Rientro a scuola, come evitare malinconia e ansia da back to school

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Il rientro a scuola può essere complicato e generare forme di malinconia e di ansia. L’Istituto superiore di sanità diffonde alcuni consigli per affrontare il back to school

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(foto Pixabay)

Il rientro a scuola può essere complicato. Nuove routine dopo la lunga pausa estiva, nuove aspettative (forse alte), a volte compagni diversi o cambiamenti negli assetti di gruppo, o periodi di transizione scolastica nei quali la ridefinizione delle amicizie può generare incertezza un po’ in tutti gli studenti. Per accompagnare il rientro a scuola, dall’Istituto superiore di sanità arrivano una serie di consigli utili ad affrontare il back to school blues, quella malinconia da rientro che può trasformarsi in alcuni casi in ansia.

Ansia da rientro

Nei bambini più piccoli l’ansia da rientro può manifestarsi con la difficoltà a separarsi dalle figure di riferimento, mentre man mano che si va avanti sono le performance scolastiche a generare maggiore preoccupazione. Nelle fase adolescenziale e preadolescenziale le relazioni con i coetanei assumono un valore centrale e la paura dell’esclusione dal gruppo sociale può generare stress. Per i ragazzi, ad esempio, è utile mantenere aspettative realistiche, ricordando che i primi giorni di scuola rappresentano un periodo di assestamento per tutti e che non è necessario affrontare immediatamente ogni sfida in modo perfetto.

“Le evidenze – afferma Chiara Cattaneo, del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute – suggeriscono che il disagio scolastico non possa essere considerato esclusivamente una questione educativa o sanitaria. Si tratta di un fenomeno multidimensionale che coinvolge aspetti relazionali, psicologici, sociali ed educativi. La promozione del benessere scolastico richiede una collaborazione stabile tra scuola, famiglie e servizi del territorio. In questa prospettiva, la whole-school approach considera il benessere una responsabilità condivisa dell’intera comunità scolastica. Un ruolo chiave è svolto dallo sviluppo delle competenze psicosociali (life skills), come autoregolazione emotiva, empatia e problem solving, che favoriscono l’adattamento e il benessere degli studenti. Tali interventi risultano più efficaci quando sono integrati stabilmente nelle attività scolastiche, coinvolgendo docenti, studenti e famiglie in una cultura condivisa orientata alla salute e al benessere”.

Cosa possono fare i genitori

L’ansia da rientro, spiega l’ISS, può manifestarsi attraverso pensieri ripetitivi e preoccupazioni sugli insegnanti, il rendimento scolastico, le amicizie o l’organizzazione delle attività quotidiane. Alcuni bambini chiedono continuamente rassicurazioni, altri mostrano irritabilità, maggiore sensibilità emotiva o difficoltà a concentrarsi. Spesso ci sono sintomi fisici: mal di pancia, nausea, cefalea, stanchezza, disturbi del sonno o riduzione dell’appetito rappresentano modalità comuni attraverso cui il disagio psicologico può esprimersi. In altri casi possono emergere evitamento delle attività scolastiche, riluttanza a uscire di casa o resistenza ad affrontare situazioni percepite come difficili.

Per ridurre l’ansia da rientro a scuola e le preoccupazioni diffuse, è utile riprendere la routine già nei giorni precedenti l’inizio della scuola. Anticipare l’orario della sveglia e dell’addormentamento, riprendere le normali routine del mattino e limitare l’uso degli schermi nelle ore serali aiuta bambini e ragazzi a sentirsi più preparati e meno stressati. Per i genitori, preparare insieme il materiale scolastico può favorire un adattamento al ritorno in classe. Fattori fondamentali sono sonno adeguato e alimentazione regolare.

Molti bambini vivono il rientro a scuola con timori e incertezze. I genitori possono aiutarli ascoltando le loro preoccupazioni senza minimizzarle, accogliendo e validando le emozioni che esprimono. Più che offrire rassicurazioni immediate, è importante far sentire il bambino compreso e, quando necessario, aiutarlo a riflettere su possibili strategie per affrontare le difficoltà. Allo stesso tempo, meglio evitare di trasmettere le proprie ansie: al ritorno da scuola, evitare domande che possano essere percepite come aspettative, mostrare interesse sulla giornata scolastica senza trasmettere preoccupazioni personali, adottando un atteggiamento calmo e fiducioso, che contribuisce a rafforzare il senso di sicurezza di bambini e ragazzi.

I ritmi scolastici e la gestione delle difficoltà

Utile è conoscere il tragitto da casa a scuola, l’ambiente scolastico, orientarsi negli spazi – specialmente quando si passa a una nuova scuola. Per evitare sovraccarico e stress, è utile guidare i ragazzi nella gestione equilibrata delle attività scolastiche ed extrascolastiche. Rimandare nuovi impegni fino a quando non si sono adattati ai ritmi scolastici e insegnare il valore dell’equilibrio può prevenire sentimenti di sopraffazione e affaticamento.

L’altro consiglio è quello di non ignorare le difficoltà. Se persistono difficoltà di adattamento o un progressivo rifiuto della scuola, spiega l’ISS, è importante prestare attenzione a questi comportamenti. I genitori possono svolgere un ruolo fondamentale monitorando il benessere emotivo dei figli, mantenendo un dialogo aperto e collaborando con la scuola per individuare precocemente eventuali difficoltà e favorire un sereno inserimento scolastico. Per gli insegnanti, routine chiare, attività graduali nelle prime settimane, attenzione ai nuovi inserimenti, contrasto al bullismo e valorizzazione del senso di appartenenza costituiscono fattori importanti di protezione.

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