Contatori elettronici, Codici pronta alla class action

Contatori elettronici non proprio elettronici. Anzi, come ha scritto qualche settimana fa Il Salvagente, “Made in China”,  non omologati correttamente e mai certificati da un ente terzo che assicuri i consumatori che leggano l’effettivo consumo. La questione è finita alla Camera dei Deputati perché Davide Crippa, un deputato del M5S, ha presentato un’interrogazione  a risposta immediata in Commissione nella quale chiedeva al Ministero dello Sviluppo Economico perché “il governo italiano non ha mai stabilito come debbano avvenire i controlli di routine previsti dalla legge sui contatori dell’energia elettrica; di fatto i cosiddetti contatori “intelligenti” sono apparecchi non omologati scrupolosamente, mai verificati da un ente terzo incaricato dallo Stato, certificati solo su base volontaria dall’ “IMQ” (Istituto Italiano del Marchio di Qualità), e, come di nuovo segnalato da riviste di settore, spesso marchiati con un “CE” identico nella grafica al marchio “China Export” che solleva più di un dubbio sulla loro conformità alla legislazione europea; […]”.

Il Ministero ha risposto ammettendo che la normativa in materia è lacunosa: “[…]La legislazione in materia, è in effetti lacunosa ed ha probabilmente risentito anche della circostanza che almeno per tutti gli anni in cui la fornitura dell’energia elettrica era riservata allo Stato o ad imprese concessionarie, l’affidabilità della misurazione era nei fatti ritenuta connessa alla caratterizzazione pubblica del soggetto distributore. Inoltre, ha risentito dell’oggettiva difficoltà e complessità ad apportare innovazioni normative in un settore di misurazione che interessa un servizio pubblico essenziale di diffusione generalizzata, con milioni di punti di misurazione e che non consente applicazioni rigide e solo formalistiche delle norme, senza tener conto, peraltro, delle conseguenze in termini di possibili interruzioni di tale servizio pubblico. […]”.

“Questo è un fatto gravissimo. Chi ci assicura che leggono esattamente il consumo? Chi ci assicura che i consumatori in questi anni hanno pagato pedissequamente quello che hanno consumato?” ha commentato Luigi Gabriele, Codici, che plaude all’iniziativa del M5S e annuncia una class action contro i responsabili.

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