Acqua, Dichiarazione di Milano: “Diritto umano fondamentale”

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L’acqua è un diritto umano fondamentale e il riconoscimento del diritto all’acqua è obiettivo imprescindibile del futuro delle nuove generazioni e di una società solidale. Si è chiusa con una dichiarazione congiunta in sette punti la due giorni “Rules of water, rules for life (Regole dell’acqua, regole per la vita)“, la prima edizione di un convegno internazionale che si è svolta a Milano sul tema dell’acqua come bene giuridico ed elemento fondamentale dello sviluppo sostenibile.

La Dichiarazione di Milano è stata lanciata ieri a conclusione dell’evento, che ha riunito 60 esperti da 14 Paesi del mondo per un Forum internazionale promosso dal Milan Center for Food Law and Policy, sotto gli auspici della Presidenza italiana del G7. “Il tema dell’acqua è strettamente legato alla qualità della vita, ma anche all’economia e allo sviluppo sostenibile di un Paese – ha detto aprendo il Forum Livia Pomodoro, Presidente del Milan Center for Food Law and Policy– L’imprenditoria italiana sta iniziando a mostrare grande interesse nei confronti di questo tema da un punto di vista di governance e di innovazione. Ma necessitiamo di uno sforzo maggiore di integrazione e di presa di responsabilità”.

Regole dell’acqua, regole per la vita è anche il manifesto che ha chiuso l’evento. Nel documento, sottoscritto dai partecipanti, si afferma il valore dell’acqua come diritto umano, la sua centralità per un futuro equo e sostenibile che risponda all’impegno previsto dall’Agenda Onu al 2030, la sua importanza come fattore di sviluppo e crescita delle donne, la necessità di governare e regolare il consumo di acqua.

Ecco di seguito i sette punti della dichiarazione:

  1. L’acqua e la salute sono diritti umani e elementi fondamentali dello sviluppo sostenibile, della inclusività sociale e della pace tra i popoli.
  2. Il riconoscimento del diritto all’acqua e alla salute è obiettivo imprescindibile del futuro delle nuove generazioni e di una società equa e solidale. Ciò richiede la progressiva definizione di un quadro normativo e operativo ispirato a forme di collaborazione internazionale.
  3. I nostri Governi hanno la responsabilità politica di orientare lo sviluppo sostenibile in via prioritaria alla crescita delle economie inclusive e circolari che salvaguardino la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche in un modello di governance multilaterale e crossborder.
  4. L’accesso all’acqua è fattore di ‘empowerment’ delle donne. Le donne hanno un ruolo chiave nella salvaguardia e gestione delle risorse idriche, come stabilito dai Principi di Dublino di cui ricorre quest’anno il 25mo Anniversario. Richiamiamo i Governi a tutti livelli e gli altri decisori al di fuori delle pubbliche amministrazioni a far sì che tali Principi siano realizzati e rispettati, permettendo alle donne di operare per assicurare l’accesso universale alla vitale risorsa dell’acqua e una gestione responsabile delle risorse idriche.
  5. Occorre riaffermare e rafforzare l’impegno dei paesi firmatari dell’Agenda ONU 2030 sullo Sviluppo Sostenibile con particolare riguardo al ruolo strategico affidato alle Città nella difesa del diritto all’accesso all’acqua sicura e alla salute come diritto umano.
  6. Società civile, autorità locali, governi regionali e nazionali, agenzie multilaterali devono sviluppare un approccio condiviso, intersettoriale e multidisciplinare che favorisca forme di collaborazione pubblico-privato nelle politiche ambientali mettendo in stretta relazione le problematiche dell’acqua, dell’ agricoltura e dell’energia.
  7. Debbono essere attivati processi di sensibilizzazione sociale e culturale sul consumo dell’acqua come fattore di cittadinanza responsabile e debbono essere avviate nei sistemi scolastici iniziative per la formazione delle nuove competenze richieste dal water management e dalla protezione delle risorse idriche.

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