Tutela vulnerabilità gas, a marzo il prezzo scende del 9,9% (Foto Pixabay)
Tutela vulnerabilità gas, a marzo il prezzo scende del 9,9%
L’Arera ha aggiornato le condizioni del servizio di tutela vulnerabilità gas per il mese di marzo: il prezzo di riferimento scende del 9,9%
Dal primo marzo 2025 il prezzo di riferimento del gas per i clienti vulnerabili scende del 9,9%. L’Autorità per energia, reti e ambiente (Arera) ha comunicato il valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità gas per il mese di marzo 2025.
Per il mese di marzo, che ha visto le quotazioni all’ingrosso in deciso calo rispetto a quelle registrate a febbraio, il prezzo della sola materia prima gas (CMEM,m), per i clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità, è pari a 42,52 €/MWh.
Secondo l’aggiornamento delle condizioni di tutela della vulnerabilità gas, comunicato ieri dall’Autorità, a marzo 2025 il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo (con consumi medi di gas di 1.100 metri cubi annui) è pari a 117,46 centesimi di euro per metro cubo (-9,9% su febbraio).
La spesa per la materia gas naturale è pari complessivamente al 46,45%; la spesa per il trasporto e la gestione del contatore copre il 22,82% dei costi; le imposte valgono per il 28,23% e la spesa per gli oneri di sistema vale il 2,5%.
L’analisi dei Consumatori
Sono numeri che vengono analizzati dalle associazioni dei consumatori. Il ribasso era atteso, spiega l’Unione Nazionale Consumatori.
«Con l’avvicinarsi della fine della stagione termica – analizza Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori – cessano solitamente le speculazioni invernali sul gas. Certo sarebbe ora che qualcuno impedisse questi strozzinaggi durante tutto l’anno. L’Europa dovrebbe abbandonare il sistema del prezzo marginale e il TTF di Amsterdam, indice troppo volatile, l’Italia nel decreto appena varato avrebbe dovuto disaccoppiare, anche se parzialmente, il prezzo della luce da quello del gas, potenziando i PPA (Power Purchase Agreement), ridefinendo la formazione del PUN (Prezzo Unico Nazionale), consentire ad Acquirente Unico di riprendere a fare gli acquisti a lungo termine. Invece ogni anno ci tocca aspettare l’arrivo della Primavera e incrociare le dita sperando in un clima mite per salvarci dal caro bollette e da chi, grazie a questo sistema distorto, fa milioni di extraprofitti».
Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per il nuovo utente tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, il -9,9% significa spendere circa 143 euro in meno su base annua, anche se l’effetto reale è attenuato dal fatto che i termosifoni stanno per essere spenti.
La spesa totale nei prossimi dodici mesi (dal 1° marzo 2025 al 28 febbraio 2026, nell’ipotesi di prezzi costanti) scende sotto la quota di 1400 euro che era stata superata il mese scorso, arrivando a 1292 euro, che sommati ai 611 euro della luce del nuovo cliente tipo che consuma 2.000 kWh all’anno, determinano una stangata complessiva annua pari a 1903 euro.
Riduzione delle tariffe quando si spengono i termosifoni
A fronte di una minore spesa annua per gli utenti vulnerabili stimata in 143 euro, il Codacons evidenzia che rispetto allo stesso periodo del 2021 (prima dell’emergenza energia) i prezzi del gas risultano a marzo più elevati del 66%, pari ad una maggiore spesa da +515 euro a nucleo rispetto a 4 anni fa.
“Nonostante il ribasso deciso da Arera, le tariffe risultino oggi sensibilmente più elevate degli anni passati. Il governo con il decreto bollette ha messo in campo misure che non sembrano adeguate a contrastare la crescita dei prezzi energetici – afferma il presidente Carlo Rienzi – Non è certo con bonus a pioggia e sconti temporali sulla tassazione che si può risolvere un problema strutturale come quello del caro-energia, e che va affrontato con misure efficaci sul lungo periodo”.
Assoutenti evidenzia poi che nonostante il ribasso delle tariffe del gas per i clienti vulnerabili, la spesa di una famiglia tipo risulta più alta di oltre il 15% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le tariffe inoltre tornano a scendere quando i termosifoni sono in via di spegnimento in diverse aree d’Italia e i consumi di gas diminuiscono.
«Le tariffe del gas di marzo risultano più elevate del 15,7% rispetto a quelle in vigore nello stesso periodo dello scorso anno, quando il prezzo del gas era pari a 101,5 centesimi di euro per metro cubo, con un aggravio di spesa (nell’ipotesi di prezzi costanti) pari a +176 euro a famiglia su base annua, considerato un consumo da 1.100 metri cubi – analizza il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso – Ma c’è anche una beffa: il ribasso dei prezzi del gas si registra infatti in concomitanza con l’avvio degli spegnimenti dei riscaldamenti nelle case italiane, che in alcune zone non potranno essere accesi dopo il 15 marzo, mentre nelle zone climatiche B e C i termosifoni saranno spenti dal 31 marzo. Questo significa che la riduzione delle tariffe, anche se proseguirà nelle prossime settimane, avrà effetti limitati sulle tasche delle famiglie, considerati i minori consumi di gas da parte degli italiani».

