino a qualche anno fa era totalmente sommerso. In particolare, tra il 2008 e il 2013 si osserva come i casi di abusi fisici su minori stranieri siano passati dal 17,5% al 30,5%, mentre quelli a sfondo sessuale dal 8,8% del 2008 ad un preoccupante 30,5% nel 2013. Ad essere più colpiti dalla violenza fisica e da episodi di trascuratezza sono i bambini stranieri nella fascia d’età tra gli 0 e i 10, mentre nel caso della violenza sessuale l’aumento riguarda soprattutto gli adolescenti.

La campagna è un invito rivolto a tutti ad approfondire e denunciare tutte le manifestazioni di violenza contro i più piccoli. Spesso e volentieri questa si consuma tra le mura domestiche, in quello che dovrebbe essere il luogo della protezione per eccellenza e ha come artefici i genitori o il gruppo parentale. Per il bambino, in queste condizioni, diventa ancora più difficile trovare la forza per riconoscere e denunciare l’abuso e tende spesso ad accettarlo, ad adattarsi ad esso pur di mantenere un rapporto con le figure che per lui sono comunque un punto di riferimento.

Il ruolo svolto dalla scuola, così come quello di supporto delle helpline dedicate, è perciò fondamentale dal momento che, dice Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro, “l’Italia non è ancora perfettamente allineata agli standard internazionali. Sono necessari interventi specifici e ad elevata professionalità che assicurino alla vittima una partecipazione non traumatica all’iter giudiziario e un recupero del benessere psichico e relazionale”.

La campagna, lanciata questa mattina nel corso di una conferenza stampa, si articolerà in varie iniziative per tutto il prossimo “Aprile Azzurro” e coinvolgerà diverse città italiane. Da domani sarà accessibile, poi, un sito internet (www.nonstiamozitti.it) su cui si potranno trovare consigli e indicazioni. Tra i testimonial della campagna anche Metis Di Meo (presentatrice e autrice di molti programmi per ragazzi) e Giulia Luzi (attrice), due volti giovani che hanno abbracciato la causa di Telefono Azzurro facendosi portavoce del messaggio di denuncia e di rottura del silenzio che si lega a questo argomento.

di Elena Leoparco

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