https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-seduto-tecnologia-computer-7088498/

Ticket sanitari, da oggi cambiano le tariffe. Rincari medi del 5,8% (Foto Mart Production per Pexels)

Da oggi, lunedì 21 settembre, entrano in vigore le nuove tariffe massime di rimborso per oltre 600 prestazioni sanitarie erogate per conto del Servizio Sanitario Nazionale.

Il “decreto tariffe”, approvato in Conferenza Stato-Regioni, aggiorna 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, visite ed esami diagnostici, e 222 codici del nomenclatore dell’assistenza protesica, su un totale di 1.063 voci. L’aumento medio delle tariffe sarà del 5,8% ma bisogna considerare le diverse prestazioni. Tariffa e ticket, inoltre, non coincidono: il costo della prestazione sanitaria e della visita a carico dell’assistito dipende dalle regole sulla compartecipazione alla spesa, dalle eventuali esenzioni e dalle disposizioni regionali che spesso indicano un tetto massimo.

Codici critica questo scenario: la sanità paga il prezzo dei conflitti in corso, afferma l’associazione. Gli aumenti più significativi, ricorda Codici, riguardano l’agoaspirato della mammella (che passa da 31,25 a 36,50 euro), la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma (da 33,60 a 38 euro), la prima visita specialistica base, come quella endocrinologica, ginecologica o ortopedica (da 25 a 26 euro).

La prima visita oculistica sale da 25,80 a 26,80 euro, quella dermatologica o allergologica da 25,40 a 26,40 euro e quella otorinolaringoiatrica da 26,20 a 27,20 euro. In molte regioni il ticket ordinario è soggetto a un tetto massimo di 36,15 euro per ricetta, per cui gli aumenti raggiungeranno quella cifra e non andranno oltre. Un altro dato da considerare è la distinzione fra prima visita e visita di controllo (Sky  Tg 24).

Codici: pagare di più non significa curarsi meglio

“Non possiamo ignorare – ha detto Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – che questi rincari arrivano in un momento in cui i conflitti in corso nel mondo stanno mettendo sotto pressione l’intera catena dei costi che sostiene la sanità pubblica: dall’energia alle materie prime, fino ai dispositivi medici e ai presidi protesici, molti dei quali dipendono da forniture internazionali soggette a rincari e instabilità. In questo contesto, il rischio è che le tensioni geopolitiche si scarichino, ancora una volta, sulle tasche dei cittadini e sulle famiglie che già faticano a far quadrare i conti”.

Per Giacomelli “un aumento delle tariffe non basta certo a compensare le difficoltà strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, che continua a mostrare crepe evidenti su liste d’attesa, carenza di personale e disomogeneità territoriale nell’accesso alle cure. Pagare di più non significa automaticamente curarsi meglio. In troppe Regioni le attese per una visita specialistica si misurano in mesi e chi non può aspettare è costretto a rivolgersi al privato, con una spesa che si somma a quella pubblica. Chiediamo alle istituzioni di accompagnare ogni intervento sulle tariffe con investimenti reali su tempi di attesa, personale sanitario e prevenzione, e di tutelare la sanità pubblica dagli effetti indiretti dell’instabilità internazionale, perché altrimenti il rischio è che i cittadini paghino di più per un servizio che, nei fatti, non riescono nemmeno a utilizzare”.

Il ticket massimo di 36,15 euro

“Fortunatamente la maggior parte delle prestazioni più comuni resta invariata – aggiunge Giacomelli –. Inoltre, c’è da tenere in considerazione il tetto massimo di 36,15 euro per ricetta, che in alcuni casi attenua l’impatto reale sul cittadino, e il fatto che sono esclusi dall’aumento, come sempre, gli esenti per reddito, patologia, invalidità, disoccupazione, le donne in gravidanza e chi accede a programmi di screening. Non si può, però, rimanere indifferenti però a questi incrementi, ad esempio pensando a quelli più marcati che riguardano diagnostica vascolare (+52,5%), biopsia (+16,8%), elettromiografia (+13,3%) e prelievi (+12,8%). Non è questa la strada da perseguire per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale e per garantire ai cittadini una sanità efficace e tempestiva, soprattutto in un momento storico in cui le tensioni internazionali già gravano pesantemente sul costo della vita”.

About The Author

What do you feel about this?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *