Transizione energetica, torna in tutta Italia il Green Energy Day

Transizione energetica, torna in tutta Italia il Green Energy Day (foto Pixabay)

Torna in tutta Italia il Green Energy Day, la giornata nazionale dedicata alla transizione energetica promossa dal Coordinamento FREE insieme alle principali associazioni delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile, del mondo ambientalista e dei consumatori.

La terza edizione è prevista per venerdì 17 e sabato 18 aprile 2026. Nei due giorni sarà possibile visitare impianti a fonti rinnovabili e aziende che hanno realizzato interventi di efficienza energetica. L’estensione a due giornate punta ad ampliare la partecipazione e a coinvolgere in modo più diretto anche le giovani generazioni, con una serie d’iniziative dedicate alle scuole.

Green Energy Day, il progetto

Il Green Energy Day nasce dall’idea che per decidere sulle rinnovabili bisogna prima conoscerle.

“Il Green Energy Day nasce da un principio molto semplice: sulle rinnovabili si può decidere bene solo se le si conosce davvero – afferma Attilio Piattelli, presidente del Coordinamento FREE.  – Aprire gli impianti a cittadini, studenti e territori significa offrire strumenti concreti per capirne benefici e opportunità e poter valutare correttamente gli impatti reali della transizione energetica. Oggi più che mai l’Italia ha bisogno di accelerare su efficienza energetica e rinnovabili; accelerazione che si può avere solo creando consenso verso un modello energetico sostenibile, sicuro e conveniente”.

“Le fonti rinnovabili non rappresentano solo una risposta alla crisi climatica, ma sono anche una leva economica e strategica: riducono la dipendenza dalle fonti fossili, rafforzano la sicurezza energetica e rendono il Paese meno esposto alle tensioni internazionali e alla volatilità dei mercati – afferma il Coordinamento FREE -. In questo quadro, l’Italia ha un potenziale rilevante, che potrebbe essere sfruttato molto meglio per fare della transizione energetica un’opportunità concreta d’innovazione, sviluppo e occupazione, soprattutto nei territori con maggiori risorse e margini di crescita”.

Secondo l’associazione “servono politiche stabili, procedure autorizzative più rapide e un confronto serio tra istituzioni, imprese, comunità locali, ma serve anche più conoscenza. Informazione, trasparenza e partecipazione sono le condizioni essenziali per superare diffidenze e costruire scelte condivise”.

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