Patatine fritte e snack salati, Antitrust multa Amica Chips, Pata e Preziosi Food (Foto Pixabay)
Patatine fritte e snack salati, Antitrust multa Amica Chips, Pata e Preziosi Food
L’Antitrust ha multato per oltre 23 milioni di euro Amica Chips, Pata e Preziosi Food per intesa restrittiva della concorrenza nel mercato delle patatine fritte e degli snack salati: facevano cartello e si ripartivano la fornitura dei prodotti private label per conto della grande distribuzione
Intesa anticoncorrenziale nel mercato delle patatine fritte e degli snack salati. I principali produttori italiani di snack salati venduti a marchio privato nei supermercati hanno fatto cartello e attuato un’intesa per ripartirsi la fornitura di snack, coordinando le proprie politiche commerciali e spartendosi i clienti. Così l’Antitrust che ha multato per oltre 23 milioni di euro Amica Chips, Pata e Preziosi Food.
Nel dettaglio, Amica Chips è stata sanzionata per 8.239.210 euro, Pata per 7.555.387 euro e Preziosi Food per 7.503.550 euro.
“Intesa segreta unica, complessa e continuata”
L’Autorità ha accertato un’intesa restrittiva della concorrenza nel mercato italiano degli snack salati prodotti per conto della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e venduti attraverso la rete distributiva della GDO a marchio privato – le “private label”.
“Le tre società – informa una nota – hanno attuato un’intesa segreta unica, complessa e continuata per ripartirsi la fornitura di snack salati prodotti per conto della GDO, attraverso il coordinamento delle rispettive politiche commerciali”.
L’intesa sulle patatine fritte
Il procedimento è stato avviato nel 2024 dopo una segnalazione anonima ricevuta attraverso la piattaforma di whistleblowing dell’Autorità.
Nel provvedimento si ipotizzava che, quantomeno nel 2024, le società Amica Chips e Pata avessero concertato le proposte di prezzo da presentare ai buyer delle catene della Grande Distribuzione Organizzata per la vendita delle patatine fritte in busta o chips destinate alle private label, le referenze a marchio privato. Le ispezioni sono state estese anche a Preziosi Food cui poi è stata estesa poi l’istruttoria.
L’Antitrust ha dunque indagato sulla produzione e commercializzazione in Italia di patatine fritte in busta e altri snack salati (popcorn, tortillas, pellet cotto ed altri estrusi di mais), venduti attraverso diversi canali, tra cui la GDO (in particolare supermercati, ipermercati e discount), che distribuisce sia i brand che i prodotti private label.
Il mercato di chips e snack salati
Nel suo complesso il mercato degli snack salati è rilevanti, in crescita fra il 2022 e il 2023; nel 2023 ha generato vendite per 921,7 milioni di euro, quasi più 13% fra i due anni. Sempre nello stesso arco di tempo, le referenze private label rappresentano oltre un terzo del totale, con una notevole crescita (oltre il 15%) trainata soprattutto dalle patatine (circa 17%).
E le tre società – Amica Chips, Pata e Preziosi Food – rappresentano le principali imprese attive in Italia nella produzione di snack salati private label per conto della Grande distribuzione.
Il patto di non belligeranza e lo scambio di informazioni
Nel procedimento l’Antitrust spiega che il cartello, che ha avuto ad oggetto gli snack salati (ad esclusione dei crostini) destinati alle referenze private label distribuite attraverso la rete della GDO, “ha avuto un perimetro più ampio per Amica Chips e Pata consistente in: un patto di non belligeranza riguardante gli operatori della GDO; scambi di informazioni volti a reagire al significativo aumento dei costi di produzione del 2022 e conseguenti aumenti dei prezzi richiesti alla clientela”.
Il cartello ha avuto poi “un nucleo più ristretto, in cui tutte le Parti si sono ripartite singole catene della GDO nel caso in cui una delle stesse avesse sollecitato offerte su referenze in assortimento ad una delle altre Parti”.
C’era insomma un “patto di non belligeranza tra Amica Chips e Pata”. Inoltre, spiega l’Antitrust nel provvedimento, nel 2022 “Amica Chips e Pata si sono incontrate più volte per affrontare il tema della difficile congiuntura di mercato, in un contesto caratterizzato dal significativo aumento dei prezzi delle materie prime, successivamente inviando comunicazioni di aumenti alla generalità dei clienti”.
Agli operatori della grande distribuzione che volevano cambiare fornitore, le aziende rispondevano o con offerte maggiorate rispetto alla parte cui spettava la commessa, o non presentando alcuna offerta, oppure con una indisponibilità motivata con limitazioni della capacità produttiva.
Il coordinamento delle offerte ha riguardato diverse catene: Lidl, Eurospin, Agorà, Penny Market, Esselunga, Decò, Crai, Coop, Carrefour, C3, Aldi, Selex e Conad.
L’Antitrust ha dunque confermato la sussistenza di “un’intesa segreta, unica, complessa e continuata, sotto forma di accordi e/o pratiche concordate” riguardante il coordinamento delle politiche commerciali, a partire dal 2016, per la spartizione della clientela della GDO sulle vendite private label. Amica Chips e Pata hanno partecipato all’intesa per otto anni, quattro mesi e tre giorni; Preziosi Food per cinque anni, otto mesi e 24 giorni.
Nella determinazione della sanzione, l’Antitrust ha applicato il proprio programma di clemenza e “ha concesso a Pata e ad Amica Chips il beneficio della riduzione della sanzione, in considerazione delle evidenze prodotte, significative per provare l’infrazione”. Inoltre l’Autorità ha attivato, per la prima volta dalla sua introduzione, la procedura di transazione prevista dall’art. 14-quater della legge 10 ottobre 1990, n. 287 e, grazie al buon esito di tale procedura, le tre società hanno beneficiato di una ulteriore riduzione dell’ammenda.

