Acqua minerale in bottiglia, Codici Lombardia: campanello d’allarme di nuovi rincari
I prezzi dell’acqua minerale in bottiglia potrebbero salire di 5 o 6 centesimi per bottiglia da 1,5 litri
Acqua minerale in bottiglia, rincari in vista? (Foto Pixabay)
L’acqua minerale in bottiglia come campanello d’allarme di una nuova ondata di rincari. Fra aumento dei costi dei trasporti, della logistica, della plastica e del packaging, il prezzo dell’acqua confezionata potrebbe aumentare fino a 5/6 centesimi per bottiglia da 1,5 litri, con un impatto potenziale complessivo di centinaia di milioni di euro l’anno sui consumatori. Secondo alcune ricostruzioni di stampa, riprese da Codici Lombardia, se i maggiori costi dovessero essere trasferiti integralmente lungo la filiera, gli aumenti potrebbero arrivare fino al 20% sul prezzo finale dell’acqua minerale confezionata.
Rincari sull’acqua minerale?
Fra i prodotti che potrebbero risentire degli aumenti sulla filiera produttiva, scatenati dalla guerra in Medio Oriente, ci sono dunque le bottiglie di acqua minerale e le bevande in generale. Già ad aprile il Codacons aveva sottolineato questo rischio, legato non a un rincaro della materia prima, ovvero dell’acqua, ma all’aumento dei costi sulla plastica e sul packaging, a sua volta determinato da rincari nella logistica e nei trasporti.
Oltre 257 litri pro-capite
L’impatto sulle famiglie potrebbe essere considerevole, anche perché l’Italia ha un grande consumo di acqua minerale in bottiglia: l’Italia è oggi il primo Paese in Europa per consumo di acqua in bottiglia, che nel 2024 ha superato i 257 litri pro-capite all’anno, con una crescita dei volumi del +2,7% rispetto al 2023 (Legambiente).
“Acqua minerale bene sentinella”
“L’acqua minerale è un bene sentinella: quando aumentano plastica, carburanti e trasporti, è tra i primi prodotti a registrare rincari – ha dichiarato nei giorni scorsi Davide Zanon, segretario regionale di Codici Lombardia – Parliamo di un bene acquistato ogni giorno da milioni di famiglie, non di una spesa accessoria. Per questo gli aumenti annunciati non possono essere archiviati come un semplice adeguamento commerciale”.
La filiera della bottiglia d’acqua è vulnerabile ai rincari su diverse componenti, che riguardano PET, tappi, etichette, film plastici, energia necessaria all’imbottigliamento, trasporto su gomma e distribuzione, tutte voci che incidono in maniera determinante sul prezzo finale.
“Il consumatore vede soltanto il prezzo sullo scaffale, ma dietro una bottiglia d’acqua c’è una catena produttiva lunga e fragile – ha detto ancora Zanon – Se salgono petrolio, plastica, carburanti e costi di trasporto, il rincaro arriva rapidamente al punto vendita. E ciò che oggi riguarda l’acqua domani potrebbe estendersi a bevande, alimentari confezionati, prodotti per la casa e a molti altri articoli del carrello della spesa”. Il caso dell’acqua minerale in bottiglia va dunque letto come un anticipatore di possibili e più ampi aumenti sul tutto il comparto del largo consumo. Con una cascata di conseguenze negative sulle famiglie e sul loro potere d’acquisto.
“Controlli preventivi e trasparenza sui costi”
Codici Lombardia chiede quindi “l’avvio immediato di un monitoraggio specifico sui prezzi dell’acqua minerale in bottiglia, distinguendo tra formati, marchi, canali di vendita e aree territoriali, per verificare se gli aumenti siano realmente giustificati dall’incremento dei costi industriali e logistici oppure se esistano margini anomali lungo la filiera”.
“Servono controlli preventivi e trasparenza sui costi, non analisi quando i rincari sono già arrivati sugli scaffali – ha detto ancora Zanon – L’acqua in bottiglia deve diventare il primo bene sentinella di questa fase economica. Se oggi aumentano bottiglie, plastica e trasporti, domani potrebbero aumentare molti altri prodotti del carrello della spesa. Le istituzioni intervengano subito per evitare che l’instabilità internazionale e il rialzo dei costi energetici diventino l’ennesima occasione per scaricare tutto sui consumatori”.
