Sicurezza dei minori online, esperti Ue: restrizioni ai social media sotto i 13 anni e approccio basato sull’età

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Il Panel speciale di esperti sulla sicurezza dei minori online della Ue ha pubblicato la sua relazione su minori e social media. Propone un approccio basato sull’età, restrizioni all’accesso ai social media sotto i 13 anni, responsabilità delle piattaforme

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Sicurezza dei minori online, esperti Ue: restrizioni ai social media sotto i 13 anni e approccio basato sull’età (Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/cyndidyoder83-4721719/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=5224456">Cyn Yoder</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=5224456">Pixabay</a>)

La sicurezza dei minori online richiede un approccio basato sull’età, “sicurezza fin dalla progettazione” dei social media e una serie di raccomandazioni che uniscano la consapevolezza dei rischi a quella delle opportunità che arrivano da social media e tecnologie digitali. Fra le iniziative proposte, quella di prevedere una restrizione per i minori di 13 anni. Ma non solo.

In questi giorni il Panel speciale di esperti sulla sicurezza dei minori online della Commissione europea ha presentato la sua relazione finale Child Safety Online. Questa evidenzia “le sfide cruciali che i bambini affrontano online e fornisce raccomandazioni e spunti per una migliore protezione e responsabilizzazione dei minori, nonché per un utilizzo appropriato all’età dei social media e di altri servizi digitali”.

Restrizioni under 13  e responsabilità dei provider

La relazione propone una restrizione armonizzata a livello dell’Unione europea all’accesso ai social media e ad altri servizi digitali per i minori di 13 anni. L’introduzione di sistemi efficaci di verifica dell’età per controllare l’età degli utenti e sostenere un approccio basato sulla “sicurezza fin dalla progettazione”, safety by design, e adeguato all’età. Altra proposta è quella di trasferire l’onere della prova ai fornitori di social media e di altri servizi digitali affinché dimostrino che i loro prodotti e servizi sono sicuri per i minori.

Social media, rischi e opportunità per i minori online

Social media e servizi digitali offrono a bambini e adolescenti opportunità di apprendimento, interazione, partecipazione, ma allo stesso tempo c’è una consapevolezza diffusa sui rischi che pongono a un sano sviluppo dei minori. Fra i rischi, l’uso eccessivo dei social media, legato a caratteristiche che creano dipendenza e l’esposizione a contenuti dannosi.

In generale l’elevato uso di social media e di servizi digitali da parte di bambini e adolescenti è associato a una serie di criticità che vanno da problemi di sonno e concentrazione, a depressione e ansia. La progettazione stessa dei social e delle tecnologie favoriscono la dipendenza e incoraggiano il controllo compulsivo e la «paura di perdersi qualcosa» (FOMO). I minori online rischiano di essere esposti a contenuti criminali e illegali, ad abusi sessuali, adescamento, cyberbullismo, incitamento all’odio, deepfake sessuali.

Allo stesso tempo, quando i minori sono in grado di interagire in modo sicuro online e possiedono solide competenze digitali, l’uso dei social media e di altri servizi digitali può favorire il benessere e la connessione sociale, fornire reti di sostegno tra coetanei, opportunità di espressione personale, impegno civico e apprendimento autonomo, miglioramento del pensiero critico, capacità di rilevare disinformazione.

In un contesto di questo tipo, l’introduzione di limiti di età non serve a “scagionare” le piattaforme.

“Social media e altri provider di servizi digitali conservano la responsabilità primaria per la sicurezza dei servizi che sviluppano e forniscono”.

“Finché non dimostreranno che i loro servizi sono sicuri fin dalla progettazione, i fornitori di social media e di altri servizi digitali dovrebbero avere un accesso limitato ai bambini di età inferiore ai 13 anni nell’UE – si legge nella relazione – Oltre alle restrizioni a livello dell’UE, gli Stati membri potrebbero introdurre ulteriori restrizioni di età a titolo precauzionale per gli adolescenti di età superiore ai 13 anni”.

Un approccio ai social media basato sull’età

I diritti dei bambini valgono online come offline; allo stesso tempo, i giovani devono essere messi in grado di poter sfruttare le opportunità che arrivano dalle tecnologie digitali. Nella Ue stessa c’è attenzione crescente alla sicurezza online e alla previsione di un’età minima per accedere ai social media: in diversi stati misure legislative propongono un’età di 15 o 16 anni.

A partire da queste considerazioni, la relazione del Panel di esperti propone dunque un approccio alla sicurezza online dei minori che tenga conto delle fasi di sviluppo distinguendo tra le varie fasce d’età.

Secondo questo schema, i bambini di età inferiore ai 3 anni sono esposti principalmente a rischi relazionali e alla “tecnoreferenza” in quanto utenti passivi di Internet. I rischi derivano in gran parte dal fatto che chi si prende cura di loro sostituisce l’interazione diretta con il tempo trascorso davanti allo schermo per “calmare” o distrarre i bambini piccoli. Ciò può influire sulla capacità di concentrazione dei bambini, sull’acquisizione del linguaggio e sullo sviluppo socio-emotivo. Fra i 3 e i 5 anni, i bambini iniziano a utilizzare i dispositivi in modo autonomo sotto supervisione ma sono sempre più esposti ai rischi presenti negli ambienti online e legati a una maggiore esposizione agli schermi.

Tra i 6 e i 9 anni, l’uso dei social media e di altri servizi digitali aumenta in modo significativo. Il feedback esterno proveniente dal mondo online (ad esempio, “mi piace”, punteggi e classifiche) si intreccia con l’autostima emergente e sulle competenze che si stanno sviluppando nel bambino. Si rischia in questa fase di amplificare l’ansia legata al confronto con i coetanei e di aumentare la vulnerabilità al cyberbullismo e ai discorsi d’odio.

Tra i 10 e i 12 anni, si legge nel report, l’accesso dei bambini ai social media e agli spazi online diventa un prerequisito fondamentale per la partecipazione sociale. A questa età, i bambini si trovano ad affrontare “la convergenza più acuta tra le sensibilità legate allo sviluppo e l’amplificazione determinata dalle piattaforme”.

Tra i 13 e i 15 anni, gli adolescenti passano a un uso sempre più autonomo dei social media e di altri servizi digitali. La supervisione degli adulti diventa sempre meno efficace.

Infine fra i 16 e i 18 anni gli adolescenti consolidano identità e autonomia; sono più preparati a gestire i rischi che affrontano online, ma questo non li salva da rischi di dipendenza, ansia e problemi di salute mentale legati ai social media.

Minori online e social media, le raccomandazioni per età

Il report propone dunque una serie di raccomandazioni divise per età, basate sull’esigenza di trovare un equilibrio tra la necessità di proteggere i bambini e gli adolescenti online e il loro diritto di partecipare al mondo dei social media e dei servizi digitali, opportunità comprese.

Sotto i 2 anni di età, la raccomandazione è di evitare il ricorso a schermi e social media.

Dai 3 ai 12 anni il report propone un uso supervisionato dei social media e dei device digitali. Il ricorso sotto supervisione, per garantire alfabetizzazione e autonomia digitale graduale, riguarda in questa fase sia la scuola sia i genitori.

Dai 13 ai 18 anni è invece la fase dello sviluppo di un uso autonomo di social media e dispositivi digitali. In questa fascia di età gli adolescenti dovrebbero avere accesso solo a social media adeguati alla loro età e “sicuri by default”, con funzionalità di sicurezza fondamentali quali limiti allo scroll infinito a e ai sistemi di raccomandazione. Rimangono ancora essenziali controllo e supervisione. Dai 16 anni, evidenzia ancora il report, gli adolescenti acquistano maggiore autonomia digitale ma rimangono i rischi di imbattersi in contenuti pericolosi online, quindi rimane l’esigenza di dialogare con loro sulle esperienze online.

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