Crimini informatici, Abi: cresce l’impegno delle banche per la sicurezza di servizi e clienti (Foto Pixabay)

Le banche rafforzano l’impegno contro i crimini informatici e per la sicurezza dei servizi offerti e degli utenti. Nel 2024 hanno investito in sicurezza e prevenzione dei crimini informatici circa 450 milioni di euro e si conta un investimento complessivo di oltre 2 miliardi nei cinque anni 2020-2025. Le banche sono inoltre attive in campagne di sensibilizzazione rivolte agli utenti contro le truffe informatiche, specialmente phishing e smishing, la “pesca a strascico” che vuole impossessarsi di dati personali dei clienti e la proposta fraudolenta di siti cloni degli originali, sempre con l’obiettivo di acquisire dati personali, codici e credenziali di accesso a un conto corrente o a una carta di pagamento.

«L’elevata attenzione del settore verso le tematiche di sicurezza si riflette anche negli investimenti dedicati, che nel 2024 ammontano a circa 450 milioni di euro e guardando il periodo 2020-2025, le banche hanno investito in cybersecurity oltre 2 miliardi di euro – ha dichiarato il Direttore Generale dell’Abi, Marco Elio Rottigni, in chiusura di Banche e Sicurezza, evento promosso da Abi con ABI Lab, CERTFin, OSSIF e organizzato da ABIEventi nei giorni scorsi – La sicurezza informatica è una priorità per l’Abi e l’intero comparto bancario, essenziale per garantire stabilità e fiducia nel settore. In un contesto in costante evoluzione, è fondamentale adottare soluzioni innovative ed efficaci, capaci di rispondere alle esigenze di clienti, imprese e comunità, affrontando prontamente le nuove minacce».

«La sicurezza – ha concluso Rottigni – è una responsabilità condivisa che coinvolge tutto il mondo bancario».

La spesa per la sicurezza informatica e le attività per i clienti

Nel 2024, secondo l’ultimo rapporto CERTFin (Computer Emergency Response Team del settore finanziario italiano, presieduto dalla Banca d’Italia e dall’Abi e gestito da ABI Lab), emerge che nel 2024 la maggior parte delle banche interpellate prevede di mantenere o aumentare la spesa per la sicurezza informatica, destinando il 60% delle risorse a progetti interni di rafforzamento della sicurezza, il 24% a servizi digitali per la clientela e il 15% all’adeguamento normativo.

Sul fronte della sensibilizzazione, tutte le banche coinvolte hanno affrontato il tema delle truffe informatiche rivolte alla clientela retail, come phishing e smishing. Il 92% ha trattato la gestione sicura dell’identità, l’88% l’uso sicuro dei pagamenti digitali, l’80% dei dispositivi mobili e il 68% la sicurezza dei dispositivi connessi alla rete.

Le attività di sensibilizzazione vengono promosse almeno semestralmente attraverso vari canali: portali di internet banking (96%), mobile app (92%), social network (85%), informative periodiche e/o ad hoc (81%), e-mail e/o SMS (77%) e filiali (69%).

La lotta ai crimini informatici si avvale poi della collaborazione fra banche e istituzioni, come l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.

Un ulteriore ambito di impegno, spiega ancora l’Abi, riguarda le iniziative di sensibilizzazione sulla sicurezza informatica, condotte dal CERTFin in collaborazione con Abi, Banca d’Italia, Ivass, singole banche e intermediari assicurativi. Tra le principali iniziative promosse ci sono le campagne “I Navigati – Informati e Sicuri” per i clienti retail e “Cybersicuri – Impresa possibile” per le imprese, per educare sull’uso sicuro dei servizi digitali e sull’importanza della protezione dei sistemi e della formazione dei dipendenti.

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