Traghetti, ad agosto costi alle stelle
Federconsumatori: traghetti sempre più cari per chi viaggia verso Sardegna e Sicilia in agosto
Caro traghetti ad agosto 2026 (Foto Pixabay)
Per il prossimo agosto il costo dei traghetti sarà alle stelle. Il trasporto marittimo verso le isole, Sicilia e Sardegna, è protagonista di rincari considerevoli che peseranno su chi si accinge a prenotare e partire nel cuore dell’estate 2026. Ad agosto, mese centrale per viaggi e vacanze e per chi rientra a casa da altri territori d’Italia, i biglietti per i traghetti aumenteranno in media del 15-18% rispetto allo scorso anno (a seconda che si viaggi in poltrona o in cabina) e di percentuali comprese fra il 78% (viaggio in cabina) e l’82% (in poltrona) se si confrontano i prezzi di agosto con quelli di maggio di quest’anno.
Il caro traghetti 2026
Il prezzo analizzato fa riferimento a un viaggio in traghetto per una famiglia di due persone e un bambino e alle settimane centrali di agosto. Secondo il monitoraggio dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha preso in considerazione diverse tratte marittime, quella che ha registrato l’incremento di prezzo maggiore è la Livorno-Olbia, con un +29% sul prezzo dello stesso periodo del 2025.
Il collegamento con i prezzi più alti è Livorno-Palermo, che ad agosto, per una famiglia di due persone e un bambino, con auto a seguito, viene a costare 946,50 euro se si viaggia in poltrona e ben 1.484,90 euro se si prende la cabina (prezzo andata e ritorno).
Sono di tutto rilievo le variazioni di prezzo che emergono se si confrontano i prezzi applicati a maggio 2026 e quelli previsti per agosto di quest’anno: in media le tariffe risultano più elevate del +82% per la poltrona e del +78% per la cabina.
Ad agosto 2026, ad esempio, per una famiglia di tre persone il traghetto sulla tratta Civitavecchia-Cagliari servono 506 euro per il viaggio in poltrona e 766 per la traversata in cabina, con un rincaro del 25% e 50% rispettivamente nel confronto con maggio 2026. Per la tratta Civitavecchia-Olbia servono rispettivamente 769 euro e 880 euro, con un rincaro del 74% e 67% su maggio. Sulla Napoli-Palermo, per il viaggio in traghetto ad agosto servono dai 527 ai 750 euro, con rincari rispetto a maggio compresi fra il 12% e il 28% a seconda che si viaggi in poltrona o in cabina (QUI le tabelle di Federconsumatori).
Monitorare le tariffe delle compagnie di navigazione
Tra le principali cause dei rincari, spiega Federconsumatori, c’è certamente l’aumento del costo del carburante, fortemente influenzato dalle tensioni geopolitiche internazionali e dal conflitto in Medio Oriente. Per l’associazione servono interventi urgenti per evitare che siano ancora una volta i cittadini a pagare il prezzo più alto.
“Chiediamo al Governo misure di sostegno al settore, mettendo in campo delle iniziative necessarie a garantire continuità operativa delle tratte marittime e un monitoraggio costante delle tariffe applicate dalle compagnie di navigazione, al fine di evitare speculazioni”, afferma Federconsumatori.
L’aumento dei prezzi dei traghetti incide non solo sul turismo ma anche sulla vita quotidiana dei residenti. E compromette il diritto alla continuità territoriale, secondo cui tutti i cittadini devono poter raggiungere il resto del territorio nazionale a condizioni eque e accessibili, indipendentemente dal luogo in cui vivono.
Sicilia: “Prezzi fuori dal mercato”
Dalle sede locali, la denuncia è quella del salasso che pesa sui cittadini che vivono fuori dalle isole e vogliono tornare a casa durante l’estate. È ad esempio il caso del caro voli verso la Sicilia. E ora anche del caro traghetti.
Commenta il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa: “Chiedere 1.484 euro per un viaggio A/R da Livorno a Palermo è, senza mezzi termini, improponibile per la maggior parte dei siciliani che vivono al nord Italia. Si tratta di una cifra quasi pari allo stipendio mensile di un collaboratore scolastico, poco meno dello stipendio di un insegnante. Ancor più grave è che, per lo stesso viaggio, il prezzo raddoppia letteralmente da maggio ad agosto e non va meglio nemmeno per le altre tratte con destinazione Sicilia. Queste cifre non fanno altro che confermare ciò che diciamo da tempo: la Sicilia ha bisogno di un piano trasporti ad hoc, specifico per i periodi di domanda massima. Lo abbiamo detto per il trasporto aereo e lo ribadiamo anche per quello marittimo: questi prezzi sono fuori dal mercato, per tornare in Sicilia in estate non c’è alcuna alternativa al salasso e questo, ovviamente, ci rende dei cittadini di serie B”.
