turismo del gusto

Il turismo del gusto conquista l’Italia. Nel 2025 quasi 20 milioni di italiani hanno preso parte a iniziative legate al mondo dell’enogastronomia: degustazioni, visite in cantine, frantoi, caseifici, birrifici artigianali, corsi di cucina, yoga e pilates in vigna.

Lo rivela un’analisi Coldiretti/Campagna Amica su dati Ixè, diffusa in occasione del TTG Travel Experience di Rimini, la principale fiera italiana del turismo.

Un dato che conferma il crescente desiderio di vivere il territorio attraverso il cibo, la natura e l’incontro con chi produce, in una chiave di autenticità e sostenibilità.

Enoturismo in testa: la forza del vino italiano

L’enoturismo si conferma il motore principale del fenomeno. Il vino resta il prodotto simbolo del Made in Italy agroalimentare e attira ogni anno milioni di visitatori nelle cantine e nei vigneti di tutta la penisola.
A seguire, oleoturismo e turismo dei formaggi, entrambi in forte crescita, superano birraturismo, turismo dei funghi e dei tartufi, segno che il viaggiatore cerca esperienze legate al saper fare locale e ai sapori identitari.

Le parole chiave: autenticità, sostenibilità, ospitalità

“Con questo catalogo vogliamo dare visibilità a un’Italia che si racconta attraverso i suoi territori e le esperienze autentiche che nascono nelle campagne,” spiega Dominga Cotarella, presidente di Fondazione Campagna Amica e Terranostra.

Il turismo rurale, sottolinea, è una leva strategica per il Made in Italy: unisce cultura, ospitalità e sostenibilità, generando valore per le comunità locali.

Per Carmelo Troccoli, direttore della Fondazione, “promuovere il turismo rurale significa costruire un ponte tra chi produce e chi viaggia, creando nuove opportunità per le imprese agricole”.

Agriturismo in crescita: oltre 26 mila strutture attive

L’Italia è oggi leader europeo per numero e varietà di agriturismi. Secondo i dati Coldiretti, nel 2025 le aziende attive sono 26.129, in aumento del 41% rispetto al 2008.

Il turismo enogastronomico si lega sempre più al turismo culturale, ma l’Italia resta in ritardo nel promuovere la fruizione culturale interna.

Secondo Eurostat (2024), solo il 35% degli italiani legge almeno un libro all’anno, contro il 53% della media europea e il 73% dei paesi nordici come Finlandia e Svezia.

Questo divario culturale si riflette anche nella capacità di valorizzare i territori attraverso esperienze più “lente” e consapevoli.
Integrare cultura, cibo e territorio è la vera sfida: trasformare il viaggio in un’esperienza di conoscenza, non solo di consumo.

Il futuro: un’Italia che si riscopre attraverso il gusto

Tra cantine, uliveti e laboratori artigiani, il turismo del gusto rappresenta oggi una nuova frontiera del Made in Italy.
Non solo vacanza, ma esperienza identitaria e partecipata, capace di creare valore per i territori e di educare a una forma di consumo più consapevole.
Un’Italia che si racconta non nei musei, ma tra i filari e le cucine di campagna — e che, passo dopo passo, può tornare a unire cultura e ruralità in un’unica, autentica narrazione.

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