Prezzi, Assoutenti: in sei mesi rincari record per prodotti informatici, traghetti, ortaggi e frutta
Dal conflitto in Medio Oriente c’è un aggravio di spesa di circa mille euro a famiglia e un impatto potenziale di oltre 24 miliardi di euro. Rincari da record per prodotti informatici, traghetti, aerei e ortofrutta
Prezzi, Assoutenti: in sei mesi rincari record per prodotti informatici, traghetti, ortaggi e frutta (Foto Pixabay)
In sei mesi si contano rincari da record per prodotti informatici, tariffe di traghetti e aerei, frutta e verdura. L’impatto potenziale del conflitto in Iran è di oltre 24 miliardi di euro sulle famiglie italiane. I chip, i semiconduttori e le batterie, fondamentali per la tecnologia, risentono del blocco del traffico marittimo e fanno aumentare i prezzi di diversi prodotti informatici e tecnologici. Rincarano le tariffe dei traghetti, i prezzi dell’energia, ortaggi e frutta. Una batosta sui bilanci delle famiglie che non riguarda solo carburanti ed energia.
La stangata sulle famiglie
“La guerra in Iran ha portato negli ultimi 6 mesi ad una sensibile crescita dei prezzi al dettaglio in numerosi settori al punto che, se i listini si mantenessero ai livelli attuali, il conto finale del conflitto ammonterebbe a fine anno per le famiglie a complessivi 24,6 miliardi di euro”. È quanto afferma uno studio condotto dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) in collaborazione con Assoutenti che, sulla base dei dati ufficiali Istat, analizza l’andamento di prezzi e tariffe di una moltitudine di beni e servizi dallo scoppio del conflitto a oggi.
“Al di là delle singole voci, il conflitto in Medio Oriente ha portato ad una crescita generalizzata dell’inflazione in Italia, con una incidenza del +2,8% sull’indice dei prezzi al dettaglio – ha detto il presidente del comitato scientifico del C.r.c., Furio Truzzi – Tradotto in cifre, a parità di consumi si tratta di un aggravio di spesa potenziale da +926 euro annui a famiglia, e se i prezzi dovessero mantenersi ai livelli attuali, la stangata per la collettività dei consumatori causata dalla guerra raggiungerebbe a fine anno la ragguardevole cifra di 24,6 miliardi di euro”.
Aumenti record sui prodotti informatici
Se si va a guardare l’andamento delle diverse voci, confrontando l’indice dei prezzi di febbraio 2026 con i dati rilevati dall’Istat nell’ultimo mese, emerge – spiega Assoutenti – come i prodotti informatici siano quelli che hanno subito gli aumenti più pesanti.
I prezzi dei supporti di registrazione non registrati (schede di memoria, chiavette Usb e simili) segnano un +58,5% in sei mesi, gli accessori per l’informazione e la comunicazione (caricabatterie, power bank, custodie, cavi, adattatori, ecc.) +27%, i supporti con registrazioni di suoni, immagini e video (film in dvd, contenuti digitali, ecc.) +15,2%, computer portatili, palmari e tablet +14%, videogiochi e console +12,4%.
“Alla base dei rincari che stanno colpendo il settore tecnologico e dell’informatica c’è la chiusura dello stretto di Hormuz, che determina – spiega l’associazione – un rallentamento del traffico marittimo con ripercussioni su alcune componenti come i chip, i semiconduttori e le batterie, fondamentali per i dispositivi tecnologici, la cui scarsità sul mercato porta ad un repentino incremento dei prezzi”.
Con il caro gasolio, le tariffe dei traghetti aumentano del +54,2%, seguite dal noleggio e riparazione di articoli sportivi e per campeggio e dagli stabilimenti balneari (entrambi circa +51%), voci che risentono di aumenti fisiologici legati al periodo estivo, al pari dei voli intercontinentali che costano in media il 36,7% in più rispetto a febbraio, i biglietti aerei europei il 26,5% in più, mentre i voli nazionali salgono del 24,6%. Il gasolio da riscaldamento è invece rincarato del 31,6%, il gas naturale distribuito tramite rete del 27,8%.
Da non dimenticare i rincari di molti generi alimentari, ortaggi e frutta. Come evidenzia Assoutenti, i finocchi in sei mesi segnano rincari del +19,7%, le fragole del +15,8%, broccoli e cavolfiori del +15,7%, i limoni del +11,2%; i kiwi rincarano del 10,9%, le patate del 7,3%, l’insalata del 5,2%.
