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Ponte della Befana, italiani cauti e nessun pienone neanche in montagna

Gli italiani ci vanno cauti con i viaggi e anche il ponte della Befana latita. Il weekend dell’Epifania, che si presentava favorevole sul calendario, non vede pienoni né boom di partenze. La montagna resiste solo fino al 9 gennaio, dice Federalberghi, mentre le città d’arte sono al minimo storico

Gli italiani ci vanno cauti con i viaggi e anche il ponte della Befana latita. Il weekend dell’Epifania, che il calendario presentava favorevole con la possibilità (per chi può) di fare un lungo ponte da giovedì a domenica, «è messo in crisi da Omicron e gli italiani sono cauti», dice oggi Federalberghi.

Regge la montagna ma senza alcun pienone e chi va sulla neve sta sugli sci solo fino al 9 gennaio. Non c’è alcun tutto esaurito per il periodo successivo. Ci sono poche prenotazioni. Mentre le città d’arte sono al minimo storico in assenza del turismo straniero.

 

 

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Ponte della Befana, nessun boom di partenze (Credit: Cheap Snow Gear Ltd)

 

Ponte della Befana, nessun boom di partenze

«Da una parte, la variante omicron del virus covid 19 che ha provocato la drammatica quarta ondata dei contagi proprio nel pieno delle festività natalizie – dice Federalberghi – Dall’altra una crisi economica crescente che continua a penalizzare le aziende di tutta la filiera turistica. In questo scenario poco rassicurante, era difficile potersi aspettare un boom di partenze tra gli italiani nel fine settimana dell’Epifania».

«Malgrado il calendario offra un’occasione ghiotta per programmare una vacanza, prevedendo la festività della Befana nella giornata di giovedì, non vi sarà quel gran pienone che in altra occasione ci si sarebbe potuti aspettare – prosegue Federalberghi – Qualcosa si muove, ma senza alcun record di presenze. La montagna “resiste” sino al 9 gennaio (si tratta di un tasso di occupazione mediamente del 60%) ma per i periodi successivi ci sono pochissime prenotazioni. Nessuna località annuncia il “tutto esaurito”».

La montagna resiste ma non decolla mentre è crisi per le città d’arte che sono al minimo storico, con presenza in media sotto il 30%. Il turismo straniero è pressoché assente. I prezzi sono in calo. Al mare e ai laghi, invece, strutture che prima venivano tenute aperte per il periodo festivo sono state chiuse dopo Capodanno o non hanno proprio aperto, dice la sigla.

«La situazione è drammatica – afferma Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi – C’è grande preoccupazione. Il comparto non vive solo delle festività natalizie, un periodo peraltro che, già di suo, non ha potuto offrire grandi performance. Gli imprenditori del ricettivo sono estremamente allarmati per lo scenario che si presenterà da metà gennaio in poi».

Non sarà un ponte esaltante per il turismo, dunque. E questo a conclusione di un periodo segnato da disdette, mancate prenotazioni e cancellazioni. Già Assoturismo Confesercenti a fine dicembre parlava di 1 milione di presenze straniere andate in fumo. «La ripresa dei contagi in Europa, specie nei mercati tradizionalmente forti dell’Italia, ha avuto un impatto pesantissimo sulla domanda estera, cancellando circa un milione di pernottamenti nella stagione».

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