Consiglio UE: accordo sui lavoratori delle piattaforme digitali. Ora i negoziati con il Parlamento Ue

Consiglio UE: accordo sui lavoratori delle piattaforme digitali. Ora i negoziati con il Parlamento Ue (foto Pixabay)

Consiglio UE: accordo sui lavoratori delle piattaforme digitali. Ora i negoziati con il Parlamento Ue

L’UE sta lavorando a una nuova direttiva che mira a migliorare le condizioni dei lavoratori delle piattaforme digitali. I ministri del Lavoro Ue hanno raggiunto un accordo, pertanto il Consiglio è pronto ad avviare i negoziati con il Parlamento Ue

Il Consiglio europeo è pronto ad avviare i negoziati con il Parlamento europeo su una nuova legge a tutela dei diritti dei lavoratori delle piattaforme digitali.

In particolare, la proposta nata dall’accordo dei ministri del Lavoro Ue – si legge in una nota del Consiglio UE – “aiuta a determinare il corretto status occupazionale delle persone che lavorano per le piattaforme digitali e stabilisce le prime norme dell’UE sull’uso dell’intelligenza artificiale sul posto di lavoro“.

Lavoratori piattaforme digitali, la posizione del Consiglio UE

Come spiegato dal Consiglio, attualmente, “la maggior parte dei 28 milioni di lavoratori su piattaforma dell’UE, tra cui tassisti, lavoratori domestici e fattorini, sono formalmente lavoratori autonomi. Tuttavia, alcuni di loro devono rispettare molte delle stesse regole e restrizioni di un lavoratore dipendente. Ciò indica che sono, di fatto, in un rapporto di lavoro e dovrebbero quindi godere dei diritti del lavoro e della protezione sociale previsti per i lavoratori dipendenti dalla legislazione nazionale e dell’UE”.

 

Lavoratori delle piattaforme digitali (immagine da infografica del Consiglio UE)
Lavoratori delle piattaforme digitali (immagine da infografica del Consiglio UE)

 

L’obiettivo del Consiglio, quindi, è quello di facilitare la riclassificazione di questi lavoratori come dipendenti: “si presume che i lavoratori siano dipendenti di una piattaforma digitale (e non autonomi) se il loro rapporto con la piattaforma soddisfa almeno tre dei sette criteri stabiliti dalla direttiva (limiti massimi alla quantità di denaro che i lavoratori possono ricevere; restrizioni alla possibilità di rifiutare il lavoro; norme che regolano il loro aspetto o la loro condotta)”.

Il Consiglio, inoltre, intende garantire maggiore trasparenza sull’uso degli algoritmi e, quindi, “garantire che i lavoratori siano informati sull’uso dei sistemi di monitoraggio e di decisione automatizzati. In base alle nuove norme, questi sistemi saranno monitorati da personale qualificato”.

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