Concorso Miur al via, ed è già polemica su domande di informatica e software liberi

Partita oggi la prima prova preselettiva del mega concorso per futuri professori, voluto dal Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Dopo gli intoppi iniziali sulle istruzioni per partecipare al concorso, gli aspiranti professori si sono allenati per giorni (con più di qualche difficoltà tecnica nel reperire gli esempi delle future prove). Ed oggi sono arrivati al primo traguardo in più di 320.000 per 11.542 posti disponibili. La prova preselettiva consiste in 50 quesiti proposti su computer, unici per tutti i posti e le cattedre messe a bando, cui rispondere in 50 minuti.

Ed è tutto più che veloce, tanto che nel giro di pochi minuti, al termine della propria prova, ogni candidato può già conoscere il risultato conseguito e potrà passare le il Natale sapendo se è stato ammesso alle successive prove, scritte e orali.

Il Ministero sta monitorando costantemente l’andamento della prova ed ha già pubblicato due comunicati con i risultati parziali: alle prime due sessioni della mattina hanno partecipato in 69.037, cioè il 79,7% dei candidati previsti. A superare la prova sono stati in 23.285, il 33,7%. I candidati ammessi superano il 40% in Toscana, Piemonte, Liguria e Lombardia. “Nel complesso – scrive il Ministero in una nota – la percentuale di ammissione, che supera il 30%, dimostra l’accessibilità del test e garantisce, allo stesso tempo, la piena funzionalità della prova”. La giornata continua con altre due sessione prevista nel pomeriggio (alle ore 15 e alle ore 17.30).

Ma le polemiche non sono mai troppe e, al suo primo giorno, il concorso riceve già una diffida (inviata al Ministro dell’Istruzione). A mandarla è un gruppo di 45 associazioni attive nel campo del software libero, tra cui AsSoLi, Wikimedia Italia, l’Associazione per l’Informazione Geografica Libera (GFoss.it), l’Italian Linux Society, che pongono proprio la questione dei sistemi operativi open source: molte domande del concorso preparate dal Ministero in ambito informatico fanno riferimento ad un solo sistema operativo proprietario ed alle sue applicazioni.

“L’istruzione è una delle aree chiave nella nostra società. Gli scolari devono imparare il reale funzionamento dei computer, apprendendo inoltre il valore della condivisione – sostiene Karsten Gerloff, presidente della Free Software Foundation Europe – Il software libero permette un vero apprendimento pratico. Il software proprietario non è adatto alle scuole, ed obbligare gli insegnanti ad utilizzarlo è irresponsabile”. Le domande in questione sono state analizzate anche dal professor Renzo Davoli dell’Università di Bologna e presidente di AsSoLi, secondo cui le domande corrispondano al “saper usare uno specifico tipo di computer, con uno specifico sistema operativo e specifiche applicazioni”.

“L’azione del Ministero, volta a spingere gli insegnanti all’uso di software proprietario, potrebbe essere illegale – si legge nella diffida –  Secondo il D.Lgs 82/2010, le pubbliche amministrazioni devono utilizzare software libero per le loro necessità. L’acquisto di licenze di software proprietario è possibile solo in casi eccezionali.Nella loro diffida, le organizzazioni firmatarie chiedono al Ministero di rivedere le domande per il test. Il Ministero è tenuto a rispondere alla diffida entro 30 giorni”.

 

2 Commenti a “Concorso Miur al via, ed è già polemica su domande di informatica e software liberi”

  1. Paolo ha detto:

    Concordo pienamente con Francesco. Fate ricorso allora anche contro la Patente Europea del Computer (ECDL)…..
    L’esame di informatica deve riguardare il software piu’ diffuso non quello piu’ economico……..

  2. Francesco ha detto:

    Ma quale software libero……credete veramente che tutti i candidati siano in grado di rispondere con consapevolezza alle domande relative all’informatica su software “commerciale” ?

    Figuriamoci se dovessero rispondere a quelle relative al software libero !

    Senza contare il grado di conoscenza del computer…..dove è andata mia moglie a fare la prova alcuni candidati hanno messo 10 MINUTI per inserire i propri dati Anagrafici !

    Scandaloso