Nuove tecniche genomiche, via libera del Parlamento europeo

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Il Parlamento europeo ha adottato in via definitiva le norme sulle nuove tecniche genomiche (NTG) per piante “resistenti al clima e ai parassiti”. Ma per associazioni e consumatori è una deregolamentazione dei nuovi Ogm

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Nuove tecniche genomiche, via libera dal Parlamento europeo. Le critiche: deregolamentazione (Foto Pixabay)

C’è il via libera alle nuove tecniche genomiche. Il Parlamento europeo ha infatti adottato in via definitiva la proposta legislativa sulle Nuove tecniche genomiche (NGT), respingendo gli emendamenti di chi si opponeva a quella che molti considerano una deregolamentazione dei nuovi Ogm. La ratio con cui vengono presentate le norme sulle nuove tecniche genomiche, o nuovi Ogm, fa riferimento alla necessità di facilitare l’accesso e lo sviluppo di nuove piante resistenti al clima, alla siccità e ai parassiti, che offrono rese più elevate e richiedono un minor uso di pesticidi.

Per la società civile e le associazioni contrarie, si tratta invece di una deregolamentazione che fa venir meno gli obblighi di trasparenza e di etichettatura di gran parte delle piante, facendo saltare la tracciabilità e la possibilità per i consumatori di sapere se quello che comprano è davvero Ogm free.

Cosa sono le nuove tecniche genomiche

Gli eurodeputati dunque hanno adottato ieri, in via definitiva, le norme in materia di nuove tecniche genomiche (NGT) (new genomic techniques), già concordate in via provvisoria da Parlamento e Consiglio nel dicembre 2025. In linea con la seconda lettura della procedura legislativa, il regolamento è stato adottato senza votazione finale, visto che l’Aula ha respinto tutti gli emendamenti presentati al testo dell’accordo con il Consiglio. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e diverrà applicabile due anni dopo.

Le nuove tecniche genomiche sono tecniche di selezione che alterano il materiale genetico di piante, animali o microrganismi. Vengono usate per conferire tratti genetici desiderati o migliorare o ridurre determinate caratteristiche. Le NTG sono state sviluppate dopo l’adozione della normativa UE sugli organismi geneticamente modificati (OGM) nel 2001.

Per il Parlamento europeo, le nuove norme rappresentano “una svolta verso una regolamentazione delle piante basata sulle loro caratteristiche genetiche finali, piuttosto che sul modo in cui sono state ottenute”.

NGT-1 e NGT-2

Le piante modificate tramite NGT saranno suddivise in due categorie con obblighi giuridici diversi.

  • NGT-1: riguarda le piante sottoposte a un numero e un tipo di modifiche limitati, ottenibili anche con tecniche di selezione convenzionali. Dopo aver verificato che soddisfano i criteri per ottenere lo status di NGT di categoria 1, queste piante saranno trattate alla stessa stregua di quelle convenzionali. Le piante geneticamente modificate per resistere agli erbicidi e produrre sostanze insetticide non potranno entrare in questa categoria.
  • NGT-2: questa categoria riguarda le piante che hanno subito modificazioni genetiche più ampie o complesse. Sono regolate dalle norme in materia di OGM già in vigore e saranno quindi soggette a valutazione del rischio. Dovranno ottenere un’autorizzazione prima di poter essere commercializzate nell’UE.

Le norme approvate si applicheranno sia alle piante originarie dell’Europa che a quelle importate. Il Parlamento ricorda che fuori dall’Ue ci sono già diversi prodotti ottenuti da piante NGT, come il frumento a basso contenuto di glutine, le patate resistenti agli agenti patogeni e il mais resistente alla siccità.

Tracciabilità ed etichettatura

Secondo le nuove norme, la piena tracciabilità e l’etichettatura rimarranno obbligatorie solo per le piante di categoria NGT-2. I paesi dell’UE potranno limitarne o vietarne la coltivazione anche se sono state autorizzate all’interno dell’Unione.

Le varietà derivate o contenenti una pianta NGT-1 saranno inserite in una banca dati pubblica dell’UE e tutti i sacchetti di sementi e il materiale riproduttivo dovranno essere etichettati come “NGT-1”. Ci sarà l’obbligo di monitorare l’impatto delle piante NGT sulla sostenibilità per “orientare l’uso delle nuove tecniche genomiche verso lo sviluppo di piante dotate di caratteristiche di sostenibilità (come la resistenza ai cambiamenti climatici e ai parassiti)”.

Le piante biologiche: la presenza di NGT-1 non sarà una violazione

Un nodo critico è rappresentato dalle piante che vengono dall’agricoltura biologica.

“Sebbene nella produzione biologica non saranno ammesse piante ottenute tramite le nuove tecniche genomiche, la presenza tecnicamente inevitabile di piante NGT di categoria 1 non costituirà una violazione – si legge in una nota del Parlamento – La Commissione valuterà se il regolamento comporti oneri amministrativi, economici o pratici per gli operatori del settore biologico, anche in relazione alla loro percezione e a quella dei consumatori”.

Ci saranno diritti di proprietà intellettuale e la possibilità di brevettare le NGT “a eccezione dei tratti o delle sequenze presenti in natura o prodotti con mezzi biologici”. Alcune tutele inserite dagli europarlamentari mirano a garantire prezzi accessibili e accesso equo agli agricoltori perché mantengano il diritto di conservare e reimpiantare le sementi.

Agricoltura e innovazione

“È una vittoria storica per gli agricoltori europei e per il futuro dell’Europa – ha detto la relatrice Jessica Polfjärd (PPE, Svezia) – Approvando l’uso delle NGT, abbiamo scelto l’innovazione, la competitività e la sicurezza alimentare. Gli agricoltori europei chiedono da tempo di poter accedere a questi moderni strumenti di selezione per poter sviluppare colture più resilienti e meno dipendenti dai pesticidi. Nel mettere a disposizione queste tecnologie di selezione genetica sicure e basate su dati scientifici, il Parlamento va incontro alle esigenze degli agricoltori europei, tutela la nostra sicurezza alimentare e aiuta a costruire un’Europa più competitiva e innovativa”.

Approvazione viene dalla Cia-Agricoltori italiani: “Dopo anni di attesa, l’agricoltura europea compie un passo avanti verso l’innovazione”. La rivendicazione è quella di avere produzioni agricole più sostenibili e competitive.

“Si tratta di una decisione che guarda al futuro dell’agricoltura -ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-. Le nuove tecniche genomiche rappresentano uno strumento fondamentale per rafforzare la capacità delle imprese agricole di affrontare le sfide dei cambiamenti climatici e delle fitopatie, che già oggi determinano variazioni delle rese comprese tra il 20% e il 49%. Grazie all’innovazione varietale sarà possibile sviluppare piante resistenti, meno idroesigenti e più capaci di adattarsi, coniugando produttività e sostenibilità”.

La critica: deregolamentazione che elimina tracciabilità ed etichettatura

Per la società civile e le associazioni dei consumatori si tratta invece di una vera e propria deregolamentazione, che elimina tracciabilità, etichettatura e valutazione del rischio per i prodotti agricoli e alimentari ottenuti dai “nuovi Ogm”.

Il voto, ha commentato Demeter Italia, associazione di produttori, trasformatori e distributori di prodotti biodinamici, apre la strada all’esenzione della maggior parte delle piante ottenute tramite editing genetico dagli obblighi di etichettatura, tracciabilità e valutazione del rischio. Si tratta di una decisione “storica” nel senso che “segna la prima volta nella storia dell’Unione europea in cui i legislatori riducono, anziché ampliare, le informazioni disponibili ai consumatori sulle etichette dei prodotti alimentari”, afferma Demeter Italia.

Viene insomma meno la trasparenza alimentare.

“La deregolamentazione sugli NGT è compiuta – ha detto Enrico Amico, presidente di Demeter Italia – Quella di oggi (ieri ndr) è un drammatico passo indietro per l’Europa: mai prima d’ora si era messo in discussione così fortemente il diritto dei consumatori di poter scegliere cosa portare a tavola. E questo accade sotto le pressioni delle grandi multinazionali. Con questa legge si apre totalmente la strada alle sementi brevettate”.

La legislazione approvata, aggiunge la sigla, esonera da etichettatura, tracciabilità e valutazione del rischio la quasi totalità delle piante derivate dalle nuove tecniche genomiche. “Secondo le stime della stessa Commissione europea, circa il 94% delle piante NGT potrà ora entrare nel mercato europeo senza alcuna indicazione in etichetta -afferma Demeter – La legge apre inoltre nuovi scenari in materia di brevetti sulle sementi, con il rischio concreto di una maggiore concentrazione di mercato nelle mani di pochi grandi operatori industriali, a scapito degli agricoltori indipendenti e delle filiere biologiche e biodinamiche”.

Contro il provvedimento si erano mobilitate anche le associazioni dei consumatori, che a maggio, in vista del voto, avevano scritto una lettera appello alla grande distribuzione chiedendo una posizione comune contro i nuovi Ogm. E ricordando che la maggioranza dei cittadini, italiani ed europei, si dichiara contraria al consumo di alimenti geneticamente modificati, sia “vecchi” Ogm che nuovi.

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