Wi-fi in treno, Codacons: troppi rischi per la salute

Wi-fi sul treno? Sì ma a che costo per la salute? Secondo il Codacons, che ha presentato un esposto alle Procure della Repubblica di Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze, ai Ministeri dell’Ambiente e della Salute e all’Arpa, l’esposizione alle onde magnetiche ed elettromagnetiche nei treni Trenitalia e Ntv supera complessivamente i limiti fissati dalla legge, e rappresenta pertanto un potenziale pericolo per la salute dei passeggeri. In particolare, i valori registrati sul treno Frecciarossa farebbero registrare un superamento dei limiti del 588%, mentre per il treno Italo si arriverebbe addirittura ad un +6800%. Domani attesa al Tar Lazio la discussione su un altro ricorso simile. Le rilevazioni sono state eseguite sul treno 9655 Frecciarossa delle ore 19:00 in servizio tra Milano e Roma e sul treno Italo 9940 delle ore 13:55 in servizio tra Roma-Ostiense e Milano-P.Garibaldi.
Nel dettaglio questi i risultati:

FRECCIAROSSA 9655
I valori relativi al campo magnetico, registrati nell’intervallo di tempo tra le ore 19:21 e le ore 19:32, raggiungono il picco di 5,56 microTesla. I valori relativi al campo elettromagnetico in banda UHF, invece, tra le ore 21:19 e le ore 21:38 raggiungono il picco di 4,65 V/m e non scendono al di sotto di 1,5 V/m. Tali misurazioni determinano i “Valori di immissione”, ossia l’immissione dovuta a tutte le sorgenti di inquinamento magnetico presenti nella posizione dalla quale si effettuano le rilevazioni. Sommando le due misurazioni, si ottiene che l’inquinamento al campo magnetico a 50 Hz e quello al campo elettromagnetico in banda UHF superano mediamente del 60,4% i limiti massimi fissati dalla legge italiana per quanto concerne i livelli dei valori di attenzione, ossia quelli che non devono essere superati in quei luoghi dove le permanenze sono prolungate (come appunto su un treno).

ITALO 9940
I valori relativi al campo magnetico, registrati nell’intervallo di tempo tra le ore 14:43 e le ore 17:14, raggiungono picchi pari a 33,48 microTesla. Non è stato possibile procedere invece alla misurazione del campo elettromagnetico in banda UHF, in quanto sulla tratta oggetto di rilevazione l’accesso al servizio wi-fi, sebbene installato, al momento non risultava attivato. Considerando quindi unicamente il campo magnetico, si registra un supermento medio dei livelli dei valori di attenzione del 272%.

I dati registrati – spiega il Codacons – appaiono ancor più gravi se si considerano i limiti previsti dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), che ha inserito i campi magnetici come “possibilmente cancerogeni” quando superano il livello di 0,4 microTesla. In particolare i minori – come risulta anche da una circolare del Ministero dell’Ambiente – sono i soggetti più colpiti dalle onde elettromagnetiche, e quelli per i quali occorrono misure restrittive tese a tutelarne la salute.

Il Codacons, sulla base di tali rilevazioni, ha presentato un esposto alle Procure della Repubblica di Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze, ai Ministeri dell’Ambiente e della Salute e all’Arpa, chiedendo di disporre la disattivazione del wi-fi su tutti i treni nelle tratte in cui vengono superati complessivamente i limiti fissati dalla legge, e qualsiasi altro intervento volto ad ottenere il rispetto delle soglie massime all’esposizione magnetica ed elettromagnetica. L’associazione ha inviato la perizia anche a Trenitalia e Ntv, al fine di consentire alle due società di presentare le loro osservazioni.

Proprio sulla questione del Wi-Fi sui treni Frecciarossa e Frecciargento verrà discusso il prossimo 11 ottobre un ricorso del Codacons al Tar del Lazio, attraverso il quale l’associazione chiede misure volte a tutelare i cittadini da possibili pericoli derivanti dall’esposizione alle onde elettromagnetiche.

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