Casa, un sogno negato per un milione di stranieri in Italia
Secondo il Dossier Statistico Immigrazione 2025 del Centro Studi Idos, solo il 20% dei cittadini stranieri vive in una casa di proprietà. Mutui difficili da ottenere e discriminazioni sul mercato degli affitti aggravano l’esclusione abitativa.
Almeno un milione di residenti stranieri, uno su cinque in Italia, avrebbe le risorse economiche per comprare casa. Eppure, nonostante redditi compatibili con un mutuo medio, la maggior parte non riesce a diventare proprietaria.
Solo il 20% dei cittadini stranieri vive in una casa di proprietà, contro l’80% degli italiani.
È uno dei dati più significativi del Dossier Statistico Immigrazione 2025 elaborato dal Centro Studi e Ricerche Idos, con un approfondimento curato da Scenari Immobiliari.
Mercato in ripresa ma ancora lontano dai livelli pre-crisi
Dal 2020 le compravendite di abitazioni da parte di cittadini stranieri si aggirano sulle 30 mila unità annue, pari a meno del 5% del totale. Nel 2025 la quota potrebbe salire leggermente a 39 mila, ma resta ben lontana dai valori del passato: tra il 2006 e il 2009 gli stranieri avevano acquistato 440 mila abitazioni, rappresentando fino a un quinto del mercato.
Nel frattempo è cambiata anche la geografia degli acquisti: dal centro città (dove oggi si concentra solo il 3,6% delle compravendite) alle periferie e ai piccoli comuni, dove si concentra oltre il 90% delle transazioni.
Chi compra casa: l’Est Europa domina, crollano le altre aree
Oggi 7 case su 10 acquistate da stranieri appartengono a cittadini provenienti dall’Europa dell’Est, in gran parte romeni.
Le quote di acquirenti cinesi e sudasiatici restano stabili intorno al 10%, mentre gli africani scendono al 4,8% (erano il 14% nel 2006).
Ancora più drastico il calo tra gli acquirenti provenienti dal Sud America, passati dal 7% all’1,3%, e dalle Filippine, ferme allo 0,9%.
Mutui e risparmi: le barriere invisibili dell’integrazione
Il Dossier Idos evidenzia due motivi principali dietro la difficoltà di acquistare casa.
Da un lato, mancano i risparmi iniziali per coprire anticipo, spese notarili e commissioni. Dall’altro, l’accesso al credito è spesso ostacolato da garanzie eccessive richieste dalle banche.
Il risultato è una doppia esclusione: economica e sociale, che costringe molti stranieri a rimanere nel mercato degli affitti, spesso in condizioni precarie o discriminatorie.
Affitti: tra pregiudizi, canoni gonfiati e contratti irregolari
“Non si affitta a stranieri” è diventato un messaggio sempre più esplicito. Secondo Idos, i cittadini stranieri si trovano di fronte a pregiudizi razzisti, canoni più alti rispetto a quelli praticati agli italiani e contratti irregolari.
La crescente speculazione immobiliare e la diffusione degli affitti turistici hanno ulteriormente ridotto la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili.
Il Dossier segnala anche l’impatto delle barriere amministrative regionali — come requisiti discriminatori per accedere alle case popolari o tempi lunghi per ottenere la residenza anagrafica.
Tali ostacoli rendono difficile l’inserimento abitativo dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, che spesso restano bloccati nei centri di accoglienza (Sai e Cas) o finiscono in ghetti e insediamenti informali.
Un’emergenza sociale che interroga il futuro dell’Italia
Il Dossier Idos 2025 lancia un segnale chiaro: il diritto alla casa resta una delle frontiere più delicate dell’integrazione.
Senza politiche abitative inclusive e strumenti di credito accessibili, un milione di potenziali acquirenti continuerà a restare fuori dal mercato immobiliare — e, di fatto, ai margini della società.

