Mercato del libro, AIE: effetto positivo del bonus biblioteche
Secondo i dati AIE, presentati al Salone del Libro, l’effetto bonus biblioteche ha spinto le vendite al Sud, nelle librerie indipendenti e tra gli editori più piccoli
Il bonus biblioteche ha prodotto un effetto positivo sul sul mercato del libro italiano di varia (fiction e non fiction) nei canali trade, nei primi quattro mesi del 2026, secondo le stime dell’Associazione Italiana Editori (AIE): in particolare, l’effetto bonus ha spinto le vendite al Sud, nelle librerie indipendenti e tra gli editori più piccoli.
Rispetto a una crescita complessiva delle vendite a valore del 3,8%, il Sud del Paese cresce del 9%, le librerie indipendenti dell’11,3% e gli editori fuori dai gruppi del 4,1%. Secondo le stime dell’AIE, inoltre, da gennaio ad aprile sono stati spesi circa 35 milioni di euro dei 60 stanziati, favorendo soprattutto le aree e gli operatori della filiera più fragili.
L’analisi e rielaborazione dell’ufficio studi AIE sulla base di dati NielsenIQ BookData e altre fonti è stata presentata al Salone Internazionale del Libro di Torino, nell’incontro Dove sta andando il mercato del libro nel 2026? – Come cambiano i consumi e la domanda del pubblico.
“In un anno che si annuncia difficile e ci preoccupa in prospettiva, il bonus biblioteche ha permesso al mercato del libro di crescere nei primi quattro mesi. Questo nonostante diminuisca la capacità di spesa delle famiglie a causa dell’inflazione, mentre i costi della carta, dell’energia e dei trasporti riducono i margini delle imprese. Il bonus impatta soprattutto sulle imprese e sulle aree del Paese che più necessitano di sostegno: per questo ci auguriamo che venga confermato e reso stabile a partire dal 2027”, ha spiegato il presidente di AIE Innocenzo Cipolletta.
“I dati che presentiamo oggi ci dicono – continua Cipolletta – che cresce la narrativa, soprattutto quella di svago, mentre la non fiction continua a perdere terreno: rispetto al 2019 siamo a meno 11%, peggio ancora fa il settore universitario (-7,6% nel 2025 rispetto al 2024). Negli atenei si sta diffondendo un sapere fragile, costruito attraverso lo studio di compendi, dispense e riassunti generati con l’IA. Pensiamo che il Paese debba rimettere al centro il diritto d’autore, una divulgazione del sapere su basi trasparenti e fonti verificate, un modello di approfondimento e analisi della realtà basata sui libri”.
Mercato del libro, lo stato dell’editoria italiana
Secondo i dati AIE, nel 2025 l’editoria italiana di varia ha chiuso in calo del 2,2%, con vendite complessive di 1.483,8 milioni di euro, 32,7 milioni in meno dell’anno precedente. L’editoria scolastica adozionale ha registrato un meno 2,2% attestandosi a 773 milioni di euro, 17,2 milioni in meno dell’anno precedente. Inoltre l’editoria universitaria ha accusato una flessione del 7,6%: i 140,8 milioni di euro di vendite a valore sono inferiori di 11,7 milioni rispetto l’anno precedente. Mentre la pirateria ha sottratto al settore complessivi 722 milioni di euro nel corso dei 12 mesi, il 30% delle vendite del settore al netto di scolastica ed export.
Da gennaio ad aprile, secondo le stime di AIE, gli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità sono stati pari a circa 35 milioni di euro, non tutti spesi nei canali trade (all’interno dei quali non sono conteggiate le librerie specializzate, le cartolibrerie e le librerie con un venduto inferiore alle mille copie). “Tale effetto traino sulle vendite – sottolinea AIE – non ci sarà nella seconda parte dell’anno, al netto di una “coda” dovuta alla richiesta di proroghe per gli acquisti oltre la scadenza di fine giugno”.
Il 31% del fondo per le biblioteche è destinato a biblioteche del Sud, dove le vendite complessive del mercato trade sono il 19% del totale nazionale.
Sul fronte prezzi, secondo le stime i prezzi dei libri crescono meno dell’inflazione. Il prezzo medio del venduto nei primi quattro mesi del 2026, pari 14,97 euro, è cresciuto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente dell’1,2%, a fronte di una inflazione generale che cresce a un tasso più che doppio, il 2,8%, a conferma della pressione sulle imprese dovuta a uno scenario macroeconomico sfavorevole e che riduce le possibilità di spesa delle famiglie.
Infine, per quanto riguarda i generi, nei quattro mesi sono i fumetti a crescere più di tutti (14%), seguiti da narrativa straniera (9,4%), bambini e ragazzi (9%), narrativa italiana (7,2%). Andamento opposto per tutta la non fiction: la manualistica pratica perde il 6,2%, la saggistica generale l’1%, la saggistica specialistica lo 0,4%. La crisi della non fiction è un fenomeno di lungo periodo. Dal 2019 a oggi, i generi narrativi hanno guadagnato il 31% e la non fiction, nello stesso arco di tempo, ha perso l’11%.
All’interno della narrativa, nel 2026 quella di genere (più 9,6%) va meglio di quella letteraria (più 7%). Il romance in particolare fa un balzo nelle vendite del 20,3%. Nei bambini e ragazzi, invece, la crescita è trainata dalla fascia 0-5 anni (più 11,1%). Nei fumetti tornano a crescere i manga (più 14%), molto bene la graphic novel (più 24%).

