Ripresa economica stentata. Per Federconsumatori ci vogliono scelte coraggiose

0
istat

I dati diffusi oggi da Istat sono un pallido segno di ripresa.  Nel primo trimestre 2017 il Pil italiano è cresciuto dello 0,2% su trimestre e dello 0,8% su anno; i dati confermano quanto previsto dagli analisti. Guardando all’anno scorso, i dati definitivi ci dicono che nel quarto trimestre del 2016 il Pil era cresciuto in termini congiunturali dello 0,2%, su base annua dell’1,0%. Il primo trimestre del 2017 ha avuto due giornate lavorative in più sia rispetto al trimestre precedente, sia al primo trimestre del 2016. “La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’industria e di un aumento sia in quello dell’agricoltura, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta“, fa notare l’Istituto di statistica.

Pronte le reazioni delle associazioni consumatori. Secondo una valutazione di Federconsumatori, si evidenzia quindi “tutta la fragilità e l’incertezza di un sistema economico che stenta ad allontanare lo spettro della crisi. Mancano ancora basi certe sulle quali fondare i presupposti per la crescita, per una ripresa vera e stabile.

La via maestra per aprire questa nuova fase è quella di intervenire sulla domanda interna e sulla redistribuzione dei redditi, attraverso una ripresa del mercato occupazionale. Le famiglie, infatti, continuano ad essere in affanno.

Sono appena di ieri le notizie relative all’impennata del tasso di inflazione, che cresce non sulla base di un aumento della domanda interna, bensì sull’onda della crescita dei costi dell’energia e dei servizi di trasporto.

La disoccupazione non accenna a migliorare in maniera decisa, la domanda interna soffre per i rincari delle tariffe: è evidente che, di fronte a tale andamento, le famiglie si trovano ad affrontare una situazione di forte difficoltà, fatta di tagli e rinunce.”

Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, se la disoccupazione tornasse a livelli pre-crisi, cioè il 6%, la capacità di acquisto delle famiglie aumenterebbe di circa +40 miliardi di Euro l’anno, perché le famiglie non sarebbero più costrette a destinare parte del loro bilancio al mantenimento di figli e nipoti disoccupati; oltre Anche sul piano pensionistico ci sarebbero incassi di circa 15 miliardi di Euro

È evidente, quindi, l’urgenza di mettere in atto concrete politiche per la ripresa occupazionale, che siano in grado di innescare un ciclo virtuoso nel nostro sistema economico: con la ripresa dell’occupazione, infatti, si conoscerebbe una crescita della domanda interna che, a sua volta, determinerebbe un incremento della produzione ed una ulteriore aumento della domanda occupazionale.

About The Author

What do you feel about this?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *