Sanità, approvato il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 in Conferenza Stato-Regioni
Il PNP 2026-2031 prevede un rafforzamento delle risorse dedicate alla prevenzione, con ulteriori 50 milioni di euro stanziati per il 2026. Cittadinanzattiva: vigileremo perché sia attuato in maniera uniforme sui territori
Sanità, approvato il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 in Conferenza Stato-Regioni (Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/geralt-9301/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=9821469">Gerd Altmann</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=9821469">Pixabay</a>)
Via libera in conferenza Stato-Regioni all’adozione del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2026-2031. Rispetto ai precedenti Piani – si legge in una nota del Ministero della Salute – il PNP 2026-2031 prevede un rafforzamento delle risorse dedicate alla prevenzione, con ulteriori 50 milioni di euro stanziati per il 2026 a sostegno delle attività preventive territoriali e degli adempimenti previsti dall’Intesa Stato-Regioni.
“Il PNP 2026-2031, in continuità con il passato, conferma l’approccio One Health, punta alla tutela della salute lungo tutto il corso della vita, a migliorare l’appropriatezza e l’equità degli interventi di prevenzione e promozione della salute su tutto il territorio nazionale”.
Cosa prevede il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031
Sono sette le aree di intervento prioritarie: malattie croniche non trasmissibili; dipendenze e problemi correlati; incidenti stradali e domestici; salute, sicurezza e benessere dei lavoratori; ambiente, clima e salute; malattie infettive prioritarie; sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria.
In particolare prosegue nel contrasto delle principali malattie croniche non trasmissibili, come le patologie cardio-cerebrovascolari, oncologiche, respiratorie e metaboliche, ma punta anche a dare risposte mirate e tempestive per affrontare le sfide emergenti nel campo della salute pubblica. Fra queste, gli effetti dei cambiamenti climatici e ambientali sulla salute, il riemergere di malattie infettive, l’invecchiamento della popolazione con l’aumento delle condizioni di fragilità e disabilità, la salute mentale e il benessere psicologico.
La prevenzione si declinerà d’ora in avanti a livello regionale, in base a Programmi Predefiniti (PP), non più in base a Programmi Liberi (PL). Ci saranno obiettivi e indicatori di monitoraggio fissati a livello centrale, in modo da avere caratteristiche uguali su tutto il territorio nazionale. La valutazione dei Piani regionali rientra tra gli adempimenti previsti dal sistema di verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
I PP passano da dieci a quattordici, con l’aggiunta dei piani per la sicurezza alimentare e di sanità pubblica veterinaria, per gli screening oncologici, la promozione della salute nei primi mille giorni e per la gestione integrata della cronicità.
Inoltre vengono introdotte attività obbligatorie da realizzare sui territori, per le 14 aree tematiche, affinché gli interventi di prevenzione siano garantiti in modo omogeneo in tutte le Regioni, a partire dagli screening oncologici con particolare riferimento all’ampliamento graduale dello screening colorettale alla fascia 70-74 anni e dello screening mammografico tra 45-49 e 70-74 anni.
Tra le novità, c’è anche la previsione di un Gruppo di coordinamento del Piano, composto da istituzioni sanitarie centrali e regionali, e di un Tavolo interistituzionale composto da Ministeri ed enti di vari settori, coinvolti a vario titolo negli obiettivi del PNP e dei Piani Regionali della Prevenzione (PRP). È previsto, inoltre, l’avvio di un tavolo di lavoro con Agenas per la definizione di standard di riferimento dei Dipartimenti di prevenzione territoriali per migliorarne l’efficienza, anche con un’adeguata dotazione di personale.
Cittadinanzattiva: un piano necessario
Per Cittadinanzattiva “l’approvazione in Conferenza Stato Regioni è una buona notizia per i cittadini“.
“A nostro parere – ha dichiarato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva – è un segnale positivo di quel patto fra istituzioni, nazionale e territoriali, che da tempo stiamo chiedendo a gran voce come imprescindibile per il rilancio del nostro Servizio sanitario nazionale. Apprezziamo inoltre l’idea di fondo di questo Piano, nei cui pilastri fondamentali ritroviamo una sinergia rispetto ad alcune delle nostre principali politiche e attività, come la prospettiva della One Health, la salute in tutti i luoghi, le scuole come luogo di salute, il riferimento alle politiche sui primi mille giorni”.
“Il Piano inoltre introduce un sistema di monitoraggio più stringente per documentare lo stato di avanzamento delle Regioni rispetto agli obiettivi previsti dallo stesso da qui al 2031 e questo ci sembra particolarmente indicativo perché crea un collegamento diretto rispetto ai Lea – ha proseguito Mandorino. – Ci colpisce inoltre il focus innovativo sui primi mille giorni rappresentato nel Piano come una finestra di opportunità irripetibile per costruire la salute futura e per azzerare le disuguaglianze di partenza. Ora la palla passa alle Regioni, che dovranno tradurre queste direttrici in Piani Regionali della Prevenzione concreti entro il 30 novembre 2026″.
“Come Cittadinanzattiva – ha concluso – vigileremo affinché l’approccio intersettoriale previsto dal Piano diventi una garanzia esigibile per tutti i bambini e i genitori in Italia, indipendentemente dalla loro condizione socio-economica o dalla Regione in cui vivono.”
