Dati sanitari dei passeggeri con mobilità ridotta, il Garante privacy sanziona Emirates

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In relazione a una vicenda che ha coinvolto Emirates, il Garante Privacy ha ricordato che le compagnie aeree devono assicurare il rispetto dei principi di trasparenza sul trattamento dei dati sanitari dei passeggeri con disabilità o mobilità ridotta, e limitarne la conservazione al periodo strettamente necessario al perseguimento di tali finalità

Dati sanitari dei passeggeri con mobilità ridotta, il Garante privacy sanziona Emirates

Dati sanitari dei passeggeri con mobilità ridotta, il Garante privacy sanziona Emirates (foto Pixabay)

Il Garante Privacy, a seguito del reclamo di una passeggera, ha sanzionato la compagnia aerea Emirates per 180mila euro.

Secondo la reclamante – si legge in una nota del Garante – la compagnia subordinava l’erogazione dell’assistenza alla compilazione del modulo Medif (Medical information for fitness to travel or medical assistance) – destinato alla raccolta di informazioni sullo stato di salute del passeggero, di dati relativi al medico curante e agli eventuali accompagnatori – pur non rientrando tra le categorie di passeggeri tenute a compilare tale documentazione.

Inoltre è risultata “inadeguata l’informativa sul trattamento dei dati raccolti tramite il modulo“.

“Le compagnie aeree – ha ribadito l’Autorità – possono trattare i dati sanitari dei passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta (Pmr) senza acquisirne il consenso quando ciò sia necessario per garantire la sicurezza del trasporto e l’assistenza durante il viaggio, secondo quanto previsto dalla normativa di settore. Devono però assicurare il rispetto dei principi di trasparenza sul trattamento dei dati e limitarne la conservazione al periodo strettamente necessario al perseguimento di tali finalità”.

Dati sanitari dei passeggeri con disabilità o mobilità ridotta, il caso Emirates

Nel corso dell’istruttoria, nell’ambito della quale è stato consultato anche l’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), il Garante ha ritenuto “legittimo il trattamento dei dati sanitari, in quanto necessario a garantire il trasporto sicuro e l’assistenza ai passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta. Tuttavia sono emerse violazioni degli obblighi di trasparenza e del principio di limitazione della conservazione dei dati“.

In particolare – spiega l’Autorità – “Emirates non forniva agli interessati un’informativa sufficientemente chiara e completa né attraverso il proprio sito web né tramite il personale incaricato dell’assistenza. Inoltre, la compagnia conservava i dati sanitari raccolti mediante il modulo Medif per un periodo di sette anni, ritenuto dall’Autorità eccessivo e non proporzionato rispetto alla finalità perseguita, limitata all’organizzazione e al corretto svolgimento del viaggio”.

Il Garante ha quindi ordinato a Emirates di aggiornare l’informativa privacy, specificando quali categorie di passeggeri siano tenute a compilare il modulo Medif e quali sezioni dello stesso siano effettivamente obbligatorie. Inoltre ha imposto alla compagnia di definire tempi di conservazione coerenti con le finalità del trattamento e di cancellare i dati conservati oltre il periodo ritenuto congruo.

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