Editoria scolastica, le valutazioni (Foto Atlantic Ambience per Pexels)
Editoria scolastica, Consumatori: le criticità ci sono
L’indagine sull’editoria scolastica dell’Antitrust evidenzia le caratteristiche e le criticità di un settore con un grande impatto sulle famiglie. Le valutazioni di AIE e Consumatori
Prezzi dei libri, sconti, nuove edizioni, mancato sviluppo del digitale: l’editoria scolastica fotografata dall’indagine dell’Antitrust evidenzia le diverse criticità del settore e pone qualche elemento di riferimento per quanti, editori e consumatori, sono chiamati a interpretare il mercato. Davanti al quadro dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha concluso l’indagine conoscitiva sull’editoria scolastica, sono dunque diverse le reazioni delle sigle chiamate in causa.
L’Associazione italiana editori (AIE) sottolinea ad esempio soprattutto la questione dei prezzi. “Sebbene i prezzi dei libri non siano cresciuti più dell’inflazione, la percezione negativa da parte dei consumatori è aumentata, anche a causa del calo del potere d’acquisto delle famiglie e della scarsa diffusione di pratiche come il comodato d’uso gratuito”, spiega l’Antitrust.
“Apprezziamo che l’Agcm – ha detto il presidente dell’AIE Innocenzo Cipolletta – riconosca, nelle conclusioni dell’indagine, che “non è emerso un andamento esorbitante dei prezzi dei libri, i quali nel periodo di osservazione (as. 2019/20 – 2024/25) si sono sostanzialmente mostrati corrispondenti – talvolta anche inferiori – al tasso medio d’inflazione”, confermando quindi quanto come Associazione sosteniamo da anni. Speriamo che questo metta la parola fine alle speculazioni sul tema”.
L’AIE conferma poi la disponibilità a lavorare sui diversi punti rilevati dall’Antitrust, lavoro già avviato anche con il Ministero.
Il tetto agli sconti
Le associazioni dei consumatori vedono invece aspetti diversi della questione prezzi. Spiega ad esempio il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona: “Da sempre chiediamo di eliminare il vergognoso divieto di poter fare sconti superiori al 15% sui libri scolastici. Per fare un regalo e un favore ai librai, infatti, si danneggiano le famiglie su una spesa obbligata. Ebbene, anche l’Antitrust ribadisce la discutibilità di quella misura normativa. Quanto ai tetti, è passata sotto silenzio la novità introdotta per questo anno scolastico da Valditara che ha fatto la bella pensata di consentire alle scuole di poter sforare i tetti di spesa entro il limite del 15% contro il 10% che valeva negli anni passati. Un aumento implicito del 5% che la gran parte delle scuole ha sfruttato per innalzare la spesa complessiva dell’intera dotazione libraria”.
Ricambio dei libri e digitale mancato
L’esborso per i libri è pari, secondo l’indagine, una media di 580 euro l’anno a studente per le scuole medie e 1.250 euro annui per le superior. Il Codacons sottolinea l’andamento inversamente proporzionale fra numero di studenti e spesa delle famiglie per i libri: “nel 2024 il giro d’affari delle vendite di libri di testo è stato pari a circa 800 milioni di euro, con un incremento complessivo in valore di circa il 13% nell’arco di un decennio. Tuttavia tra il 2019 e il 2024 si è registrata una diminuzione di quasi 600.000 studenti pari al -7%”.
Fra le criticità dell’editoria scolastica c’è il tasso di ricambio delle edizioni dei libri da un ciclo all’altro, pari al 35% nelle scuole media e al 40% alle superiori, con testi che non possono essere riutilizzati da chi ha ad esempio più figli in età scolastica.
Sul tema nuove edizioni e ricambio adozioni nella sua indagine l’Antitrust rileva che “le iniziative di autodisciplina sin qui poste in essere dall’AIE in proposito non sono risultate né chiarificatrici né tantomeno efficaci: l’art. 25 del codice AIE, che dovrebbe definire quando un’edizione può dirsi “nuova”, risulta infatti vago e difficilmente verificabile, dal momento che il requisito del 20% di variazione nei contenuti è interpretabile in modo ampio e soggettivo, potendo comprendere anche le modifiche grafiche”.
“Le riforme fin qui adottate in tema di editoria scolastica, compresa l’adozione di libri digitali, si sono rivelate un flop – afferma il Codacons – L’analisi dell’Antitrust aiuta a comprendere le cause della stangata che ogni settembre attende gli italiani che hanno figli in età scolastica, risultati che, purtroppo, confermano le tante denunce lanciate dalla nostra associazione e rimaste finora inascoltate”.

