Sostenibilità, l’Italia accelera: il Festival ASviS chiude guardando al 2030
Alla Camera dei Deputati l’evento conclusivo della decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Dalle parole di Mattarella agli appelli di Parisi e Giovannini: servono scelte concrete, cooperazione e una rapida transizione energetica.
Si è conclusa a Roma, presso la Camera dei Deputati, la decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Un appuntamento dedicato alla sostenibilità che, in dieci anni, è diventato il principale punto di riferimento nazionale sui temi dell’Agenda 2030 e dello sviluppo sostenibile.
L’edizione 2026 ha registrato numeri importanti: quasi 1.200 eventi organizzati dalla società civile, dalle istituzioni e dal mondo produttivo, oltre 100 milioni di impression sui social e più di 1,8 milioni di visualizzazioni streaming. Otto le città coinvolte direttamente dagli eventi ASviS – da Milano a Bari, fino a Roma – in un percorso che ha animato il dibattito pubblico su ambiente, economia, salute, innovazione e inclusione sociale.
Il richiamo di Mattarella: “Serve cooperazione”
Tra i momenti più significativi dell’evento conclusivo, il videomessaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ribadito la necessità di affrontare le grandi crisi globali attraverso la cooperazione internazionale.
Secondo il Capo dello Stato, senza valori condivisi, responsabilità comune e capacità di lavorare insieme non sarà possibile costruire pace, benessere e tutela dell’ambiente. Mattarella ha inoltre riconosciuto il ruolo svolto da ASviS in questi dieci anni nel diffondere una cultura della sostenibilità capace di coinvolgere cittadini, istituzioni, imprese e mondo scientifico.
Un messaggio particolarmente significativo in una fase storica segnata da guerre, instabilità geopolitica e crisi climatiche sempre più frequenti.
I prossimi 18 mesi saranno decisivi
Al centro dell’incontro anche il tema delle politiche future. Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS, ha spiegato come il prossimo anno e mezzo rappresenti un’occasione cruciale per recuperare il ritardo accumulato dall’Italia sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
Secondo il Rapporto di Primavera 2026 presentato durante il Festival, senza un cambio strutturale nelle politiche economiche, ambientali e sociali il nostro Paese rischia di non raggiungere molti dei target fissati dall’Agenda 2030.
Per questo ASviS chiede una profonda revisione della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile e un utilizzo più coerente delle risorse europee e del post-PNRR, affinché gli investimenti siano realmente orientati alla transizione ecologica, sociale ed energetica.
La sostenibilità come fattore economico
Uno dei dati più interessanti emersi dal Rapporto riguarda il rapporto tra sostenibilità e competitività economica. Le imprese maggiormente orientate ai criteri ESG – cioè attente agli aspetti ambientali, sociali e di governance – hanno registrato tra il 2017 e il 2024 una crescita dei ricavi del 65%, superiore rispetto alle aziende meno sensibili a questi temi.
Un segnale che conferma come la sostenibilità non sia più soltanto una questione etica o ambientale, ma anche una leva strategica per l’economia e l’innovazione.
Anche il Ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha sottolineato come oggi sostenibilità e politiche industriali siano ormai strettamente collegate, soprattutto in relazione alla competitività dell’Europa.
Energia, clima e salute: temi sempre più intrecciati
Grande attenzione è stata dedicata alla transizione energetica e agli effetti della crisi climatica. Il Premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi ha ribadito l’urgenza di accelerare l’abbandono delle fonti fossili puntando sulle energie rinnovabili e sulle tecnologie già disponibili.
Parisi ha inoltre evidenziato come cambiamento climatico, disuguaglianze sociali e pace siano temi profondamente collegati, sottolineando che rimandare le decisioni sarebbe “l’errore più grave”.
Nel corso del Festival si è parlato anche di salute pubblica e cambiamenti climatici. Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha richiamato la necessità di costruire una sanità sempre più orientata alla prevenzione, alla medicina territoriale e all’approccio “One Health”, che collega salute umana, ambiente e qualità della vita.
Giovani, IA e nuove sfide sociali
Tra i temi centrali dell’edizione 2026 anche il ruolo delle nuove generazioni. ASviS ha annunciato la nascita della prima Assemblea Nazionale sul Futuro, composta da giovani under 35 chiamati a confrontarsi su lavoro, scuola, clima, casa e intelligenza artificiale.
Una delle grandi sfide del prossimo futuro è proprio l’IA: secondo i partecipanti al Festival, serviranno regole, trasparenza e controllo umano per evitare effetti negativi su diritti, occupazione e democrazia.
Ampio spazio anche ai temi dell’accessibilità, della mobilità sostenibile, della blue economy e dell’insicurezza alimentare, affrontati con un approccio multidisciplinare che ha coinvolto esperti, istituzioni e rappresentanti del terzo settore.
Un Festival che coinvolge tutta la società
A confermare la crescita del Festival non sono solo i numeri, ma anche la capacità di coinvolgere mondi diversi: università, imprese, associazioni, fondazioni, media e giovani generazioni.
Nel corso delle settimane sono stati realizzati podcast, incontri pubblici, rassegne culturali e campagne di sensibilizzazione, tra cui “Diamo luce alla sostenibilità”, che ha accompagnato questa edizione con l’idea simbolica delle “luci ancora da accendere” sui Goal dell’Agenda 2030.
Un messaggio che sintetizza bene il senso dell’intera manifestazione: molto è stato fatto, ma il tempo per raggiungere gli obiettivi fissati al 2030 si sta rapidamente riducendo.
