Sicurezza balneare e in piscina, le linee guida per prevenire gli annegamenti

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In Italia si sono verificati oltre 600 annegamenti nel biennio 2024-2025. Dall’Osservatorio nazionale le raccomandazioni per prevenire gli incidenti

Sicurezza balneare e in piscina, le linee guida per prevenire gli annegamenti

Sicurezza balneare e in piscina, le linee guida per prevenire gli annegamenti (foto Pixabay)

In Italia si sono verificati oltre 600 annegamenti nel biennio 2024-2025: è quanto emerso dalla relazione annuale dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e incidenti in acque di balneazione.

Circa il 30% degli annegamenti riguarda persone con oltre 65 anni, circa 23% bambini e giovani fino a 24 anni, mentre per il 3% di casi non è stato possibile risalire all’età dei soggetti annegati. La maggior parte degli annegamenti avviene in mare (281) e nelle acque interne (277), che insieme rappresentano il 93% dei casi. Mentre un numero inferiore (37 annegamenti), ma importante se si considera che coinvolge principalmente i bambini e gli adolescenti, avviene nelle piscine.

Proprio in merito alla questione della sicurezza nelle piscine è arrivato il via libera dell’Aula della Camera all’emendamento al decreto Sport. Con sostegno bipartisan e 244 voti favorevoli – si apprende dall’Ansa – è stata approvata la norma che “introduce una stretta su impianti pubblici, privati aperti al pubblico e a uso collettivo e sarà in vigore a stretto giro, già a partire dall’1 agosto“.

In particolare – si legge – “i sistemi di ricircolo e le prese di aspirazione – dai bocchettoni alle griglie di fondo – dovranno garantire standard tali da impedire l’effetto ventosa. È invece saltato all’ultimo momento l’obbligo della cuffia da nuoto per gli under 16, inizialmente previsto con un emendamento della deputata della Lega Laura Cavandoli”.

Una stretta che fa seguito agli ultimi drammatici fatti di cronaca. “A metà Luglio, a Sestri Levante, – ricorda l’Ansa – una bambina di 11 anni è deceduta all’ospedale Gaslini di Genova dopo essere rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone di aspirazione di una piscina idromassaggio. Il 18 Luglio, a Milano Marittima un’altra bambina, di 4 anni austriaca, è annegata nella piscina di un hotel; a Monterotondo un bimbo di 5 anni è morto a causa di un improvviso malore mentre si trovava nella vasca dei piccoli durante le attività di un centro estivo, e tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati per omicidio colposo”.

Prevenire gli annegamenti, le linee guida dell’Osservatorio nazionale

L’Osservatorio, nella relazione annuale, ha indicato le regole da seguire per la sicurezza balneare e la prevenzione dei rischi.

Per i genitori e gli accompagnatori: al mare o in prossimità di un qualsiasi corpo idrico, non lasciate mai i bambini senza il vostro costante controllo neanche per una telefonata, un caffè, una breve chiacchierata. In Italia muoiono in media 16 bambini (0-14 anni) ogni anno a causa di queste distrazioni. Se avete una piscina domestica o condominiale fatela recintare e assicuratevi che i bambini non vi possano accedere senza accompagnamento (nei paesi che hanno adottato questa regola la mortalità dei bambini è stata praticamente azzerata). Fate in modo che i bambini imparino presto a nuotare.

Per giovani e adulti: non fate il bagno quando è issata la bandiera rossa. Nelle spiagge libere non viene quasi mai organizzato un sistema di segnalazione di condizioni di pericolo, ma se il mare è mosso non immergetevi e non avvicinatevi ad aree esposte o vicine al pericolo di onde neanche per l’attimo di una foto. Se vi trovate in difficoltà in mare perché spinti al largo da una corrente di ritorno (può accadere con il mare mosso in una spiaggia naturale ma anche a ridosso di strutture artificiali come moli e frangiflutti), nuotate lateralmente per uscirne, mai contro. Non vi tuffate mai senza prima conoscere il fondale del corpo idrico (profondità o presenza di sporgenze). Comunque, fate i primi tuffi di piedi, mai di testa (sono tanti gli incidenti gravi dovuti ai tuffi che vanno da esiti fatali a danni non recuperabili alla colonna vertebrale).

Per gli adulti e gli anziani: è necessario (specialmente col progredire dell’età, e comunque se non si è esperti e sufficientemente allenati) limitare le prestazioni faticose, evitare di immergersi in acqua in condizioni di mare sfavorevoli, e consultare comunque il proprio medico per consigli sui comportamenti da adottare in caso di patologie (il numero di incidenti per malore sopra i 60 anni è elevato, circa 120 persone l’anno).

Infine, le raccomandazioni per tutti: se frequentate ambienti fluviali e lacustri prestate attenzione alle basse temperature delle acque (shock termico), alle correnti particolarmente forti del corso d’acqua, al fondale, ai materiali presenti, alle sponde scoscese e instabili (circa 70 persone l’anno annegano nei fiumi).

Rispettate i divieti e leggete sempre attentamente le informazioni riportate nella cartellonistica riguardanti gli eventuali pericoli presenti, l’organizzazione e gli orari della sorveglianza, i numeri di telefono per il soccorso. Se non è presente la cartellonistica informatevi comunque sui possibili pericoli presenti nel corpo idrico che frequentate. Fare il bagno in presenza degli assistenti bagnanti è più sicuro e riduce il rischio di annegamento. Se frequentate le spiagge libere preferite i luoghi dove gli Enti gestori (Comuni, Autorità portuali o Regioni) si prendono cura della gestione della loro sicurezza.

 

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