Scuola e caldo, solo un’aula su quattordici avrebbe il condizionatore

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Scuola e ambienti alimentari sani, nuove linee guida OMS (Foto Yan Krukau per Pexels)

Nelle scuole italiane il condizionatore rimane una presenza tutt’altro che diffusa. Nel 2020-21 gli edifici scolastici dotati di impianti di condizionamento erano appena 1.593, pari al 3,95% dei 40.342 edifici censiti.

Quattro anni dopo il numero è quasi raddoppiato. Nel 2024-25 gli edifici dotati di condizionatori risultano 2.835, il valore più alto dell’intero periodo considerato, su un totale di 39.351 strutture rilevate. La quota raggiunge così il 7,20%.

La crescita è quindi significativa in termini assoluti: gli edifici climatizzati sono aumentati di oltre 1.200 unità. Ma il quadro complessivo resta quello di una scuola italiana nella quale oltre nove edifici su dieci non dispongono di questi impianti.

Il dato del Ministero elaborato da Tuttoscuola

I numeri sono stati analizzati dalla rivista specializzata Tuttoscuola, che ha elaborato le informazioni disponibili nel portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito sugli edifici scolastici dotati di impianti di condizionamento a ventilazione.

Il confronto tra gli anni mostra una progressione costante. Nel 2023-24 gli edifici con condizionatori erano 2.730, pari al 6,83% dei 39.993 censiti. Nell’anno scolastico successivo il numero è salito di altre 105 unità.

Il miglioramento, dunque, c’è. Ma parte da una situazione nella quale la climatizzazione degli ambienti scolastici era già largamente minoritaria.

Quante sono le aule climatizzate?

Tuttoscuola ha provato a tradurre il dato sugli edifici anche in termini di aule. Per il 2024-25 sono considerate complessivamente 365.973 aule.

Applicando alle aule la stessa percentuale di edifici dotati di condizionamento, si arriverebbe a una stima di circa 26.350 aule climatizzate, contro oltre 339.600 prive di impianti.

È importante sottolineare che non si tratta di una rilevazione diretta aula per aula, ma di una stima ottenuta applicando la percentuale degli edifici. La distribuzione reale degli impianti potrebbe quindi essere diversa.

Il dato serve comunque a rendere più immediata la dimensione del fenomeno: in questa elaborazione, poco più di un’aula su quattordici avrebbe un sistema di climatizzazione.

Il problema del caldo nelle scuole

Il tema assume un peso particolare durante le ondate di calore, sempre più frequenti e intense. Le scuole sono ambienti nei quali trascorrono molte ore bambini, ragazzi, insegnanti e personale scolastico, spesso all’interno di edifici progettati in epoche nelle quali le condizioni climatiche erano differenti.

L’assenza di climatizzazione non significa naturalmente che gli ambienti scolastici siano necessariamente inadeguati o che non esistano altri sistemi per contrastare il caldo. Ombreggiamento, ventilazione naturale, schermature solari, isolamento degli edifici e organizzazione degli orari possono contribuire a contenere le temperature.

Tuttavia, la disponibilità di impianti di raffrescamento rimane un indicatore concreto della capacità degli edifici di affrontare condizioni termiche particolarmente difficili.

Una crescita ancora lenta

Il passaggio dal 3,95% al 7,20% in quattro anni mostra che qualcosa si sta muovendo. Gli edifici dotati di climatizzazione sono aumentati di oltre il 78% rispetto al 2020-21.

Il problema è che, nonostante questa crescita, la grande maggioranza delle scuole continua a non disporre di condizionatori. E il divario appare ancora più evidente se si considera il numero complessivo delle aule.

La questione, quindi, non riguarda soltanto l’installazione di nuovi condizionatori. Per rendere le scuole più adatte alle temperature attuali occorre intervenire più in generale sulla qualità energetica e sul comfort degli edifici, attraverso riqualificazione, isolamento e sistemi di raffrescamento adeguati.

I numeri raccontano in definitiva una transizione ancora agli inizi: la scuola italiana si sta attrezzando per affrontare il caldo, ma per la maggior parte degli studenti e degli insegnanti il condizionamento resta ancora un’eccezione, non la normalità.

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