Bolletta del gas da 12 mila euro, Tribunale la annulla

Una cittadina di Grosseto si era vista recapitare una bolletta del gas di conguaglio da oltre 12 mila euro. Codici ottiene l’annullamento dal Tribunale

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Bolletta del gas in aumento a maggio, ARERA: +0,9% rispetto ad aprile

(foto Pixabay)

Sul mercato dell’energia le bollette pazze arrivano e fanno saltare sulla sedia i cittadini. Ma a volte vengono annullate. È la disavventura a lieto fine capitata di recente a una cittadina, cui il Tribunale ha annullato una bolletta del gas dalla vertiginosa cifra di 12 mila euro.

Lo racconta l’associazione Codici che, in azione con gli esperti dello Sportello di Grosseto, è riuscita a districare il bandolo della matassa e a ottenere una vittoria in Tribunale per una cittadina di Grosseto che aveva ricevuto nel 2022 una bolletta del gas di conguaglio da oltre 12mila euro.

Bolletta pazza, perchè?

“Il venditore del gas aveva fatturato sulla base dei consumi stimati dal distributore – spiega l’avvocato Guido Verdiani, legale dello Sportello di Codici Grosseto che ha seguito il caso –. Secondo il nostro assistito la fattura non era corretta e così abbiamo presentato un’opposizione al decreto ingiuntivo della società venditrice, chiamando in causa anche il distributore. Il Tribunale ha stabilito che, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, in materia di contratti di somministrazione la rilevazione dei consumi mediante contatore è assistita da una mera presunzione semplice di veridicità. Il distributore, pur avendo accertato il non funzionamento del contatore, aveva comunque indicato come consumi quelli riportati dal display del contatore, ma anche quello che ha il distributore non è sempre corretto e non scusa la fattura del venditore”.

“Difatti – prosegue Verdiani – il Tribunale ha stabilito che la validazione amministrativa o informatica del dato consente la trasmissione del flusso di misura dal distributore al venditore e la sua utilizzazione nel processo di fatturazione, ma non attribuisce al dato il valore di prova legale dell’effettivo consumo nel giudizio instaurato dall’utente. Il fatto che la fattura sia stata emessa sulla base del flusso ricevuto dal distributore può assumere rilievo nei rapporti interni tra gli operatori della filiera, ma non consente di porre a carico del cliente il corrispettivo di una fornitura la cui entità non sia stata provata. Da qui la decisione del Tribunale di annullare la fattura da 12mila euro. Una pronuncia che, ovviamente, abbiamo accolto con soddisfazione, perché fa giustizia in questa vicenda”.

Un caso meno isolato di quanto si possa immaginare, spiega ancora l’associazione.

“Purtroppo, il mercato dell’energia è segnato da bollette cosiddette pazze, per non parlare poi del problema dei contratti attivati senza il consenso del consumatore – afferma l’avvocato Sara Serritiello, legale dello Sportello di Codici Grosseto –. Sono tematiche che trattiamo nello Sportello che abbiamo attivato nei giorni scorsi e che vuole essere un punto di riferimento e di supporto per i cittadini. Anche di fronte a situazioni che possono apparire complicate e possono scoraggiare, come questa della fattura da 12mila euro, è bene mantenere la calma e chiedere aiuto. I diritti ci sono e grazie al supporto di esperti e avvocati validi è possibile difenderli e farli valere”.

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