La bussola dei diritti. App, mia cara app: ecco come funzionano

In una società sempre più iperconnessa passiamo molto tempo navigando in rete tra un Tweet, un messaggio WhatsApp, un post su Facebook , una foto su Instagram. E  a volte non ci rendiamo conto che le App sono entrate a far parte del nostro quotidiano senza che ce ne accorgiamo. L’era digitale ha favorito il moltiplicarsi di applicazioni di ogni tipo di cui non potremmo più fare a meno, tanta l’abitudine di vivere la nostra vita in una App. Ce ne sono per risparmiare sulla spesa, per acquistare cibo, per viaggiare, per prenotare un’automobile in car sharing, per la benzina, per prenotare la fila all’ufficio postale o per una visita medica, per mangiare al ristorante. Come funzionano e a cosa bisogna stare attenti quando installiamo una App sul nostro smartphone?

Innanzitutto è bene sapere che App sta per “applicazione”, e può essere utilizzata per indicare qualsiasi programma indipendentemente dal dispositivo elettronico su cui viene utilizzata, anche se quando si parla di app ci si riferisce comunemente ai dispositivi di rete mobile, come tablet e smartphone. Sotto il profilo tecnico si possono distinguere app native e web app. Le prime, sviluppate per un determinato sistema operativo (attualmente iOs per i dispositivi Apple e Android per la maggior parte degli altri device sono i due principali sistemi operativi di rete mobile) hanno un linguaggio di programmazione specifico proprio per quest’ultimo e devono essere installate effettuando un acquisto da uno store di app presente sul device. Le web app invece, altro non sono che la versione web di un sito internet e, a differenza di quelle natie, non sono fisicamente installate sul device, ma semplicemente accessibili tramite un browser internet (a es Chrome). Probabilmente sarà capitato a ciascuno di noi di utilizzare una web app senza neanche farci caso.

Curiosando tra una serie di App dedicate al risparmio – doveconviene, piratiinviaggio, prezzibenzina,thefork – emerge che tutte, seppur in diversa maniera, pongono in evidenza alcune offerte più convenienti per il consumatore, prevedono un metodo di ricerca per prodotto o per servizio strutturato diversamente a seconda del prodotto o servizio offerto, hanno diversi canali social attivi (facebook, twitter, google plus), solo alcune richiedono di accedere alla posizione del consumatore, non tutte hanno un canale dedicato alle segnalazioni e una indicazione precisa sui dati relativi alla sede legale della azienda che eroga il servizio e con cui il consumatore sottoscrive il contratto. Quanto ai termini di utilizzo e alla normativa sulla privacy sembra che non tutte ne diano evidenza in maniera chiara e immediata. Queste ultime informazioni sono però quelle più importanti che il consumatore dovrebbe assumere prima di installare una app e aderire alle condizioni contrattuali in esse contenute, pertanto un consiglio utile è quello di non farsi prendere dalla fretta e di monitorare con attenzione l’applicazione per evitare spiacevoli sorprese future.

 

di Claudia Ciriello

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