Sostanze pericolose in prodotti elettrici ed elettronici, il test: la metà supera i limiti consentiti
Le autorità di vigilanza del mercato (AVM) hanno indagato la presenza di sostanze pericolose in 107 dispositivi elettronici economici e di uso comune, dotati di connettori USB o pannelli solari
Sostanze pericolose in prodotti elettronici, il test: la metà superava i limiti consentiti (foto Pixabay)
Un’indagine finanziata dall’UE sui livelli di sostanze pericolose in 173 prodotti elettrici ed elettronici ha rilevato che la metà superava i limiti consentiti. I test sono stati organizzati dalla Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI (DG GROW) della Commissione europea.
Sostanze pericolose in prodotti elettrici ed elettronici, il test
Le autorità di vigilanza del mercato (AVM) hanno selezionato 107 dispositivi elettronici economici e di uso comune, dotati di connettori USB o pannelli solari, come ventilatori, altoparlanti, orologi intelligenti, torce e luci da giardino da sottoporre a test.
Sono stati esaminati anche 32 elettrodomestici da cucina, come tostapane, cialde, frullatori, spremi agrumi e saliere elettriche, e 22 articoli per la cura della persona, come asciugacapelli, spazzole ad aria calda, rasoi, regolabarba e strumenti per il massaggio. I prodotti rimanenti rientrano in altre categorie.
In particolare, il test ha analizzato i livelli di metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente), ritardanti di fiamma bromurati (PBB e PBDE) e plastificanti (ftalati: DEHP, BBP, DBP e DIBP), il cui uso è limitato dalla direttiva UE sulla restrizione delle sostanze pericolose (RoHS).
Livelli elevati di piombo (e cadmio) sono stati rilevati più frequentemente nei punti di saldatura (82 campioni non conformi). I plastificanti erano prevalenti nell’isolamento e/o nelle guaine dei cavi USB, dei cavi di alimentazione e delle spine, in particolare nel PVC morbido (51 campioni non conformi). I ritardanti di fiamma bromurati sono stati rilevati nelle parti in plastica dura di cinque campioni, mentre il cromo esavalente è stato rilevato nelle viti metalliche e nei componenti metallici iridescenti di tre campioni analizzati.
Gli acquisti online, invece, hanno registrato un tasso di insuccesso più elevato: 49 non hanno soddisfatto i requisiti, rispetto ai 37 prelevati nei negozi.
Le verifiche sulla documentazione e sulla marcatura CE
Separatamente, i prodotti sono stati controllati per verificare la presenza delle marcature e della documentazione richieste.
In particolare, sono stati riscontrati problemi in 41 (24%) dei prodotti, tra cui la mancanza, l’insufficiente visibilità o l’illeggibilità del marchio CE o la sua facile cancellazione. Alcune carenze riguardavano l’assenza di informazioni relative a un punto di contatto con sede nell’UE. Combinando i test di laboratorio e i controlli delle marcature, un totale di 91 prodotti (53%) su 173 non ha superato la prova.
Le AVM, quindi, hanno informato le imprese in merito alle non conformità e hanno segnalato molti di questi prodotti sulla piattaforma Safety Gate, il sistema di allerta rapido dell’UE per i prodotti non alimentari pericolosi.
Per i 91 prodotti non conformi è stata adottata una serie di misure. Tra queste il ritiro dal mercato prima che raggiungano i consumatori e il divieto di vendita.
Sostanze pericolose in prodotti elettronici, le raccomandazioni delle AVM
Alla luce dei risultati emersi dal test, le AVM consigliano ai consumatori che acquistano prodotti elettronici di consultare Safety Gate per verificare che l’acquisto previsto non sia elencato come dannoso. Inoltre, le AVM raccomandano agli acquirenti di evitare i prodotti sospettosamente economici e di verificare che il venditore o il fornitore abbia un indirizzo UE.
Le AVM raccomandano di cercare il marchio CE e ricordano la differenza tra il marchio di conformità CE e le imitazioni (spesso indicate erroneamente come China Export), che non sono marchi CE ufficiali e possono indicare informazioni errate o fuorvianti.
A produttori, importatori e distributori si richiede, invece, di “comprendere bene le proprie responsabilità e lavorare solo con partner affidabili. Devono essere a conoscenza della legislazione UE applicabile, tra cui la direttiva sulla Restrizione delle sostanze pericolose (RoHS) e assicurarsi che i loro prodotti siano conformi prima di immetterli sul mercato dell’UE”.
Infine, le AVM chiedono agli operatori economici di controllare “attentamente tutta la documentazione del prodotto, dalle informazioni fornite prima dell’ordine ai rapporti di prova”, che deve essere fornita su richiesta.
