Quarta gamma, le previsioni per l’autunno-inverno: sarà ancora crisi sugli scaffali?

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Quarta gamma, le previsioni per l’autunno-inverno: sarà ancora crisi sugli scaffali? (Foto Matheus Cenali per Pexels)

L’estate ha messo in forte crisi la quarta gamma. Complici il caldo, la mancanza di disponibilità di materie prime e il rincaro dei costi a partire dal gasolio per i trasporti. Hanno infatti fatto notizia i cartelli nei supermercati in cui si avvertivano i consumatori che le insalate in busta avrebbero potuto essere disponibili in quantità limitata.

Costo dell’energia e clima tra i fattori principali della crisi delle insalate confezionate

Confagricoltura nelle settimane scorse ha illustrato a Parigi, nel corso dell’incontro Gruppo di coordinamento quarta gamma di Italia, Francia, Spagna e Portogallo, a Parigi, le difficoltà derivanti dalle elevate temperature che hanno portato ad una diminuzione dell’offerta fino al 40% e ad un aumento degli scarti fino al 20%. Le persistenti temperature oltre la media stagionale hanno condizionato semine, trapianti e cicli colturali compromettendo le rese. Le imprese agricole hanno messo sul tavolo delle cause del caro quarta gamma anche la disponibilità limitata di fitosanitari e la conseguente necessità di ricorrere a soluzioni onerose e, in alcuni casi, a periodi di fermo dei terreni. Un’ulteriore situazione che rende evidente – secondo Confagricoltura – la necessità di introdurre le Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA/NGT).

I consumatori confermano come costo dell’energia e clima siano i fattori principali dell’aumento dei prezzi. In particolare, proprio “i costi di carburanti e gas rappresentano il primo nemico dei prezzi – spiega Gabriele Melluso, Presidente nazionale dell’associazione di consumatori Assoutenti – Se aumenta il gasolio, trasportare i prodotti freschi costa di più, con conseguente ricarico sui listini finali al pubblico. Di pari passo un incremento dei prezzi del gas incide sulle bollette energetiche del comparto produttivo con costi più elevati a carico delle imprese che solo in parte possono essere assorbiti dalle aziende e finiscono per essere trasferiti sui prezzi al dettaglio”.

Le previsioni per l’autunno-inverno

Con l’autunno e il cambio della stagionalità di frutta e verdura, ci chiediamo cosa aspettarci per la quarta gamma. La criticità della situazione geopolitica internazionale permane, mentre il clima sembra ormai basarsi non più sulle stagioni, ma sull’incertezza. Claudio Mazzini, Direttore Freschissimi Coop Italia, parla di un “sistema “stocastico” cioè basato su leggi probabilistiche e quindi molto difficile da prevedere, a causa dell’aumento delle temperature e della diminuzione delle precipitazioni che stanno modificando in modo strutturale la resa di molti ortaggi. Alcune varietà poi pagano più di altre le oscillazioni climatiche in condizioni in cui anche le serre a volte non possono supplire al problema”.

“In questa ottica – prosegue Mazzini – stiamo stimolando e sostenendo i nostri produttori nella stabilizzazione dell’offerta. Ovviamente è un percorso di lungo periodo che necessita di investimenti che possano mitigare l’impatto del fattore climatico (reti antigrandine, serre più alte e ombreggiate, invasi più piccoli o tecniche di agricoltura in generale più avanzate). Il tutto in un mercato che deve cambiare ottica e posizionarsi nell’ordine di idee che pongano il fattore climatico come derimente nelle decisioni industriali. Oggi è indisponibile una previsione di ciò che accadrà nei prossimi mesi perché grandi differenze le farà il clima delle prossime settimane”.

Secondo i consumatori “con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, gelate, nubifragi, grandinate e altri fenomeni meteo avversi sempre più frequenti in Italia e in Europa devastano le coltivazioni, riducendo le produzioni e portando ad un incremento dei prezzi -continua Melluso – Con ogni probabilità, e se dovesse continuare la crisi in Medio Oriente, questo inverno assisteremo ad un incremento generalizzato dei prezzi dei generi alimentari, con particolare riferimento proprio ai prodotti freschi, anche se confezionati, che, come noto risentono soprattutto di fattori esterni come costi di trasporto, maltempo e riduzioni delle produzioni”.

I consigli per i consumatori

Il cittadino dal canto suo può adottare semplici accortezze per difendersi dal caro prezzi, non solo per quanto riguarda la quarta gamma, ma più in generale per tutti quei prodotti agroalimentari esposti a dinamiche incerte sul fronte dei prezzi, della disponibilità e della varietà. Melluso ricorda che “Il primo elemento da prendere in considerazione non è il prezzo della confezione, ma il prezzo al kg del prodotto che stiamo acquistando. Solo attraverso questa indicazione è possibile fare confronti corretti tra le varie marche esposte al supermercato. Facciamo attenzione alla sgrammatura del prodotto la cosiddetta shrinkflation, pratica commerciale in cui i produttori riducono la quantità, il peso o le dimensioni di un prodotto mantenendo lo stesso prezzo di vendita o aumentandolo leggermente”.

Accanto alle valutazioni sul prezzo, Assoutenti precisa come sia “fondamentale poi verificare la data di scadenza del prodotto e quella di confezionamento, per capire se l’alimento che stiamo acquistando può essere conservato per qualche giorno in frigo o se al contrario va consumato subito. È bene poi leggere attentamente le etichette per capire da dove proviene il prodotto, quanta distanza ha percorso per arrivare sulle nostre tavole, quali sono gli ingredienti che lo compongono e l’eventuale presenza di conservanti o additivi chimici”.

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