Osservatorio: ecco come contestare l’estratto conto del conto corrente

Se l’estratto conto del nostro conto corrente non corrisponde alle spese effettuate è possibile contestarlo direttamente alla banca. Quando ci affidiamo ad un istituto bancario per scegliere uno strumento che ci possa fare gestire in modo semplice ed economico il nostro denaro, l’esigenza primaria è quella di potersi fidare sia dello strumento scelto che del lavoro dell’istituto bancario. Che si tratti di uno dei prodotti di Banca Fineco o di banca Mediolanum, poco importa, perché il bisogno di un riscontro positivo è valido in qualsiasi contesto, e dopo aver deciso di informarsi sui prodotti di Banca Fineco, di Mediolanum e dei migliori istituti di credito vogliamo essere sicuri di aver fatto la scelta giusta.

E parlando di cose giuste, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di non tassare i bonifici esteri, a differenza di come era stato stabilito nell’ultimo periodo, per cui i risparmiatori italiani si sarebbero visti addebitare una tassa per i bonifici ricevuti dall’estero. Ma per fortuna il capo del Fisco ha deciso di fare marcia indietro, e non ci sarà nessuna imposta.

Scegliere il migliore conto corrente, è sicuramente la priorità di molti consumatori ma si realizza nel momento in cui le caratteristiche e le condizioni del conto scelto si adeguano al profilo economico e di consumo del contraente. In caso contrario, la convenienza economica o una maggiore qualità del servizio potranno risultare a discapito del cliente e oscurare le sue effettive necessità.

Ad ogni modo, il conto corrente è uno strumento utile per gestire in modo facile e sicuro il proprio denaro perché permette un controllo continuo dei flussi di denaro in entrata e in uscita dal proprio conto.

Tramite i servizi di home banking online per esempio, è possibile avere traccia sempre delle proprie spese e dei movimenti di denaro.

La banca, poi, dà la possibilità di usufruire dell’estratto conto, che è un vero e proprio saldo dei movimenti effettuati durante l’arco di ogni mese: ulteriore strumento utile ma altrettanto delicato perché può essere oggetto di errori di calcolo e di dati sbagliati riguardanti, per esempio, spese mai effettuate.

Come fare se si riceve un estratto conto sbagliato?

La prima cosa da fare è quella di agire tempestivamente per risolvere il problema perché se trascorre troppo tempo potremo non avere più il diritto di contestare l’errore rintracciato.

Entro e non oltre 60 giorni dalla ricezione dell’estratto conto, infatti, bisogna inviare una raccomandata A/R direttamente alla banca presso cui abbiamo aperto il conto corrente, dove si esplicita l’errore.

Nel testo della raccomandata, poi, bisognerà fare riferimento all’oggetto della lettera, ovvero alla contestazione dell’estratto conto e si dovranno specificare dettagliatamente i dati della banca che dovrà verificarlo.

Con la raccomandata andranno inviati tutti i documenti necessari all’avvio della pratica della contestazione e alla verifica di veridicità, come gli scontrini delle spese fatte con la carta di credito o col bancomat: è essenziale, per evitare di imbattersi in problemi di questo tipo, conservare sempre tutte le ricevute degli acquisti effettuati.

Oltretutto, dallo storico delle ricevute si potrà risalire a spese sospette effettuate in esercizi commerciali specifici.

Entro 30 giorni, la banca avrà l’obbligo di inviare una risposta scritta: passato questo termine, l’utente potrà rivolgersi all’arbitro bancario e finanziario oppure ad un legale di fiducia, grazie ai quali potrà continuare la procedura di contestazione e presentare ricorso.

Nel caso in cui neanche questa sollecitazione sarà servita a far muovere la banca verso la risoluzione del problema, sarà possibile rivolgersi ad un giudice ordinario: il termine per la risoluzione di questo tipo di contestazioni è fissato entro due mesi, trascorsi i quali l’estratto conto sarà ritenuto approvato dal cliente.

Qualora si siano verificati errori di calcolo, omissioni di dati o addebiti di spese non dovute questo termine potrebbe arrivare anche ad ulteriori mesi o anni.

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