Editoria scolastica

La scuola italiana si muove, ma non abbastanza velocemente. A dirlo sono gli insegnanti, intervistati in una recente indagine condotta da Ipsos per l’Associazione Italiana Editori (AIE) e presentata a Roma nel corso del convegno “Il valore della conoscenza” sul tema dell’editoria scolastica.

In un contesto sociale in rapida trasformazione, la percezione di metà del corpo docente è che la scuola non riesca a tenere il passo. Tuttavia, i docenti non si sentono soli: al primo posto tra i soggetti che sostengono la loro crescita professionale ci sono i dirigenti scolastici (41%), subito seguiti dagli editori scolastici (37%).

Editoria scolastica: un universo sempre più ampio

Tre insegnanti su quattro riconoscono la complessità del lavoro svolto dagli editori: non più solo carta stampata, ma ecosistemi di contenuti digitali accessibili tramite QRcode, piattaforme, e-book, webinar e corsi. Il libro di testo oggi è un ponte tra tradizione e innovazione, in grado di sostenere la didattica anche nei momenti più critici. Non a caso, il 92% dei docenti ritiene che l’editoria scolastica – con i suoi strumenti digitali e cartacei – sarà cruciale nei prossimi dieci anni per la crescita del sistema educativo.

“Questo appuntamento è prima di tutto un richiamo forte all’importanza dell’istruzione e di un sapere solido per garantire la crescita del Paese – ha sottolineato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta –. L’editoria scolastica ha un ruolo strategico e una forte responsabilità sociale. Serve che questo investimento e che questo sforzo costante che gli editori scolastici fanno per il futuro del Paese sia accompagnato dalle Istituzioni con provvedimenti adeguati a sostegno del diritto allo studio e della sostenibilità economica del settore.”

Studenti, libri e nuove esigenze

Gli editori osservano in prima linea una realtà scolastica in trasformazione: dal drastico calo del numero di studenti (stimato in -25% nei prossimi dieci anni) all’aumento del 39% degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento. Sfide complesse, a cui il settore risponde con una produzione ampia e specializzata: 23.500 titoli attivi, 3,6 milioni di contenuti digitali e una crescente attenzione alla diversificazione dei materiali didattici.

Il modello vincente resta l’integrazione carta-digitale: il 96% dei libri adottati per l’anno scolastico 2024/25 prevede questa modalità, a dimostrazione della centralità del cartaceo nei processi di apprendimento, arricchito però da risorse digitali sempre più utilizzate.

“L’editoria scolastica è parte integrante del sistema educativo: garantisce pluralismo, qualità e accesso alla conoscenza – ha dichiarato il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti –. Il ministro Valditara e il Ministero dell’Istruzione e del Merito, grazie a un costante e proficuo confronto con l’AIE, sono riusciti ad adeguare, dopo ben 13 anni, i tetti di spesa della dotazione libraria all’inflazione, ad aumentare il Fondo per le famiglie meno abbienti, ad incrementare la flessibilità dei docenti e definire i tempi per recepire nei libri di testo le nuove indicazioni nazionali. Questo Ministero continuerà a sostenere il dialogo avviato con l’AIE per valorizzare il ruolo del libro di testo come strumento essenziale per la formazione e la crescita degli studenti.”

Un ruolo strategico per il Paese

Durante il convegno, è emersa con forza la necessità di sostenere il comparto editoriale scolastico anche sul piano normativo e fiscale. Giorgio Riva, presidente del Gruppo Educativo di AIE, ha ribadito l’impegno degli editori a favore della qualità della didattica e l’urgenza di un’azione politica condivisa:

“Gli editori hanno investito molte risorse in questi anni per essere al passo con ciò che era richiesto dal legislatore, in una logica di servizio e con prodotti di alta qualità – ha sottolineato –. La strada davanti però è molto complessa: riduzione in prospettiva del numero degli studenti, aumento dei bisogni e quindi della diversità dei contenuti rendono sempre più difficile il nostro lavoro. Lavoriamo in un ambito altamente normato: l’invito al Parlamento e al Governo è di lavorare insieme, instaurando un dialogo bipartisan che permetta sostegni e correttivi in aiuto al settore e al tempo stesso sostegni alle famiglie, con provvedimenti come la detrazione fiscale dei libri scolastici.”

 

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