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Asili nido comunali, l'indagine di Cittadinanzattiva

Parità di educazione e lotta alle disuguaglianze partono dall’inizio. E l’inizio del percorso scolastico è l’asilo nido. L’Italia sconta però lacune che si riproducono nel tempo: grandi differenze fra le regioni, un accesso al servizio garantito solo a pochi, e non da ultimo una grande differenza nelle rette che le famiglie devono pagare.

Per un asilo nido comunale la spesa media di una famiglia è di 303 euro al mese ma con forti differenze da Regione a Regione e da città a città. La regione più costosa è il Trentino Alto Adige dove la retta media è di 472 euro al mese, la più economica è il Molise con 169 euro mensili. Ma spesso dove le rette sono più alte il servizio è più disponibile.

E la disponibilità di posti nei nidi in Italia è lontana dall’obiettivo europeo di garantire ad almeno il 33% dei bambini tra 0 e 3 anni l’accesso al nido o ai servizi integrativi. In Italia ci si ferma al 21,7% di copertura dell’utenza potenziale. I bimbi piccoli, appunto.

La fotografia viene dall’indagine annuale sugli asili nido comunali fatti dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva. Che restituisce l’immagine di un servizio molto frammentato.

 

bambino che gioca
Italia, asilo nido pubblico per pochi bambini

 

Asili nido comunali: l’indagine di Cittadinanzattiva

L’indagine riguarda le rette applicate al servizio di asilo nido comunale, per una famiglia composta da tre persone (due genitori e un minore nella fascia di età 0-3 anni) e con un indicatore ISEE pari a 19.900 euro. Le rette fanno riferimento all’ anno educativo in corso 2019/2020 e riguardano gli asili nido a tempo pieno, ove presenti, con frequenza per cinque giorni a settimana. Nel calcolo non sono state considerate né le eventuali agevolazioni attivate dai Comuni in virtù dei provvedimenti regionali, né quelle di derivazione nazionale.

 

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Asilo nido, spesa media mensile per area geografica. Cittadinanzattiva 2019

 

Le tariffe del nido

Cosa emerge? In media una famiglia con un bimbo al nido spende 303 euro al mese nell’anno 2019-2020, con un ritocco al rialzo dello 0,9% rispetto all’anno precedente.

È una Italia, spiega Cittadinanzattiva, «divisa su tariffe, posti disponibili, agevolazioni per le famiglie: al Nord si registrano le rette più alte, ma anche maggiori misure di agevolazione per le famiglie; il Sud invece più contenuto sui costi, seppur in aumento rispetto all’anno precedente, pecca sulla disponibilità di posti».

La retta più alta, come detto, è in Trentino Alto Adige, pari in media a 472 euro, quella più bassa in Molise con 169 euro al mese. Tariffe superiori alla media nazionale ci sono in Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. In Calabria la tariffa media è di 170 euro; nel Lazio si attesta a 287 euro; nelle altre Regioni si aggira sui 200 euro.

Nelle regioni del Nord la spesa media è più alta ma in discesa rispetto allo scorso anno, mentre aumenta, in media del 5,1%, nelle regioni del Sud. Forti anche le differenze a livello di capoluogo: a Lecco si paga in media 515 euro e a Bolzano 506 euro; a Catanzaro ci si ferma a 100 euro e a Cagliari a 133 euro.

 

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Asili nido, i dieci capoluoghi più costosi. Cittadinanzattiva 2019

I posti disponibili: pochi

«Trova posto in un asilo nido poco più di un bimbo su cinque, ma la copertura è assai variegata fra le diverse Regioni: si va dal 34,3% dell’Umbria al 6,7% della Campania e ben sei regioni sono sotto la media nazionale (21,7%)».

La disponibilità di posti nei nidi comunali è una delle questioni che a più riprese vengono sollevate da chi si occupa di servizi per l’infanzia.

La copertura a livello nazionale, dice Cittadinanzattiva, è pari al 21,7% della potenziale utenza (bambini residenti sotto i 3 anni di età), ma con notevoli differenze tra le singole regioni: in negativo si distingue la Campania, con una copertura pari appena al 6,7%, in positivo l’Umbria con il 34,3%. Sotto la media nazionale ci sono sei regioni: Campania (6,7%), Calabria (8,8%), Sicilia (9,3%), Puglia (13,6%), Basilicata (14,2%), Abruzzo (19,9%). Dunque tutte le regioni meridionali sono ben al di sotto della media di copertura, fa eccezione la Sardegna che raggiunge il 26,1%. E in ogni caso, è una media lontana dall’obiettivo stabilito dall’Europa.

 

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Asili nido, i dieci capoluoghi più economici. Cittadinanzattiva 2019

 

Ridurre le disuguaglianze, c’è tanto da fare

Il focus di Cittadinanzattiva si concentra anche sulle agevolazioni a disposizione delle famiglie. A livello comunale, il 48% prevede esenzioni dal pagamento della retta per le famiglie in stato di disagio economico e già seguite dai servizi sociali. A livello regionale, dieci regioni quasi esclusivamente del Centro Nord (Emilia Romagna, FVG, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta) hanno emanato disposizioni per contenere o abbattere i costi a carico delle famiglie.

I nidi, ribadisce l’associazione, servono a garantire pari opportunità di educazione e cura e a ridurre le disuguaglianze. Cosa che viene ostacolata dalla frammentazione e dalle differenze territoriali esistenti. Come spiega Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, «un’offerta così eterogenea in termini di disponibilità, accessibilità economica, qualità risulta essere un ostacolo ad un uguale accesso, non solo a servizi ma anche a diritti costituzionalmente garantiti, quali quello al lavoro delle donne e alla crescita delle nuove generazioni che dovrebbero essere assicurati a livello nazionale, indipendentemente da differenze geografiche, economiche e socioculturali».

«Ci troviamo in un contesto – prosegue Gaudioso – in cui l’incompatibilità tra l’occupazione lavorativa e le esigenze di cura della prole, rappresenta un motivo di dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri per il 36% dei casi su un totale di 35.963 provvedimenti (Ispettorato del lavoro – Relazione annuale Anno 2018). La fotografia che emerge dal nostro dossier evidenzia che, sul fronte dell’offerta del servizio di asili nido comunali, ancora tanti passi devono essere fatti per contribuire concretamente a ridurre le diseguaglianze e accelerare il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile del nostro paese».

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