Energy drink, i pediatri: bambini e adolescenti li consumano già dai 12 anni (persino 9)
Gli energy drink sono sempre più diffusi fra bambini e adolescenti. Il 10% ne fa consumo frequente. Preoccupa l’esposizione precoce: fra i consumatori, quasi quattro su dieci ha iniziato a berli prima dei 12 anni. Società italiana di pediatria: “Non sono semplici bibite”
Energy drink, pediatri: consumi sempre più precoci (Foto Pixabay)
Energy drink sempre più diffusi fra bambini e adolescenti. Iniziano presto a consumare bevande energetiche, alcune volte anche prima dei 9 anni, spesso prima dei 12 anni.
Uno studio condotto su 430 bambini e adolescenti fra 9 e 17 anni evidenzia che il 65,1% ha consumato almeno occasionalmente energy drink e il 39,2% dei consumatori – quasi quattro su dieci – ha iniziato prima dei 12 anni. Il dato emerge da uno studio del Gruppo di Studio Adolescenza della Società Italiana di Pediatria (SIP), condotto su 430 ragazzi tra i 9 e i 17 anni, pubblicato su Italian Journal of Pediatrics (The effects of energy drink consumption in children and adolescents: a cross-sectional study and the recommendations of the Italian Pediatric Society).
Il consumo di energy drink
Gli energy drink non sono comuni bevande: sono concentrati di stimolanti, possono avere conseguenze pesanti sulla salute, far aumentare la pressione e la frequenza cardiaca. Ma sono facili da reperire e facili da acquistare anche perché, evidenziano i pediatri, in Italia oggi non esiste alcun limite di età per l’acquisto degli energy drink, liberamente disponibili nei supermercati e promossi anche attraverso lo sport, i social media e la pubblicità. Altrove si sta cercando di intervenire. Il Governo britannico ad esempio ha annunciato che da aprile 2027 in Inghilterra sarà vietata agli under 16 la vendita delle bevande energetiche ad alto contenuto di caffeina, quelle con oltre 150 milligrammi per litro.
Il consumo frequente di energy drink, evidenzia la ricerca dei pediatri, riguarda circa il 10% del campione ma quello occasionale investe il 65% degli intervistati. Preoccupa inoltre che bambini e adolescenti “arrivino” agli energy drink in età sempre più precoce: il 39,2% ha iniziato prima dei 12 anni e il 49% tra i 12 e 14. E questo nonostante il fatto che le principali società pediatriche raccomandano di evitarne il consumo sotto i 18 anni.
Non sono semplici bibite
“Le bevande energetiche non sono semplici bibite – ha detto Rino Agostiniani, Presidente della Società Italiana di Pediatria – Quando parliamo di energy drink parliamo di un concentrato di stimolanti. Non agisce solo la caffeina, ma un insieme di sostanze (taurina, guaranà, L- carnitina etc) che possono avere un effetto sinergico. Nei bambini e negli adolescenti questi ‘mix’ non sono adeguatamente studiati. Ecco perché andrebbero evitate nei minori di 18 anni e sotto i 12 anni l’attenzione deve essere ancora maggiore: non esiste una dose sicura, perché il cervello e il sistema cardiovascolare sono ancora in pieno sviluppo e l’organismo è più vulnerabile agli effetti della caffeina e degli altri stimolanti”.
Rischi per la salute
I rischi per la salute sono tanti. Spiega Elena Bozzola, del Gruppo di Studio Adolescenza SIP: “Le evidenze scientifiche indicano che i possibili rischi riguardano il sistema cardiovascolare e quello neurologico. In particolare vi è il rischio di un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca; nei soggetti predisposti sono stati descritti disturbi del ritmo cardiaco, che possono essere pericolosi in quei soggetti in cui non si è ancora giunti alla diagnosi di una patologia cardiaca. A questo si aggiungono disturbi del sonno, irritabilità, ansia e interferenze con i meccanismi di maturazione cerebrale, in una fase in cui il sistema nervoso è ancora in evoluzione. E un dato su cui bisogna riflettere è che è facile reperirli. Le ragioni più frequenti per cui i partecipanti hanno iniziato ad assumere bevande energetiche sono state il fatto di averle trovate al supermercato, i consigli degli amici e la pubblicità su internet o in televisione”.
Il consumo frequente non è comune, ma lo studio ha intercettato una esposizione precoce agli energy drink – già di per sé problematica – e molte incertezze nella conoscenza effettiva. I risultati evidenziano la necessità di “screening di routine, educazione mirata e strategie preventive per ridurre il consumo di energy drink” e proteggere bambini e adolescenti in quanto popolazioni vulnerabili.
“Abbiamo davanti un fenomeno diffuso, precoce e ancora sottovalutato – conclude Agostiniani – I dati ci dicono che servono più informazione, più prevenzione e una riflessione seria su possibili misure di tutela. La salute dei nostri ragazzi viene prima di qualsiasi strategia commerciale”.
Consapevolezza scarsa
La consapevolezza dei giovani è fragile, l’informazione scarsa. Oltre la metà degli adolescenti intervistati (52%) riconosce che le bevande energetiche possono comportare rischi per la salute ma quasi uno ragazzo su quattro ritiene gli energy drink sicuri in adolescenza. I giovani percepiscono l’esistenza di un rischio generico ma non conoscono le conseguenze concrete del consumo di questo tipo di bevande.
Un consumo in cui influisce il modello familiare. Un dato spesso sottovalutato ma che spiega l’accesso e la normalizzazione del consumo: in oltre il 40% dei casi almeno un familiare consuma energy drink. Quando dunque la bevanda è già presente nella quotidiano domestica, i ragazzi iniziano prima a consumarla e le consumano con più frequenza. Non solo perché è disponibile e conosciuta ma perché il consumo risulta normalizzato. Così come risulta normalizzato l’accesso attraverso promozione di eventi sportivi, pubblicità e marketing.
