Inflazione, la stangata (Foto Pixabay)
Inflazione, Consumatori: è la stangata che viene dalla crisi in Medio Oriente
La guerra in Medio Oriente colpisce e fa aumentare i prezzi dei prodotti alimentari. Le associazioni dei consumatori: inflazione record e stangata sulle famiglie
Il Medio Oriente colpisce sui prezzi e l’effetto Iran si fa sentire con il rialzo del prezzi degli alimentari e l’impennata dell’inflazione. Il risultato per le famiglie è una stangata. Di questo tenore la valutazione delle associazioni dei consumatori davanti ai dati sull’inflazione di aprile diffusi oggi dall’Istat: l’inflazione tendenziale sale del 2,7%, quella congiunturale dell’1,1%.
Stangata da 23 miliardi
Per il Codacons la guerra in Medio Oriente, in termini di aumento di prezzi e tariffe, sta generando una maxi-stangata da complessivi 23 miliardi di euro sulle tasche delle famiglie italiane.
A parità di consumi, l’inflazione al +2,7% si traduce in una stangata media da +893 euro annui per la famiglia “tipo” che sale a +1.233 euro annui per un nucleo con due figli. Se si considera la totalità delle famiglie italiane, il Codacons calcola una stangata da 23 miliardi di euro annui. Solo per la spesa alimentare, con i prezzi del comparto che salgono del +2,9% su anno con punte del +5,9% per i non lavorati, l’aggravio di spesa è pari a +185 euro per la famiglia tipo, +269 euro per quella con due figli.
Gli alimentari freschi sono fra le voci che rincarano di più: gli ortaggi aumentano in media del 21,5% su anno. Alla voce trasporti, i traghetti segnano un +14,8%; il gas sale del +11,8%, mentre l’elettricità sul mercato libero sale del +8,2%. Con il crollo della domanda di viaggi, si riducono invece i prezzi del trasporto aereo: i prezzi dei voli intercontinentali scendono del -22,5% su anno, quelli europei del -11,5%, i voli nazionali -4,2%.
“Le misure messe in campo dal governo non hanno evitato l’impatto devastante della crisi in Medio Oriente sulle tasche degli italiani – afferma il Codacons – Un quadro purtroppo destinato a peggiorare se la chiusura dello stretto di Hormuz proseguirà e se i prezzi del comparto dell’energia, dei carburanti, dei trasporti e degli alimentari continueranno la corsa al rialzo”.
Inflazione da record
È un’inflazione choc. E da record, secondo l’Unione Nazionale Consumatori.
“L’inflazione annua al 2,7% è un record che non si registrava dal settembre 2023, mentre il balzo di quella mensile che decolla dell’1,1% è un primato che non si aveva addirittura dall’ottobre del 2022 per via della guerra in Ucraina – commenta il presidente UNC Massimiliano Dona – Insomma, l’Effetto Iran sta producendo effetti devastanti come quelli già visti in occasione del precedente conflitto del 2022. Il blocco di Hormuz sta determinando una vera e propria stangata e più proseguirà e peggio sarà”.
I rincari che pesano sugli alimentari
La crisi in Medio Oriente fa salire i prezzi dei prodotti trasportati su gomma. E il comparto alimentare, spiega anche Assoutenti, risulta uno di quelli più colpiti al punto che per alcuni prodotti si registrano aumenti a due cifre. Fra i beni alimentari più rincarati il primato spetta ai pomodori, i cui prezzi risultano in aumento del +33,6% su base annua, seguiti dalle melanzane (+28,5%) e dai piselli (+27,3%). I legumi salgono in media del 20,4%, i carciofi del 17,3%, i limoni del 14,2%. La sfilza di rincari prosegue con i fagiolini freschi (+14,1%), cavolfiori e broccoli (+13,4%), peperoni (+8,9%), carne bovina e uova (+8,3%).
“L’escalation dei carburanti ha aggravato i costi di trasporto che sono stati scaricati sui consumatori finali attraverso rincari dei prezzi al dettaglio: per questo – spiega il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – il governo deve proseguire sul taglio delle accise e agevolazioni per gli autotrasportatori, e vigilare con la massima attenzione su speculazioni o andamenti anomali dei listini, per evitare un drammatico calo dei consumi che avrebbe conseguenze disastrose per l’economia italiana”.

