La giustizia è un bradipo, Commissione Ue: Tar italiani tra i più lenti d’Europa

Efficienza, qualità e indipendenza dei sistemi giudiziari degli Stati membri: sono questi gli aspetti principali sui quali si concentra il quadro di valutazione della giustizia reso noto oggi dalla Commissione.“La 5a edizione del quadro di valutazione UE della giustizia conferma che l’efficacia dei sistemi giudiziari è essenziale per favorire la fiducia e un ambiente più propizio alle imprese e agli investimenti all’interno del mercato unico”, ha dichiarato Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere.

giustiziaIl quadro di valutazione si concentra principalmente sul contenzioso civile, commerciale e amministrativo, al fine di sostenere gli sforzi degli Stati membri per realizzare un ambiente più favorevole agli investimenti, alle imprese e ai cittadini.

Il quadro di valutazione evidenzia, nel complesso degli Stati membri, procedimenti giudiziari civili e commerciali tendenzialmente più brevi se si osserva l’andamento nell’arco dei 5 anni.

Per quanto riguarda l’applicazione delle norme a tutela dei consumatori, il quadro di valutazione evidenzia che in questo settore la durata dei procedimenti in sede amministrativa o giurisdizionale varia notevolmente a seconda del paese. Inoltre indica che molte delle questioni che riguardano i consumatori sono risolte direttamente dalle autorità per la tutela dei consumatori, senza dover ricorrere ai tribunali.

Nell’ambito della lotta al riciclaggio di denaro, emerge un’ampia variazione per quanto riguarda la durata dei procedimenti per i reati connessi al riciclaggio di denaro, da meno di sei mesi a quasi tre anni.

Vorrei incoraggiare gli Stati membri a garantire che qualsiasi riforma della giustizia rispetti lo Stato di diritto e l’indipendenza del potere giudiziario. Si tratta di principi di fondamentale importanza per consentire sia ai cittadini che alle imprese di godere pienamente dei loro diritti. Un sistema giudiziario indipendente ed efficiente è uno dei pilastri fondamentali di ogni democrazia”, precisa la Jourová.

Tuttavia, l’accesso alla giustizia resta difficile per i cittadini più poveri: il quadro di valutazione mostra che, in alcuni Stati membri, i cittadini con un reddito inferiore alla soglia di povertà non ricevono nessuna assistenza legale gratuita in determinati tipi di controversie.

Migliora o rimane stabile la percezione dei cittadini per quanto riguarda l’indipendenza della magistratura: questa tendenza, calcolata rispetto ai dati del 2016, si registra in oltre due terzi degli Stati membri. Tra i motivi indicati da chi percepisce una mancanza di indipendenza dei tribunali e dei giudici, il più ricorrente riguarda le interferenze o le pressioni da parte del governo e dei politici.

Al di là del quadro generale, vale la pena soffermarsi sulla situazione della giustizia italiana, così come descritta delle rilevazioni fatte dalla Commissione Ue.

A fronte di un numero di avvocati a dir poco spropositato (con 391 ogni 100 mila abitanti), la giustizia amministrativa va avanti a passo di lumaca e si piazza al penultimo posto nella classifica europea, peggio fa solo Cipro. Se in Svezia, ma anche in Ungheria, Estonia, Bulgaria, Slovenia e Polonia servono circa 100 giorni in media per risolvere un procedimento amministrativo (che vede opposti cittadini ad autorità locali, regionali o nazionali) in primo grado, in Italia ne occorrono ben 1000 giorni, vale a dire tre anni.

La lentezza dei procedimenti giudiziari incide anche sulla fiducia che gli italiani riservano alla giustizia: il 19% dei cittadini ritiene che il sistema funzioni ‘molto male’ in termini di indipendenza (era il 25% nel 2016), mentre per il 38% funziona ‘abbastanza male’ (36% nel 2016). Invece, il 30% degli italiani dice che il sistema funziona ‘abbastanza bene’ (era il 23% nel 2016). Solo il 2% ha risposto ‘molto bene’. Il Paese in cui la popolazione è più soddisfatta degli sforzi della giustizia è la Danimarca, dove complessivamente l’86% dei cittadini ritiene che il sistema sia indipendente.

Nella media invece i costi: rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia si trova a metà classifica per il costo della giustizia con 94 euro pro-capite. In testa c’è il Lussemburgo con 187 euro pro-capite, mentre all’ultimo posto c’è Cipro con 25 euro.

 

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