raccolta differenziata riciclo

Comuni Rifiuti Free 2021: bene i piccoli centri

I Comuni “rifiuti free” sono quelli in cui i cittadini producono meno di 75 kg di rifiuti a testa da avviare a smaltimento. I comuni ricicloni e “liberi dai rifiuti” – con una percentuale di differenziata superiore al 65% – sono al centro del dossier di Legambiente Comuni ricicloni 2021. Oggi la cerimonia durante Eco-Forum in corso a Roma.

Crescono dunque i centri che ricevono il premio Comuni Rifiuti Free: sono 623 nel 2021 quelli insigniti del premio di Legambiente, attribuito ai Comuni che annualmente producono meno di 75 kg di rifiuti per abitante da avviare a smaltimento e hanno una percentuale di differenziata superiore al 65%.

Sono dunque centri urbani a bassa produzione di indifferenziato da destinare a smaltimento. Nel 2020 erano 598. Allo stesso tempo, però, diminuiscono i cittadini che risiedono nei Comuni liberi da rifiuti – meno 110 mila per un totale di oltre 3 milioni e mezzo di abitanti.

«L’aumento del numero di Comuni associato ad una diminuzione complessiva degli abitanti indica che, rispetto al 2019 (anno di produzione dei rifiuti), si è fatto bene e meglio nei piccoli Comuni, mentre in quelli più grandi si è prodotto un quantitativo maggiore di rifiuto indifferenziato», scrive nella premessa del dossier Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.

 

Al via EcoForum, organizzato da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club
Al via EcoForum, organizzato da Legambiente, La Nuova Ecologia e Kyoto Club

 

Comuni Rifiuti Free, i piccoli centri gestiscono meglio i rifiuti

Sono dunque i piccoli centri quelli che gestiscono meglio i rifiuti mentre nelle città più grandi si produce una maggiore quantità di indifferenziata. La maggior parte dei Comuni Rifiuti Free 2021 sono quelli nelle categorie sotto i 5 mila abitanti e tra i 5 mila e i 15 mila.

Dal 2019 a oggi, prosegue Legambiente, i Comuni Rifiuti Free nel Meridione sono quasi raddoppiati, mentre al Nord si è assistito a un progressivo calo. Nessun nuovo ingresso registrato nella categoria delle città capoluogo, mentre circa il 70% dei Comuni Rifiuti Free 2021 fa parte di un consorzio.

I Comuni Rifiuti Free nel 2021

Nella lista dei Comuni Rifiuti Free 2021, il 67,9% è rappresentato da centri del Nord Italia, in calo rispetto al 73,1% del 2020 e al 77% del 2019. Crescono, invece, quelli premiati al Sud che rappresentano il 26% dei Comuni in classifica (nel 2020 costituivano il 20,4%, nel 2019 il 15,3%). I Comuni del Centro rappresentano appena il 6,1%, in calo rispetto ai due anni precedenti (6,5% nel 2020, 7,7% nel 2019).

Sono soltanto quattro, nessuna new entry nella categoria, i capoluoghi di provincia a ottenere il premio Rifiuti Free: Trento, Pordenone, Treviso e Belluno.

Per la prima volta tutte le regioni d’Italia contano una rappresentanza fra i Comuni rifiuti free (nella categoria dei Comuni sotto i 5 mila abitanti).

Altri numeri del 2021: in testa alla classifica delle regioni che contano il maggior numero di Comuni ricicloni resta il Veneto (con 162 Comuni, il 28,8% del totale della regione), seguito da Lombardia (91 Comuni, 6%), Trentino-Alto Adige (60 Comuni, 21,3%) Sardegna (48 Comuni, 12,7%), Friuli-Venezia Giulia (47, 21,9%) e Abruzzo (46 Comuni, 15,1%). Fanalino di coda, invece, sia per numero di Comuni che in termini percentuali la Puglia (con soli 2 Comuni Rifiuti Free, lo 0,8% di quelli dell’intera regione), preceduta per numero di centri Rifiuti Free dall’Umbria (2 Comuni, il 2,2%) e dalla Valle d’Aosta (3 Comuni, il 4,1%).

Le richieste di Legambiente

«I risultati di Comuni Ricicloni 2021 – dice il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani – ci confermano come il passaggio da un’economia di tipo lineare a una di tipo circolare da Nord a Sud sia possibile, a partire dal lavoro di amministrazioni virtuose e sindaci attenti: è chiaro che, oltre all’impegno dei Comuni sulla raccolta differenziata, servono però altri interventi incisivi, come l’applicazione della tariffazione puntuale, in nome del principio “chi inquina paga”, e la realizzazione degli impianti di riciclo e riuso, a partire dal Meridione, senza i quali l’economia circolare non esiste».

Il 70% dei Comuni premiati fa parte di un consorzio, «a conferma – prosegue – che risultati d’eccellenza si riscontrano in gestioni collettive in grado di garantire uniformità del servizio di raccolta, economia di scala e la possibilità d’introdurre su tanti Comuni un sistema di tariffazione basato sulle quantità di rifiuto indifferenziato prodotto. Un approccio che auspichiamo possa diffondersi presto in tutto il Paese».

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