Veneto Banca e Pop Vicenza, Consumatori: “Offerta azionisti inadeguata e irrisoria”

Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza hanno reso noto l’offerta di transazione rivolta ai propri soci. Una proposta subordinata alla rinuncia alle azioni legali da parte degli azionisti, dagli importi bassi, e considerata “totalmente inadeguata” dal Movimento Consumatori.Veneto Banca riconoscerà infatti un “indennizzo forfettario ed onnicomprensivo pari al 15% della perdita teorica sofferta in conseguenza degli acquisti di Azioni Veneto Banca (al netto delle vendite effettuate e dei dividendi percepiti) avvenuti nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2007 ed il 31 dicembre 2016”; Banca Popolare di Vicenza pagherà 9 euro ad azione, al netto delle vendite, sempre nello stesso arco temporale. Condizione delle offerte: gli azionisti devono rinunciare a promuovere azioni legali. Il Movimento Consumatori è netto: “Offerta totalmente inadeguata”. Così anche Confconsumatori: “Offerta irrisoria”.

popolaredivicenzaL’iniziativa si rivolge a circa 75 mila azionisti di Veneto Banca e a 94 mila di Popolare di Vicenza. Per chi aderisce alle offerte commerciali, rivolte a persone fisiche e risparmiatori – ci sarà tempo fino a marzo e serve un’adesione pari ad almeno l’80% delle azioni interessate, condizione dichiarata rinunciabile dalla banca – gli istituti prevedono delle offerte commerciali, come ad esempio quella di Veneto Banca che lancia la Linea “PerTe”, che “prevede l’applicazione di condizioni agevolate e rendimenti di favore su una serie di prodotti: mutui residenziali, depositi vincolati e conti correnti”.

Ai 169 mila soci verranno dunque corrisposti 9 euro ad azione ai soci Bpvi e il 15% della perdita teorica subita dai soci di Veneto Banca (che si traduce in un rimborso tra i 4,5 e i 6 euro ad azione), detratti però i dividendi percepiti. L’offerta è rivolta a persone fisiche, onlus, società di persone; in cambio i soci rinunciano a qualsiasi pretesa di rivalsa nei confronti delle banche sia nei giudizi civili sia in quelli penali. Si tratta di importi che da subito sono stati identificati come “briciole” dal Movimento Consumatori, che assiste quasi mille azionisti che hanno perso quanto investito nei due istituti bancari ed è fortemente critico verso l’offerta proposta.

“L’offerta è totalmente inadeguata – spiega Paolo Fiorio, coordinatore dell’Osservatorio Credito e Risparmio MC – per diverse ragioni: per il mancato coinvolgimento dei risparmiatori tramite le associazioni; per la palese inadeguatezza delle condizioni di rimborso che ammontano ad un 15% circa della perdita per entrambe le banche e sono riconosciuti in maniera standard senza valutare le situazioni gravi che dovrebbero portare al risarcimento integrale del danno. Le irregolarità che sono state riscontrate dalla Consob e dalla nostra associazione nella vendita delle azioni e delle obbligazioni convertibili sono gravissime e per questa ragione, sarebbero assolutamente incongrui questi rimborsi. L’offerta non tiene poi in alcuna considerazione che i danni subiti dagli azionisti sono stati frutto di condotte penalmente rilevanti, per le quali, con riferimento a Veneto Banca, proprio nei primi giorni dell’anno, la procura della Repubblica di Roma ha chiuso le indagini e si aspetta a breve il rinvio a giudizio degli imputati”.

I tempi per aderire sono brevi e la condizione di partenza è la rinuncia alle azioni legali. “Le tempistiche (circa due mesi) proposte per aderire all’offerta –  aggiunge Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – sono troppo brevi e strumentali a limitare la possibilità per i risparmiatori di decidere se accettare consapevolmente l’offerta. L’adesione prevede infatti la rinuncia dell’azionista a promuovere qualsiasi azione legale, civile e penale. Le offerte dovrebbero chiudersi intorno a metà marzo, con tempistiche incompatibili con l’analisi della documentazione relativa alle operazioni bancarie per la consegna della quale la Banca impiega 90 giorni. Pare infine che la proposta transattiva nasconda una vera e propria iniziativa di raccolta di nuovi fondi in quanto le principali offerte commerciali sono dirette all’ottenimento di nuovi depositi da parte della clientela”.

Il Movimento Consumatori invita dunque gli azionisti a respingere l’offerta proposta dalle due banche popolari venete e a rivolgersi all’associazione che continuerà a tutelare tutti gli azionisti in sede civile e penale attraverso le azioni collettive già in corso.

Anche Confconsumatori ritiene irrisoria l’offerta di transazione che Veneto Banca ha proposto ai suoi soci: oggi l’associazione ha notificato il primo atto di citazione con cui 10 azionisti chiedono al Tribunale Civile la restituzione dell’intera somma versata per comprare le azioni della banca. Ben 88 mila azionisti che detenevano un capitale di circa 5 miliardi di euro, hanno visto azzerare sostanzialmente il valore delle proprie azioni, fissato ad un prezzo di 0,10 centesimi per azione. Spiega Mara Colla, Presidente di Confconsumatori: “La proposta di Veneto Banca appare irrisoria a fronte del pregiudizio economico subito dai risparmiatori; peraltro non riguarda nemmeno tutti i soci ma solo coloro che la Banca riterrà rientrare in determinate categorie, introducendo una discrezionalità di valutazione di cui non si conosce la fondatezza; inoltre la proposta è, ad oggi, condizionata all’accettazione di un numero di azioni che rappresentino l’80% del valore del capitale sociale che si intende risarcire, e tale condizione appare di difficile raggiungimento. Pur seguendo tanti azionisti, avevamo atteso che Veneto e Banca Popolare di Vicenza formalizzassero la loro proposta transattiva, perché confidavamo in un trattamento migliore, ma a questo punto riteniamo opportuno intraprendere la via giudiziale per la tutela dei nostri iscritti. Siamo pertanto disponibili a considerare nuove proposte migliorative, ma questa non ci appare davvero equa per i tanti clienti che avevano fatto affidamento sulla solidità patrimoniale della Banca”.

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