Indebitamento delle famiglie, al via il progetto DRIN (Foto Pixabay)
Indebitamento delle famiglie, al via il progetto DRIN
Al via un progetto per prevenire e gestire l’indebitamento delle famiglie. È realizzato da Adiconsum in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino
L’indebitamento delle famiglie è fenomeno complesso e va affrontato, prevenuto e gestito tenendo conto di diversi fenomeni e criticità. Secondo Bankitalia, nel 2022 il 26 per cento delle famiglie italiane era indebitato, oltre una su quattro. Il contesto attuale vede un peggioramento della vulnerabilità finanziaria delle famiglie. Per prevenire l’indebitamento delle famiglie e gestirlo parte il progetto DRIN (Debt Relief Initiative), lanciato da Adiconsum in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino.
Indebitamento delle famiglie, come affrontarlo?
Il progetto è promosso e finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Single Market Programme-Consumatori 2024 e punta non solo a fare prevenzione, ma anche a fornire assistenza e consulenza gratuita e qualificata. Vuole creare le basi per una prevenzione efficace e una gestione attenta dell’indebitamento delle famiglie, attraverso un lavoro sul campo rivolto ai gruppi target: consumatori; consulenti del debito; professionisti coinvolti nelle procedure giudiziarie di risoluzione delle crisi da sovraindebitamento; dirigenti e operatori del credito delle grandi catene di distribuzione e di altri esercenti che fanno largo uso del credito al consumo; decisori politici.
Il progetto prevede inoltre materiali educativi dedicati e attività di supporto, realizzati in collaborazione con associazioni sul territorio, per rispondere ai bisogni specifici delle donne, che spesso si trovano in condizioni di difficoltà economica legate a una serie di fattori quali la precarietà lavorativa, il carico familiare, l’esclusione sociale, la scarsa alfabetizzazione digitale e finanziaria, le disuguaglianze, e l’essere vittime di violenza o discriminazione.
Per cosa sono indebitate le famiglie?
Le due associazioni ricordano che, secondo dati Bankitalia relativi al 2022, a fronte di una sostanziale stabilità della percentuale di famiglie con debiti per finalità di consumo (circa il 10 per cento), è cresciuta quella dei nuclei indebitati per immobili (al 13,9 per cento dal 12,1 del 2020) o per ragioni professionali (al 2,5 per cento dal 2,1). Al contrario, si è ridotta l’incidenza delle famiglie con debiti per scoperto di conto corrente o su carta credito (al 4,6 per cento dal 5,7) e con debiti verso parenti e amici (all’1,4 per cento dal 2,3).
Il debito è concentrato nelle famiglie con maggiore capacità di sopportarne gli oneri: nel 2022 la metà delle famiglie con redditi più elevati deteneva l’85 per cento dei prestiti complessivi erogati da intermediari finanziari, secondo il rapporto. Secondo le proiezioni del modello di microsimulazione della Banca d’Italia diffuse ad aprile 2025, la vulnerabilità finanziaria delle famiglie peggiorerebbe di circa un decimo di punto (al 7,7, dal 7,6 per cento del debito delle famiglie) nel corso del 2025. In presenza di uno scenario particolarmente avverso l’indebitamento dei nuclei finanziariamente fragili aumenterebbe al 9,0 per cento.
L’indebitamento si innesta poi in un quadro economico in cui il potere d’acquisto dei consumatori continua a diminuire: nel quarto trimestre 2024 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti in termini nominali dello 0,7 per cento. In diminuzione è anche la propensione al risparmio. I prezzi al consumo sono aumentati dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente, con una flessione del potere d’acquisto dello 0,6 per cento.

