Carburanti, al via da oggi l'allineamento delle accise: scende la benzina, sale il gasolio

(foto Pixabay)

Stamattina è entrato in vigore l’allineamento delle accise sui carburanti previsto dalla riforma fiscale. “Il decreto del ministero dell’Ambiente e del ministero dell’Economia adottato in attuazione del dlgs di revisione del sistema – si apprende dall’Ansa – è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ieri sera”, secondo quanto reso noto da Staffetta Quotidiana.

L’accisa sulla benzina, quindi, scende di 15 euro per mille litri (1,5 centesimi al litro) passando a 713,40 euro per mille litri (la vecchia aliquota era di 728,40); l’accisa sul gasolio usato come carburante sale di 15 euro per mille litri (1,5 centesimi al litro) a 632,40 per mille litri (la vecchia aliquota era 617,40).

Accise sui carburanti, il parere dei Consumatori

“Bene, il Governo ha accolto la nostra richiesta di abbassare le accise sulla benzina in modo corrispondenze all’innalzamento delle accise sul gasolio – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori -. Certo i consumatori che hanno auto a gasolio saranno penalizzati, ma il loro aggravio, pari a 1,83 cent al litro considerando anche l’Iva al 22%, con un rincaro annuo a famiglia, nell’ipotesi di due rifornimenti al mese, pari a 21 euro e 96 cent, sarà compensato da un analogo risparmio per chi ha una vettura a benzina“.

“In merito ai carburanti – conclude Dona – ci domandiamo comunque che fine abbia fatto l’unica cosa utile prevista dal decreto-legge 14 gennaio 2023, n. 5, ossia l’app che doveva suggerire ai consumatori quale è il distributore di carburanti più conveniente nella loro zona. Dopo la bellezza di 2 anni e 4 mesi dal varo del decreto, l’app non ha ancora visto la luce e non se ne sa più nulla. Un ritardo vergognoso!”.

Secondo il Codacons, “il riallineamento delle accise per 1,5 centesimi al litro costerà in totale 364 milioni di euro annui agli automobilisti che dispongono di una automobile alimentata a gasolio, con la spesa per il pieno che sale di 0,915 euro a vettura”.

“A partire da oggi – prosegue l’associazione – l’aumento delle accise per 1,5 centesimi comporterà una maggiore spesa per un pieno di diesel, considerata anche l’Iva, di 0,915 euro, +21,96 euro all’anno nell’ipotesi di due pieni al mese, con un aggravio complessivo da +364,5 milioni di euro annui sulla totalità delle famiglie che possiedono autovetture diesel. Tuttavia una identica riduzione da 1,5 centesimi sulla benzina determinerà un risparmio da 374,5 milioni di euro annui per la platea di automobilisti con vetture alimentate a verde”.

Sull’argomento è intervenuta anche Assoutenti, secondo cui “il Governo deve operare per una riduzione della tassazione complessiva che pesa su benzina e gasolio“.

“Oggi le tasse (Iva e accise) pesano per il 61,1% sulla benzina e per il 57,2% sul gasolio – spiega Assoutenti – Solo nel 2023, ultimo dato ufficiale disponibile, della spesa totale di 70,9 miliardi euro per i carburanti, ben 38,1 miliardi sono finiti nelle casse dello Stato a titolo di Iva e accise. Una tassazione che porta i listini alla pompa di benzina e gasolio in Italia ad essere tra i più alti in Europa: il nostro Paese si piazza infatti oggi al 6° posto nella classifica Ue dei Paesi con il gasolio più costoso, e al 7° posto per il prezzo della benzina. Se però si considerano i listini al netto delle tasse, l’Italia scende al 17° posto in Europa per il prezzo della benzina, e addirittura crolla al 22° posto per il diesel”.

“Al di là del riordino delle accise chiesto dall’Ue, riteniamo urgente aprire una riflessione a livello comunitario, affinché si arrivi ad un sistema unico di tassazione sui carburanti, identico in tutta Europa, anche per evitare che l’Italia perda competitività rispetto a Paesi dove i carburanti costano sensibilmente meno e impattano meno su famiglie, industrie e imprese”, conclude il presidente Gabriele Melluso.

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