Teleselling e filtro anti-spoofing, Agcom: bloccate 191 milioni di chiamate
Nei primi otto mesi del 2026 i filtri anti-spoofing hanno bloccato circa 191 milioni di chiamate illecite. Multa da quasi 830 mila euro a due società di teleselling
Teleselling e filtro anti-spoofing, Agcom: bloccate 191 milioni di chiamate (Foto Yan Krukau per Pexels)
Nei primi otto mesi di quest’anno l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha bloccato circa 191 milioni di chiamate illecite che ricorrevano allo spoofing, la tecnica di raggiro basata sulla falsificazione dell’identità di chi chiama, per cui i truffatori manipolano il numero chiamante per farlo apparire come un recapito italiano attendibile. E nell’ambito della vigilanza sul coretto uso delle numerazioni per attività di teleselling e telemarketing, iniziata nel novembre 2025, l’Agcom ha avviato due procedimenti sanzionatori nei confronti delle società Retelit Digital Services e Tekmind, multate complessivamente per quasi 830 mila euro. Con due delibere, l’Autorità ha adottato due provvedimenti di ordinanza ingiunzione con l’irrogazione di sanzioni pari, rispettivamente, a 700 mila euro e 122.500 euro.
Call center e numerazioni corrette
L’Agcom ha contestato alle due società la mancata attuazione delle misure stabilite dall’Autorità, ovvero la verifica della correttezza delle numerazioni utilizzate dai call center, inclusa la generazione di numerazioni tramite la tecnica dello spoofing, e la gestione della numerazione assegnata secondo canoni di diligenza.
I filtri implementati dagli operatori sulle chiamate internazionali con numeri italiani, spiega l’Agcom, hanno impedito la consegna ai cittadini italiani di decine di milioni di chiamate illecite, originate dall’estero con numero italiano, effettuate ai fini di teleselling e telemarketing.
“Ciò ha consentito di circoscrivere la pratica illegale mediante numeri italiani all’interno del territorio nazionale – spiega l’Autorità in una nota – In tal modo, a partire dalle segnalazioni, l’Autorità ha potuto risalire agli operatori e call center che hanno posto in essere, in Italia, condotte non conformi alla normativa. L’introduzione dei filtri sulle chiamate internazionali ha consentito una significativa riduzione del fenomeno; l’attività sanzionatoria e regolamentare potrà contribuire a scoraggiare ulteriormente tali pratiche originate dal territorio nazionale”.
Bloccate 790 mila chiamate al giorno
Sempre oggi l’Agcom ha aggiornato i suoi dati sui filtri anti-spoofing. Da una seconda fase avviata nel novembre dello scorso anno, il filtro blocca tutte le chiamate con numeri italiani provenienti dall’estero (di norma illecite, essendo i numeri italiani assegnati solo in Italia), escluse quelle provenienti dal telefono cellulare di clienti realmente in roaming in altre nazioni.
Nei primi otto mesi del 2026, spiega oggi l’Agcom, i filtri anti-spoofing hanno bloccato circa 191 milioni di chiamate (7,2% del totale) provenienti dall’estero con numero chiamante (CLI) italiano contraffatto o con numero non conforme alle specifiche internazionali, in media circa 790 mila al giorno.
Rispetto al periodo dal 1° al 18 novembre 2025, prima dell’estensione del blocco alle numerazioni mobili italiane, le chiamate dall’estero con numero mobile italiano sono diminuite del 95%, passando da 26,8 a 1,2 milioni al giorno, mentre il traffico internazionale complessivo si è ridotto di circa due terzi, da 34 a 11 milioni di chiamate giornaliere.
L’Agcom poi evidenzia che “dopo una fase iniziale di spostamento del traffico fraudolento dal CLI italiano al CLI estero, dovuto al tentativo di elusione delle nuove misure di filtro, ad oggi il volume delle chiamate con CLI estero ha registrato una rapida flessione fino a portarsi ai valori precedenti all’introduzione del filtro. Ciò appare evidenziare la non efficacia di tale numerazione estera per attività di teleselling e telemarketing di servizi in Italia”. Dopo l’avvio delle misure, le associazioni dei consumatori avevano infatti avvisato dello spostamento del fenomeno su chiamate internazionali con numeri internazionali, nonché su messaggistica e whatsapp.
Fenomeno che crea doppio danno
“Bene le sanzioni di Agcom per i call center che non rispettavo la normativa – commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – È indubbio che i filtri anti-spoofing hanno consentito un passo avanti importante nella lotta alle telefonate selvagge. Ma a contribuire al miglioramento c’è stato anche il giro di vite introdotto dal legislatore per i contratti di luce e gas”.
“Per questo – prosegue – è gravissimo che ora il Senato stia andando nella direzione opposta, avendo approvato un emendamento al ddl n. 1942 che peggiora l’estensione alla telefonia dei divieti esistenti nel settore energetico, dando la possibilità alle aziende di contattare per telefono non solo i propri clienti ma anche quelli delle aziende per le quali hanno acquisito partecipazioni di controllo. Si sblocca il cross-selling tra aziende controllate, moltiplicando in tal modo le chiamate”.
“La sanzione dell’Agcom e i dati secondo cui 191 milioni di telefonate provenienti dall’estero con numeri contraffatti sono state bloccate nei primi 8 mesi dell’anno, dimostrano ancora una volta come le attività illecite connesse al teleselling e i tentativi di aggirare le norme proseguano senza sosta – commenta il Codacons – Un fenomeno che crea un doppio danno, colpendo sia gli utenti, destinatari di chiamate commerciali indesiderate, sia gli operatori corretti che operano nella legalità e si attengono alle regole del settore”.
Per il Codacons, la sanzione dell’Agcom è importante perché “colpisce chi arreca danno al mercato e ai consumatori, ed è fondamentale tenere alta la guardia verso chi opera nell’illegalità, sanzionando con fermezza gli illeciti”.
