Sicurezza online dei minori, Eurobarometro: europei preoccupati per i rischi sui social media
Fra i rischi dei minori sui social media, in cima alle preoccupazioni degli europei ci sono il cyberbullismo e il rischio di adescamento e sfruttamento sessuale
Sicurezza online dei minori, Eurobarometro: europei preoccupati per i rischi sui social media (Foto Ron Lach per Pexels)
La sicurezza online dei minori preoccupa gli europei, che chiedono un’azione più incisiva. Come ricorda il Child Safety Report, il 92% degli europei ritiene che rafforzare la protezione di bambini e giovani online debba essere una priorità per l’Unione europea. E l’Eurobarometro Flash appena pubblicato affronta fra i suoi temi anche quello della sicurezza online dei minori.
I rischi dei bambini sui social media
Gli europei sono “estremamente preoccupati per tutti i rischi che i bambini affrontano sui social media – evidenzia la Commissione europea – In un contesto di crescente dipendenza dai social media, i cittadini ravvisano la necessità di una migliore protezione e di un’azione più incisiva per contrastare la disinformazione”.
Ma quali sono i rischi principali che i bambini corrono online secondo gli europei? Il rischio di cyberbullismo e di molestie, citato dal 71% degli intervistati, e il rischio di adescamento online o sfruttamento sessuale dei bambini sui social media (70%) sono le maggiori preoccupazioni espresse dagli europei.
Sono in cima alla lista delle preoccupazioni, seguite dall’esposizione a contenuti dannosi come la violenza, l’autolesionismo o l’estremismo (69%) e dall‘uso improprio dei dati personali dei bambini (69%). Maggioranze significative indicano anche il rischio che i bambini siano reclutati per attività illegali (64%) ed esposti alla progettazione di piattaforme che creano dipendenza (60%).
Cosa deve fare l’Europa?
Da qui la richiesta che l’Europa faccia di più. Quasi due europei su tre (63%) desiderano norme dell’UE che limitino l’accesso dei minori ai social media in base all’età. Nel dettagli, il 36% degli europei ritiene che l’Ue dovrebbe adottare norme a livello europeo che vietino ai fornitori di social media di offrire i propri servizi ai minori di una certa età, mentre il 27% ritiene che l’UE dovrebbe adottare norme a livello europeo che obblighino i fornitori di social media a ritardare l’accesso a determinati social media non sicuri per i minori di una certa età.
Il 15 % si dichiara favorevole al rafforzamento delle risorse di contrasto, mentre solo il 13 % preferisce lasciare il controllo ai genitori e alle scuole senza un ulteriore intervento dell’Ue.
Ampliando lo sguardo all’uso dei social media, il 66% degli europei vi ricorre ogni giorno per avere informazioni su temi di attualità o di politica. In tale contesto, gli europei indicano come priorità assolute quelle di contrastare le informazioni false o fuorvianti e sanzioni più severe per i contenuti online illegali, e norme più rigorose per le piattaforme, seguite da un’etichettatura chiara dei contenuti generati o manipolati dall’Intelligenza artificiale. E da una soglia di età minima per l’accesso ai social media: lo chiede il 37% e una previsione in tal senso è stata elaborata dal Panel speciale sulla sicurezza online dei minori. Fra le richiesta c’è anche quella di avere maggiori investimenti nell’alfabetizzazione mediatica e nella verifica indipendente dei fatti.
