Stop agli allevamenti di polpi, arriva in Italia una proposta legislativa
Stop agli allevamenti di polpi, arriva in Italia una proposta legislativa (foto Pixabay)
Arriva anche in Italia una proposta legislativa per vietare l’allevamento di polpi e fermare l’espansione dell’acquacoltura carnivora. Ad annunciarla è l’associazione di protezione animale Compassion in World Farming (CIWF).
I punti centrali dell’iniziativa saranno presentati nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati, durante la quale saranno approfondite le criticità legate all’espansione dell’acquacoltura di specie carnivore e i suoi impatti sul benessere animale e sugli ecosistemi del Mediterraneo.
Stop agli allevamenti di polpi, la mobilitazione europea
Il 13 ottobre – spiega l’associazione – l’on. Devis Dori (Alleanza Verdi e Sinistra) presenterà una proposta legislativa per vietare in Italia l’allevamento di polpi e tonni, che “si inserisce in una mobilitazione europea sempre più forte per fermare sul nascere l’allevamento di polpi”.
35 membri del Parlamento europeo hanno chiesto al commissario per la Pesca e gli oceani, Costas Kadis, di introdurre un divieto in tutta l’UE. Alla stessa richiesta si uniscono 160 associazioni ed esperti, con una lettera coordinata da Compassion in World Farming che sollecita Bruxelles a bloccare l’espansione dell’acquacoltura di specie carnivore.
La mobilitazione si estende anche a Francia e Paesi Bassi: oltre 102.000 firme sono state consegnate a Parigi.
CIWF ribadisce che i polpi sono animali selvatici, intelligenti e solitari.
“Condannarli a essere relegati in vasche spoglie e sovraffollate significa negare ogni loro esigenza di benessere e infliggere loro una sofferenza atroce, anche perché non esistono metodi di macellazione scientificamente riconosciuti come indolori”, afferma Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia.
Inoltre – conclude l’associazione – “poiché sono carnivori, allevarli richiederebbe enormi quantità di pesce selvatico come mangime, aggravando lo sfruttamento degli stock ittici selvatici già al limite”.
