10 settembre, giornata mondiale per la prevenzione del suicidio

0

Il suicidio causa ogni anno la morte di oltre 720 mila persone e devasta famiglie e comunità. “Cambiare la narrazione” è il tema della giornata mondiale per la prevenzione del suicidio

https://pixabay.com/it/photos/pianto-lacrime-tristezza-4577567/

Oggi la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio (Foto Pixabay)

Il 10 settembre è la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, una grave sfida per la salute pubblica, che causa la morte di oltre 720 mila persone ogni anno e devasta famiglie e comunità.

Cambiare la narrazione

Il 2026 segna il terzo e ultimo anno del tema della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio (2024-2026), “Cambiare la narrazione sul suicidio” , con l’invito all’azione: “Avviare la conversazione” .

L’invito delle istituzioni e di questo tema in particolare è quello di “sfidare i miti dannosi, ridurre lo stigma e promuovere conversazioni aperte e compassionevoli sul suicidio – informa la pagina ufficiale della Giornata – Si tratta di passare dal silenzio e dall’incomprensione all’apertura, all’empatia e al sostegno, creando ambienti in cui le persone si sentano libere di parlare e chiedere aiuto”.

Cambiare la narrazione richiede che la prevenzione del suicidio e la salute mentale diventino una priorità nelle politiche pubbliche.

I numeri della tragedia

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno 727 mila persone si tolgono la vita e molte altre tentano il suicidio. Ogni suicidio è una tragedia che colpisce famiglie, comunità e interi Paesi, con conseguenze a lungo termine per chi resta. Il suicidio si verifica in tutte le fasce d’età ed è stata la terza causa di morte a livello globale nella fascia di età compresa tra i 15 e i 29 anni nel 2021.

Il suicidio non si verifica solo nei paesi ad alto reddito, ma è un fenomeno globale presente in tutte le regioni del mondo. Infatti, quasi tre quarti (73%) dei suicidi a livello globale si sono verificati nel 2021 nei paesi a basso e medio reddito.

Chi è più a rischio?

Chi è più a rischio? L’Oms spiega che “il legame tra suicidio e disturbi mentali (in particolare depressione e disturbi legati all’abuso di alcol) e precedenti tentativi di suicidio è ben documentato nei paesi ad alto reddito. Tuttavia, molti suicidi avvengono impulsivamente in momenti di crisi, con un crollo della capacità di gestire lo stress della vita, come problemi finanziari, conflitti relazionali o dolore e malattie croniche. Inoltre, l’esperienza di conflitti, disastri, violenza, abusi o perdite e il senso di isolamento sono fortemente associati al comportamento suicidario. I tassi di suicidio sono elevati anche tra i gruppi vulnerabili che subiscono discriminazioni, come rifugiati e migranti; popolazioni indigene; persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI); e detenuti”.

Uno dei grandi temi da affrontare quando si parla di prevenzione del suicidio è quello dello stigma, in particolare quello che circonda i disturbi mentali e il suicidio: questo fa sì che molte persone che pensano di togliersi la vita o che hanno tentato il suicidio non cerchino aiuto e non ricevano l’assistenza di cui hanno bisogno. A oggi, solo pochi paesi hanno incluso la prevenzione del suicidio tra le loro priorità sanitarie e solo 38 paesi dichiarano di avere una strategia nazionale di prevenzione del suicidio.

About The Author

What do you feel about this?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *