Ciclone Harry, Codici chiede alle aziende misure in più per i cittadini
Codici interviene sulla delibera Arera che ha sospeso il pagamento delle bollette di luce, gas, acqua e rifiuti nei comuni di Sicilia, Calabria e Sardegna investiti dal ciclone Harry e chiede alle aziende una serie di misure in più a tutela dei cittadini
Ciclone Harry, Codici chiede alle aziende misure aggiuntive (Foto Pixabay)
Le famiglie e i territori investiti dal ciclone Harry subiranno disagi che potrebbero durare anni. Il ripristino delle condizioni abitative sarà un lungo processo. Il clamore mediatico si è attutito ma le difficoltà dureranno a lungo. L’associazione Codici interviene sulla delibera dell’Autorità per l’energia che ha disposto la sospensione del pagamento delle bollette di acqua, luce, gas e rifiuti, e i distacchi per morosità agli utenti residenti nelle zone colpite dal Ciclone Harry. E chiede uno sforzo in più alle aziende coinvolte perché adottino misure aggiuntive per tutelare meglio i cittadini. Fra queste: un accesso automatico alle tutele, una rateizzazione più lunga, una serie di misure integrative che vanno dal blocco effettivo delle procedure di morosità alla trasparenza e a comunicazioni personalizzate agli utenti.
Provvedimento d’urgenza, qualche criticità
A favore delle popolazioni colpite dagli effetti del ciclone Harry in Calabria, Sardegna e Sicilia, Arera ha disposto nei giorni scorsi un provvedimento d’urgenza che sospende per 6 mesi il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di luce, gas, acqua e rifiuti a partire dal 18 gennaio 2026. Il provvedimento dispone, al termine del periodo di sospensione, la successiva rateizzazione per 12 mesi senza interessi dei pagamenti sospesi.
Codici teme che alcuni aspetti possano vanificare le tutele e soprattutto penalizzare i cittadini più vulnerabili.
Spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici: “La prima questione riguarda la mancanza di automatismo nell’accesso alle tutele. Il sistema basato su istanza di parte, da presentare entro il 30 aprile 2026, rappresenta una barriera burocratica significativa per cittadini evacuati, anziani e persone con ridotta alfabetizzazione digitale. Chi ha perso la propria abitazione si trova nella condizione paradossale di dover produrre documentazione nel momento di massima difficoltà personale”.
“Il secondo aspetto – prosegue Giacomelli – concerne l’assenza di esenzioni tariffarie strutturali. La Delibera prevede una sospensione dei pagamenti, non un loro azzeramento, con conseguente accumulo di debiti per servizi non fruibili in immobili inagibili. Tale situazione è particolarmente iniqua considerando che i costi fissi vengono addebitati anche in presenza di consumo nullo. L’ultimo tema è legato all’insufficienza dei termini di rateizzazione. I 12 mesi minimi previsti dal provvedimento risultano inadeguati rispetto ai lunghi tempi di ricostruzione. L’esperienza delle precedenti emergenze dimostra che il ripristino delle condizioni abitative può richiedere anni, non mesi. Sul piano della comunicazione, la pubblicazione delle informazioni sui siti web aziendali potrebbe non raggiungere efficacemente la popolazione colpita, soprattutto nelle zone caratterizzate da digital divide o dove l’accesso alla rete informatica è compromesso”.
Misure integrative, tutte le richieste
Per i cittadini colpiti l’emergenza durerà a lungo. Per questo Codici ha inviato una richiesta alle aziende dei settori energia, idrico e rifiuti che operano in Calabria, Sardegna e Sicilia affinché adottino una serie di misure integrative.
“Le misure che abbiamo proposto – spiega Giacomelli – rappresentano richieste significative ma non irragionevoli o economicamente insostenibili, soprattutto costituiscono un investimento nella resilienza delle comunità e nella fiducia che lega le aziende ai propri clienti”.
Di seguito le richieste avanzate dall’associazione.
Automatismo delle tutele per i soggetti vulnerabili – Attivazione d’ufficio della sospensione dei pagamenti per tutte le utenze intestate a percettori di bonus sociale o con ISEE sottosoglia.
Azzeramento delle quote fisse e degli oneri per immobili inagibili – Esenzione totale delle quote fisse di rete, degli oneri generali di sistema e, per il settore idrico, dei corrispettivi di acquedotto, fognatura e depurazione per tutte le utenze asservite a immobili dichiarati inagibili, per l’intero periodo di inagibilità certificata.
Estensione dei piani di rateizzazione – Piani con durata minima di 24 mesi per debiti superiori a 300 euro, elevabile fino a 36 mesi per debiti superiori a 1.000 euro, mantenendo l’assenza totale di interessi.
Semplificazione burocratica e supporto attivo – Accettazione dell’autocertificazione prevista dalla Delibera Arera senza richiedere documentazione integrativa non prevista dal provvedimento. L’esperienza delle precedenti emergenze ha dimostrato che alcuni operatori tendono a interpretare restrittivamente i requisiti, creando ostacoli burocratici non giustificati.
Comunicazioni proattive e trasparenti – Invio di comunicazioni scritte personalizzate tramite posta ordinaria, SMS ed e-mail a tutte le utenze, informando i cittadini delle tutele disponibili e delle modalità concrete di accesso con linguaggio chiaro e semplificato. Attivazione di numeri verdi dedicati all’emergenza Harry, con operatori specificamente formati e tempi di attesa ridotti.
Blocco effettivo delle procedure di morosità – Sospensione immediata e retroattiva, con decorrenza dal 18 gennaio 2026, di tutte le procedure di distacco, riduzione di potenza, solleciti di pagamento e segnalazioni a centrali rischi per le utenze localizzate nei territori colpiti. Nel caso di distacchi già effettuati, ripristino gratuito e prioritario delle forniture con accredito di indennizzi automatici raddoppiati.
Trasparenza nella fatturazione post-emergenza – Adozione di formato di fattura semplificato che indichi chiaramente l’importo totale del debito pregresso sospeso, il piano di rateizzazione applicato, l’importo della singola rata e le relative scadenze. La bolletta deve distinguere nettamente i consumi correnti dalle quote rateizzate riferite al periodo di sospensione.
Contrasto alle pratiche commerciali scorrette – Sospensione volontaria delle attività di telemarketing nei territori colpiti per almeno 6 mesi. Collaborazione attiva con le associazioni dei consumatori nella segnalazione di pratiche fraudolente messe in atto da operatori terzi.
Ulteriori richieste specifiche per settore Energia – Sospensione dei canoni di concessione rete per impianti fotovoltaici danneggiati senza decadenza dei diritti di allaccio, verifica straordinaria gratuita della sicurezza degli impianti interni prima del ripristino delle forniture.
Ulteriori richieste specifiche per settore idrico – Esenzione totale dalle componenti UI per immobili inagibili, ripristino gratuito dei contatori danneggiati, fornitura di acqua potabile tramite autobotti nelle zone prive di servizio.
Ulteriori richieste specifiche per settore rifiuti – azzeramento della TARI per immobili sgomberati, ritiro gratuito e illimitato di rifiuti ingombranti e materiali edili derivanti dalle operazioni di pulizia, fornitura gratuita di nuovi contenitori.
“Attendiamo risposte dalle aziende nei prossimi giorni – afferma Giacomelli – e siamo disponibili a organizzare tavoli di confronto tecnico per definire congiuntamente protocolli operativi che rendano effettive le misure proposte, garantendo sostenibilità economica per gli operatori e tutela reale dei consumatori. Il Ciclone Harry ha colpito duramente migliaia di famiglie e imprese del Mezzogiorno. In questa fase critica, la responsabilità sociale delle aziende erogatrici di servizi essenziali non può limitarsi al mero adempimento delle prescrizioni minime di legge, ma deve tradursi in un impegno concreto per garantire dignità e supporto effettivo ai cittadini colpiti”.
I cittadini residenti nei Comuni colpiti dal Ciclone Harry possono rivolgersi all’associazione Codici per richiedere informazioni e supporto sulle misure introdotte dalla Delibera Arera. È possibile telefonare al numero 065571996, inviare un messaggio WhatsApp al numero 3757793480 oppure scrivere un’e-mail all’indirizzo segreteria.sportello@codici.org.
